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Sanità teramana, Mariani accusa il centrodestra: “Il depotenziamento era già scritto”

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Il consigliere regionale del Partito Democratico Sandro Mariani attacca duramente la giunta abruzzese guidata da Marco Marsilio, accusandola di aver avviato da tempo il progressivo depotenziamento della sanità teramana. Secondo Mariani, la perdita di due Unità Operative Complesse – Chirurgia a Sant’Omero e Malattie Infettive a Teramo – non è un fatto improvviso, ma la diretta conseguenza della Legge Regionale 60/2023, approvata nel dicembre 2023 anche con il voto dei consiglieri teramani di centrodestra.

Mariani sottolinea come chi oggi protesta contro la bocciatura dell’atto aziendale della Asl di Teramo da parte dell’Agenzia Sanitaria Regionale abbia in realtà contribuito a sancire quel declassamento, accettando – a suo dire – promesse di correzioni future mai realizzate. "Mi sono ripromesso, a più riprese, - incalza Mariani-che su di un tema tanto delicato, quanto sensibile per la quotidianità di tanti concittadini come quello della salute, di non lasciarmi andare a strumentalizzazioni e sterili polemiche, cosa che mi è stata pubblicamente riconosciuta persino dal Presidente della Commissione Sanità in Consiglio Regionale Paolo Gatti".

La norma, pur consentendo modifiche organizzative “a invarianza di risorse”, conteneva già tabelle che riducevano unità operative e posti letto negli ospedali della provincia.

Il consigliere dem parla di “false promesse elettorali” e definisce l’attuale protesta del centrodestra come un tentativo tardivo di prendere le distanze da decisioni già assunte. Pur evitando, afferma, polemiche personali, Mariani chiede ora un cambio di rotta deciso: rivedere complessivamente la rete sanitaria regionale, correggere eventuali carenze gestionali senza chiudere reparti e rimettere al centro il diritto alla salute dei cittadini.

L’appello finale è rivolto al presidente Marsilio, all’assessore Nicoletta Verì e alla maggioranza regionale: fermare quella che definisce una politica penalizzante per Teramo e ripensare l’organizzazione sanitaria dell’Abruzzo nell’interesse dell’intera comunità.

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