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La Pagliacciata. Dodicesimo rinvio per il concorso teramano da addetto stampa...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Una premessa. Chi scrive non parteciperà e non ha mai avuto l'intenzione di partecipare al concorso (stra) bandito dal Comune di Teramo per un posto da addetto stampa.

Siamo al dodicesimo rinvio e ancora nessun funzionario o dirigente dell'ente comunale ha avuto l'ardire e l'ardore delle dimissioni? Ha avuto l'ardire e l'ardore di raccontare la verità? Quali sarebbero le ragioni di dodici rinvii? La Commissione? Basterebbe interpellare l'ordine dei giornalisti, organo supremo per competenza e per una posizione super partes. Nulla si muove a Teramo.

Basterebbe chiedere la consulenza del Presidente della Provincia di Teramo (Bandoman) Camillo D'Angelo che potrebbe tenere una lectio magistralis sui concorsi pubblici.

Si passa da un discorso alto del sindaco D'Alberto sul gemellaggio con Rishon LeZion alla atavica lentezza e Ignavia Amministrativa. 

Dodici rinvii come le 12 tribù di Israele, come i 12 apostoli, i dodici mesi dell'anno, le fatiche di Ercole, i 12 cavalieri di Re Artù e poi, dal pensionamento settembrino dell'unico, immenso, professionale responsabile stampa del comune di Teramo, l'ente rimarrà senza giornalista di ruolo.

Grazie a un Mistero Buffo ( scusandoci con Dario Fo) che presto vi racconteremo con alcune clamorose indiscrezioni estive.

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