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Nasce la nuova politica abruzzese

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Nel titolo ho scritto "nuova" in uno slancio di ottimismo, di ironia, di sarcasmo. L'associazione culturale politica, L'Abruzzo riformista, sarà il laboratorio di concertazione, per la campagna regionale del 2013. Daniele Toto, coordinatore regionale del FLI e parlamentare, Luciano D'Alfonso, ex sindaco di Pescara e uomo forte del centro sinistra, ancora sotto inchiesta per il "Modello Pescara" e poi Boschetti, Del Turco e tanti altri, ma molti altri delusi e invisi dai loro partiti. In comune? Il fatto di avere semplicemente molti voti. Un bacino di fedelissimi, attratti dalla possibilità di salire su di un carro vincente. Destra e sinistra pronti a entrare nelle grazie di Luciano D'Alfonso e Daniele Toto. I traghettatori sono pronti a "Carontare" decine e decine di portatori di voti. Una lista civica che si presenta in un centro di attrazione, come un parco divertimento. Il centro destra e il centro sinistra contano i transughi, il resto è politica, ma non interessa a nessuno.

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Commenti

Che bello il "nuovo" che avanza, tra gli avanzi di galera................ Aridatece la D.C., aridatece il P.C.I., aridateci la prima repubblica.................
iNTERESSA VEDERE ELEGGERE ALCUNE FRACCE DA PAGLIACCIO.
Personalmente, come ho già scritto a commento dell'articolo di Ferrari sul fragile bipolarismo italico di alcuni giorni fa, non credo nella saggezza dei politici, pertanto tutti i tentativi in corso della politica nazionale e nostrana di trovare la quadra del cerchio, a me sembrano solo varianti di uno stesso tema: come mantenere o raggiungere il potere. Quest'ultimo, la storia insegna, mai usato da chi ne dispone per l'aristotelico bene comune, bensì per i propri interessi e della propria cortigianeria.
Checchè se ne dica, D'Alfonso è culturalmente e strategicamente una spanna sopra a tutti gli altri politicanti de no'artri. Aspettiamo la conclusione delle indagini.

Il migliore sulla terra è Gatti. D'Alfonso è di un altro pianeta.

Daniele Toto che ci è costato il salvataggio di "airone" di papino ed una autostrada che costa come l'ira di dio (teramo-l'aquila est euro 4!!!!non 3.90 come riporta "il centro") e Luciano D'Alfonso che ebbe il coraggio di dire che alla regione,se avesse vinto,avrebbe "tutelato meglio gli interessi di Pescara"alla faccia di chi oggi critica Chiodi per le sue PRESUNTE attenzioni per Teramo MA FATEMI IL PIACERE!!!!!!!!!! una spanna sopra???!!!
http://www.partitodupilu.it/index.html TROPPO TROPPO TROPPO VERO!!!!! DISCORSO DI CAPODANNO In anteprima assoluta il, discorso che Cetto terrà a capodanno nel salotto buono della cultura politica italiana: il dancing Minchionnaire Egalitè! Fraternité! Libertè vigilé! Cari italiani e care, troppo care, italiane, questa sera, staseralmente, voglio fare un discorso alla nazione: il discorso di inizio anno. Da più parti mi è stato spessatamente chiesto: “come mai vuoi fare un discorso alla nazione?”. Ho risposto appuntamente: “fatti i cazzi toi!”. Io comincerei subitamente a festeggiare ma purtroppamente però non manca la polemica del giorno festivo. La bestia De Santis, che gli ricordo al comma 24, della legge 37, del decreto ingiuntivo Luglio 1987: “io non ti sputo se no ti profumo”. Questo burattino senza pilu ha avvelenato l'aria del nostro temperato e sereno clima politico dicendo in giro che un chilometro di autostrada della Salerno-Reggio Calabria costerebbe 20 milioni di euro... e che ci vogliono 30 anni per costruirlo... e cicik e cicik...ciao ... si ciao...De Santis. Ascoltami bene De Santis, 20 milioni per un chilometro di autostrada e trent'anni di lavori... perché non pensiamo ai vantaggi di queste cifre?! Con un chilometro di autostrada io garantisco lavoro ad un operaio dai 18 ai 65 anni. Dalla prima comunione alla pensione. Vi pare poco? Ci sono manovali che in trent'anni non si sono mossi più di 500 metri. Ci si ambienta, ci si conosce, si fanno amicizie. Sono nate anche delle comunità. C'è chi si è fatta una casetta a fianco dell'autostrada. Non come al nord, dove ogni settimana finisci i lavori e devi cambiare cantiere. De Santis, questa è politica dell'occupazione. Questa è politica moderna. De Santis, con rispetto e stima: fatti i cazzi toi! Ma il nostro pensiero, in questa serata di inizio d'anno, non può non andare ai giovani. Giovani che ricordo sempremente sono un problema e non una risorsa. Cari italiani e postdatatamente care italiane, Io mi vanto di aver educato mio figlio Melo con le più moderne tecniche pedagogiche ed educative. Però io ho sempre pensato che un buon rapporto tra padre e figlio non può basarsi esclusivamente su schiaffi o sputi, ma servono puramente legnate e caciazze 'nto culu. E poi basta con questa ricchionata del dialogo. Ora dialoghiamo... e ti dico questo e ti dico quello...io parlo, tu rispondi... Nto culu o dialogo! Nto culu! Infattamente mi ricordo anche che ogni volta che cadendo Melo si faceva male io lo riempivo di mazzate, un po’ per consolarlo, un po’ per fargli capire che cadere è da stronzi. Qualunquemente glielo ho spiegato a Melo: se ti do uno schiaffo è per il tuo bene. Se non capisci il motivo la colpa è tua che sei scemo. Quindi quando ti riempio di mazzate ringraziami, se no ti picchio. A Melo ho dato frequentemente, volenterosamente e spregiudicatamente lezioni di guida, ma solo quando ha compiuto gli undici anni. A dodici l’ho portato al poligono a sparare. A tredici anni a puttane. Insomma una educazione attenta e accurata, ma ogni cosa a suo tempo. Poi ho continuato con i soliti rudimenti di educazione civica. Il codice della strada. “Melo, va bene il motorino, ma non mettere mai il casco, potrebbero pensare che sei timido. Ti devi fare rispettare. Si comincia dando la precedenza ad un incrocio e finisce che ti prendono pe' ricchiuni! Non guidare mai contromano se hai bevuto. L’unico sport è la caccia. Gli altri sono sport omosessuali!” Peromente, cari italiani e posteriormente care italiane, siamo a capodanno ed è tempo di dialogo! Sono convinto che mai come in questo momento serva un dibattito franco e onesto, dai toni mai accesi e nel quale si riconosca all'avversario anche i meriti e le capacità. Un confronto che abbia come punto di riferimento, come orizzonte morale direi, il bene primario: quello dei cittadini. La storia mi chiama e io rispondo: presente. Innanzituttamente: basta con lo scontro. Basta con la lotta all'avversario. Il paese ha bisogno di una fase nuova, di pacificazione tra gli opposti. Intalsensamente ho già pronti i nuovi slogan. Basta con la lotta tra maggioranza e opposizione. basta con la lotta tra laici e cattolici. Basta con la lotta all'evasione fiscale. Basta con la lotta alla povertà. Basta con la lotta alla criminalità. quando dico basta è basta! Siamo in una fase nuova. Non serve la lotta ma il dialogo. E non solo tra forze politiche. Serve il dialogo anchemente tra istituzioni e cittadini, tra amministrati e amministratori, tra rapiti e rapitori, tra truffati e truffatori, tra 'ndrangheta e camorra, tra assassini e assassinati... tra cornuti e figghji i buttana: dialogo! La parola d'ordine è dialogo! Scusabilmente scusatemi. Mi sono fatto prendere la mano. Dovevo dire quelle quattro puttanate. Adesso va di moda fare i buoni, tanto la gente crede a tutte le cazzate che gli dici. Insommamente, infinemente e concludibilmente, il 2010 è stato un anno di luci ed ombre. Per cui, contando in un rilancio nel 2011, sintetizzo: 'nto culu al 2010! E già che ci siamo, 'nto culu anche al 2011! Cetto La Qualunque
Gli epigoni del nuovismo spacciano per 'nuovo' l'ultimo modello di cellulare che tra due mesi sarà già obsoleto....nuovi e freschi per la durata di una 'gingomma'. Viva la senilità! Pietro Ferrari