
C’è una storia che parla di fragilità, di solitudine e di paura. È quella che ci ha raccontato Badr, 47 anni, originario del Marocco ma residente da molti anni ad Alba Adriatica dove tutti lo chiamano Giovanni. Una vita che cambia da un momento all'altro, quando subisce una violenta aggressione e le sue giornate vengono segnate da interventi chirurgici, da una depressione che si è fatta sempre più profonda e, ora, dall’incubo di non avere più un tetto sopra la testa.
Badr ggi si trova ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale di Giulianova dopo un tentato suicidio. Un gesto estremo che, ci racconta, è maturato anche sotto il peso dello sfratto e dell’assenza di una prospettiva abitativa. Un reparto che lo ha accolto con estrema gentilezza e umanità, manifestando un impegno per il quale «voglio esprimere pubblicamente i miei ringraziamenti», ci dice Badr.
Nel 2023 l’aggressione. Un episodio che ha cambiato tutto. In due lo hanno atteso fuori dall'androne del condominio, per poi aggredirlo con un martello e una chiave inglese. La vicenda prosegue ora sul piano giudiziario ma le ferite riportate sono state gravi, con conseguenze fisiche importanti che hanno costretto Badr a diversi interventi chirurgici, sei per l'esattezza, e che ancora oggi richiedono cure e controlli. Quelle cicatrici però non sono solo sul corpo. Da allora, raccontano i documenti sanitari, Badr è in cura per un disturbo ansioso-depressivo sfociato in una depressione maggiore.
Le condizioni di salute hanno compromesso la sua capacità di lavorare con continuità. La Commissione medica gli ha riconosciuto un’invalidità civile del 50%. Una percentuale che, però, non basta a garantire stabilità economica. Nel tempo le difficoltà si sono accumulate fino ad arrivare allo sfratto. «Ora sono qui in reparto. Non so quando verrò dimesso – spiega – ma non ho una casa dove tornare. La paura di trovarmi per strada mi toglie il respiro».
Badr ha un figlio di otto anni, che vive con la madre. Loro sono separati. «Cerco solo un modo per rimettermi in piedi», ci dice. Dal letto del reparto psichiatrico lancia ora un appello alle istituzioni: «Chiedo aiuto al Comune di Alba Adriatica e ai servizi sociali per trovare una soluzione abitativa, anche temporanea. Ho bisogno di un posto stabile dove poter continuare le cure e ricostruire la mia vita». Sul piano lavoratorivo, Badr è disponibile per qualunque occupazione che possa permettergli un minimo di elasticità, di recarsi alle visite di controllo, molte delle quali sono già fissate fino al 2028, e che non implichi un eccessivo sforzo fisico. «Sono disponibile, ho solo bisogno che qualcuno creda in me e mi dia una mano a rialzarmi. Vi prego, se le istituzioni possono fare qualcosa almeno per farmi avere un tetto sulla testa appena esco da qui, aiutatemi».
La nostra redazione si rende disponibile per chiunque possa aiutare Badr, in qualunqe modo.
Questo è il numero di tel di Giovanni.( Badr)...345 281 8861
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