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Quelle cinque euro di una teramana...grazie

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Quando io, Fabio e Andrea, abbiamo deciso di fondare I Due Punti, eravamo convinti che ci fosse lo spazio libero per scrivere una pagina quotidiana condivisa di inchieste, piccoli e grandi problemi, opinioni senza pregiudizi. Non abbiamo cambiato idea e la punta massima di lettori unici, ( quasi 9mila- Google analytic), sarà presto superata.
Le figure professionali e umane di Christian Francia, uomo dall'istinto culturale fuori dal comune, di Alessio D'Egidio, Marco Moschetta, Pietro Ferrari, Simona Settepanella, Alessandro Tiraboschi, Edio Cappelletti, Rosario Papili, Leonardo Codirenzi ,Pierluigi Troilo, Fabrizia Valente, Domenico Attanasii, Enzo Di Salvatore, Vittoria Di Febbo, Viviana Zechini, Maurizio Di Biagio, Carlo de Iuliis, Fabiana Fratoni, Alessandra Angelucci, Liviana Bentivoglio, Rosella Gabrielli e tutti i lettori con la stessa dignità, hanno fatto il resto.
I Due Punti sono un modo a parte. Fatto di vita vissuta, di un linguaggio diretto, di verità alla luce del sole. Siamo convinti che i Politici siano a nostro servizio, come tutti gli enti pubblici. Denunceremo gli sprechi, i furti, le illegittimità. Abbiamo deciso di chiedere un piccolo contributo per continuare a investire nella stampa popolare. Tutti editori per una lettura capace di cambiare le cose. Migliorare il rapporto con la città e la provincia. La regione e la nazione. La nazione e il mondo. Senza limiti ma con il confine dell'umiltà.
Ieri una signora anziana, molto anziana, mi ha fermato per il corso, mi ha sorriso e mi ha regalato cinque euro. Era il massimo che potesse fare. Era il suo dono per una scrittura senza padroni.  Quelle cinque euro, sono in cornice sulla scrivania del mio studio. In memoria di una donna che mi fece arrossire. Grazie.

Sosteniamo i due Punti.

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Grazie Giancarlo per aver accostato il mio nome a quello di tante persone che stimo, visto che il frutto del loro lavoro è “I Due Punti”. L'ho letto solo oggi... Anche dagli avvenimenti negativi nasce qualcosa di buono: l’aver subito un’ingiustizia mi ha fatto conoscere voi… Mi avete fatto compagnia in questi mesi bui che dovevano essere i più belli per una neomamma. Io credo solo al mio cuore e il mio cuore crede in voi. Non ho avuto il sostegno dei miei colleghi “indeterminati” (meno uno), non ho avuto il sostegno dei miei colleghi precari (meno due), non ho avuto sostegno dall’opposizione, non ho avuto sostegno dai sindacati… E ho scoperto cosa significa subire un’ingiustizia piccola rispetto a chi si è visto portare via qualcuno, ma per me è stata grande. Mi ha fatto male perché mi sono sempre sentita forte e intoccabile: quello che mi è stato tolto era qualcosa che mi ero guadagnata da sola, nella legittimità… Per me è stato sempre tutto o bianco o nero e ho scoperto a 39 anni che non è così: se qualcuno decide arbitrariamente che il bianco non è bianco, c’è chi deve subire tale decisione! Scrivere in questi mesi non è stato frutto di vanità, ma ho scritto tra le lacrime e gli attacchi di panico e chiunque non abbia fatto finta di non aver letto mi ha detto che lo ha percepito. Una cosa mi fa male: pensare che non tutti quelli che subiscono hanno la possibilità o la capacità né di parlare, né di difendersi come me… Ti ripeto, Giancarlo, spero un giorno di poterti versare mensilmente quello che versavo ad altri…
Valga anche per me quanto ha scritto Rosella.... grazie a Giancarlo per la voce che ci dai! E grazie a tutti gli altri per gli approfondimento interessanti che ogni giorno ci portano a leggere, pensare, indignarci, insomma ad essere VIVI!
Rosella, Liviana: meravigliose parole! Siete voi, soprattutto voi, che fate "I due punti".