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L'Italiano puzza

di Giancarlo Falconi
1 minuto

"Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane.Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in due e cercano una stanza con uso di cucina.Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Parlano lingue incomprensibili, forse antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina, spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali».

Dalla relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani, Ottobre 1912

Siamo tutti uguali. La storia si ripete. Ho in mente le parole di Don Milani "Io non ho patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia patria, gli altri i miei stranieri". Vorrei riflettere davanti a un tavolo unito. Vorrei ascoltare le ragioni dell'odio verso l'uomo nero, comprendere la paura e le ragioni economiche, vorrei che la soluzione sia condivisa e non vinta dalla forza. Vorrei non dover udire dalle nostre istituzioni, frasi ingiuriose e razziste. Vorrei educazione ed eleganza. Vorrei umanità...senza la violenta retorica.

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Commenti

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per chi ha dei dubbi sulla veridictà del rapporto...o si voglia divertire a confutare la fonte..;)

Gli italiani in'America andarono a lavorare sodo, e hanno sofferto molto, e quelli che emigrarono in Europa con tanto di documenti e visite mediche, che andarono a lavorare nelle miniere beccandosi pure la silicosi, per non parlare della tragedia di Marsinelle. Ma sapete, nella guerra di secessione americana molti meridionali ex soldati borbonici presi prigionieri dai piemontesi furono caricati sulle navi e mandati a combattere a fianco dell'esercito confederato.
Vericità del rapporto.....basta vedere i film west, dove gli indiani sono definiti cattivi, ma nella realtà non era cosi. Hanno sterminato i pellirossa per prendersi le terre, quindi avevano anche il coraggio di dire che gli italiani puzzano.
ma è sufficiente documentarsi e vedere come nella stessa Francia i giudizi ad inizio secolo erano gli stessi: noi Italiani passavamo per essere un popolo di "sporchi, brutti e cattivi" molto dediti all'uso del coltello e le impiccagioni di Italiani non era una cosa rara.
e se anche fosse? gli italiani puzzano tutt'ora...vi farei prendere qualsiasi mezzo pubblico nelle grandi città, o semplicemente entrare in un ufficio dove ci sono due o più impegati, puzzano! e meno male, vuol dire che son vivi!
Basta ricordare che fine hanno fatto fare a Sacco e Vanzetti....................
tutto vero! Ma noi veniamo da una cultura millenaria.... siamo nel 2011 con decise differenze socio-economiche. immigrazione utile si immigrazione sregolata no
E' inutile che ce la raccontiamo a livello di chiachera da bar. Gli Africani di oggi NON emigrano per lo stesso motivo per cui emigravano i nostri bisnonni, nonni e zii. I nostri conterranei cercavano di sfuggire alle pene di una vita grama a cui li condannavano i possidenti terrieri e nobili i cui figli hanno poi fatto l'unità d'Italia in un anticipo di Rivoluzione radical-massonica quale quella che poi ha imposto un modfello sociale aompletamente appiattito sui valori del profitto e del capitale senza Sussidiarietà ma solo prono allo strapotere dello Stato. Chi oggi emigra dall'Africa sub-sahariana o dagli stati del Golfo Persico, fugge in realtà da una classe politica e diregente per lo più costituita da grandi potentati familiari che gestiscono ormai da decenni un enorme serbatoio di denaro frutto dell'estrazione di Petrolio e/0 Gas Naturali che quasi nulla hanno fatto per cambiare in meglio le condizioni di vita delle loro popolazioni alle quali sono riservate solo le briciole di qs. immensa ricchezza. Questi POVERACCI (!!!!!!!!!) fuggono, però, muniti di cellulari di ultima generazione, vestiti alla moda occidentale, conoscendo benissimo quali sono i loro diritti di pseudo-rifugiati e con gia bene in mente dove e da chi andare e (GUARDA CASO...SONO QUASI TUTTI UOMINI) Forse ci dovremmo far menare meno per il naso dagli altri nostri partners Europei e pensare di più ai fatti di casa nostra perchè delle due l'una: O è vero che da noi c'è crisi e i giovani e meno giovani non trovano lavoro Oppure il nostro paese è quello del Grande Fratello e dell'Isola dei Famosi ed allora PORTE APERTE A CANI E PORCI.
Portobello ci si rincontra!!!! :-) Sei sicuro che grama era solo la vita di noi Italiani e non la loro? Un bel soggiorno in Costa D'Avorio Liberia Saharawi Niger,Eritrea etc........ti farebbe cambiare idea. Ti sbagli purtroppo non tutti i paesi africani sono così ricchi di risorse naturali, molti certo, ma non tutti un esempio l'Eritrea i cui cittadini sono una buona parte dei rifugiati...sarebbe interessante scoprire chi è Isaias e cosa fa..... Il fatto che siano uomini è giustificato dal fatto che solitamente le famiglie arrivano dopo, esattamente come succedeva con i nostri emigrati. Per quanto riguarda telefono e vestiti il primo è un salva vita il cui costo, se paragonato a quello della traversata, fa ridere, i vestiti....dovevano fare la traversata con i costumi tribali?
@ Rosario Papili; Salve eh gia! ci si rincontra! La traversata certo che non la potevano fare con i vestiti tribali. Ma qs. i vestiti tribali non li indossano mica anche quando stanno in africa; al massimo le donne le fanno vestire come 5oo anni addietro ( purtroppo non solo vestire ). Il punto è che, a mio modesto parere, che la traversata NON dovrebbero compierla proprio. Non intendo dire qualcosa di simile alla " Fuera di Ball.....!" No. Quello che intendo è che bisogna che il futuro degli africani possa essere in Africa così come il futuro del Sudamerica si sta realizzando in Sudamerica. E' verissimo che non tutti gli Stati africani sono ricchi di Petrolio e altre materie prime ma, mi creda le ricchezze del continente nero sarebbero suficienti a garantire a tutti gli africani di che vivere più che dignitosamente. E' che grandi potentati economici, anche Europei, hanno tutto l'interesse a mantenere quelle popolazioni nella miseria perchè trovano più comodo qs. che non affrontare l'ovvia competizione che scaturisce quando uno qualsiasi dei paesi emergenti prova a sedersi al gran ballo delle famose Sette Sorelle. Beh! magari ultimamente le sorelle saranno diventate 8, 9 o anche 10 ma il meccanismo è, secondo me, lo stesso che punì con loa morte Mattei quando creò un competitore ai potentati petroliferi Anglo- Franco- Americani. Spero di essere stato chiaro, il punto non è la dignità della persona che ci fa tutti uguali, ma le diverse culture, identità, ricchezze storiche e naturalistiche che vanno preservate garantendo una dignitosa esistenza a tutti. Alla prossima.
Il problema vero fu a monte e cioè nel tanto celebrato "risorgimento" che distrusse l'economìa di sussistenza di tutto il Mezzogiorno d'Italia causando un'emigrazione di massa che MAI nei secoli precedenti si era verificata. Quanti di loro sono rimasti e hanno finito per amare il paese adottivo? Amare è una parola grossa; andiamoci piano..............amare la propria terra e la propria gente significa anche desiderare che esse continuino ad esistere, anche quando noi non ci saremo; e che i nostri figli potranno vivere in pace nei luoghi che abbiamo loro affidato, così come li abbiamo ricevuti dai nostri genitori e dai nostri nonni. È chiaro che dei cambiamenti vi saranno; nulla rimane uguale a se stesso. Tuttavia una cosa è convivere con la necessità di una trasformazione lenta e graduale, che salvi l'essenza della propria terra e della propria gente; e un'altra cosa è auspicare una trasformazione radicale, immediata, traumatica, che cancellerà ogni traccia del passato e farà piazza pulita delle cose più belle che i nostri antenati hanno elaborato nel corso della storia, a cominciare dal dialetto, dalla lingua e dal modo di vedere la vita. L'immigrazione di massa è una tragedia per chi la subisce dovendo partire e per chi la subisce come un'invasione. L'immigrazione di massa fomenta la criminalità e la xenofobìa, sentimento del tutto naturale e negato solo dagli ipocriti di professione. Anche i ribelli della Cirenaica tanto coccolati da USA, Francia e sinistrume italiota, stanno esplicitamente ammettendo che una delle cause della rivoltà è che non ce la fanno più cogli immigrati dell'Africa nera....perchè vorrebbero spedirceli tutti a noi. Se vogliamo guardare alla natura umana quale essa è e non quale vorremmo che fosse o quale sarebbe auspicabile che fosse, ci accorgeremo che le società multietniche hanno prosperato in pace e in buona armonia solo per brevi periodi e in situazioni favorevoli assolutamente irripetibili, dovute a un concorso di circostanze fortunate. Tale fu il caso dell'India di Akbar (1542-1605), noto in Europa come il "Gran Mogol", illuminato sultano mongolo-indiano che perseguì con saggezza e lungimiranza un progetto di coesistenza etnica e religiosa. Tuttavia, lo ripetiamo, si tratta di rare eccezioni alla regola. La regola è completamente diversa e ci mostra una serie ininterrotta di conflitti, di odi, di rivincite lungamente attese e di rancori a fatica dissimulati. Possibile che il caso della ex Jugoslavia, senza andare tanto lontano nello spazio e nel tempo, non abbia insegnato niente a nessuno? Eppure, per chi li voleva vedere, i fatti sono lì, sotto i nostri occhi: e dicono chiaramente che nemmeno dopo secoli di convivenza (secoli, non anni!) l'etnia serba, quella croata, quella bosniaco-musulmana, quella albanese, ecc. sono riuscite a convivere in pace; anzi, che si sono sempre odiate e combattute e che ogni tentativo di comporre i loro contrasti è risultato assolutamente vano. Del resto, lo stiamo vedendo anche in questi giorni. Gli Albanesi del Kossovo, spalleggiati fin dall'inizio dal colosso americano, vogliono l'indipendenza: e, dopo aver subito lunghi periodi di "pulizia etnica" da parte dei Serbi, l'hanno fatta subire, con gli interessi, ai loro ex oppressori; tanto che in tutta la regione la presenza serba è scesa sì e no al 10% della popolazione totale. Conclusione (per chi la vuole vedere e non ha la coda di paglia): neppure gli sforzi delle grandi potenze e dell'intera diplomazia europea, neppure gli strumenti democratici del referendum e dell'autodeterminazione sono stati sufficienti a salvare la convivenza fra due stirpi che coesistevano da tempo immemorabile nello stesso territorio. Oppure si pensi all'Irlanda del Nord, ove più di quattro secoli di coesistenza non sono riusciti ad attenuare minimamente l'astio e il disprezzo reciproco fra l'elemento anglo-protestante e quello irlandese-cattolico.