Teramo ha i lettori, ha gli scrittori, ha la passione per la cultura. Quello che mancano sono gli spazi. Il paradosso è emerso ancora una volta in occasione dell'incontro con Dacia Maraini alla Biblioteca Delfico, dove le dimensioni della sala avrebbero costretto numerosi cittadini a rinunciare a partecipare.
A raccontarlo è uno degli stessi cittadini, che ha deciso di rivolgere un appello alle istituzioni: «Lo spazio è veramente stretto e molti, anzi moltissimi, devono rinunciare». Da qui la richiesta di individuare, per gli appuntamenti di maggiore richiamo, ambienti più capienti, valutando eventualmente anche l'utilizzo di alcune chiese.
La cultura non può vivere soltanto nei programmi, nelle candidature o nei comunicati istituzionali. Ha bisogno di luoghi, investimenti, responsabilità chiare e soprattutto di decisioni.
La segnalazione dei cittadini merita dunque una risposta concreta. Non servono nuove promesse, ma spazi da riaprire, autorizzazioni da definire e responsabilità da assumere.
Soprattutto, occorre fare chiarezza sulla sala polifunzionale della Provincia: quali sono gli ostacoli ancora da superare? Chi deve intervenire? Quando potrà essere restituita ai teramani?
Perché un incontro con una grande scrittrice dovrebbe essere un'occasione per avvicinare nuove persone alla lettura, non un appuntamento al quale rinunciare per mancanza di posti.
Teramo non ha perso la voglia di cultura. Rischia, piuttosto, di perdere le occasioni per viverla. E una città che voleva diventare Capitale del Libro dovrebbe almeno garantire ai suoi cittadini un posto dove poterlo ascoltare, raccontare e amare.
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