
I Cinqueuronetti sono un gruppo su facebook. Sono giornalisti. Assunti, unti e precari. Sono quelli da giornata. Di annata. Che vivono alle soglie dei marciapiedi, tra il canone della chiavetta e le chiavi di casa con un muto che è un miraggio. L'incubo è il sogno di un ufficio stampa e la cassa integrazione. Sono dipendenti della scrittura. Il giornalismo ti penetra nelle ossa e sai che non potresti fare altro.Lavorano telefonando e spostando la macchina senza benzina. Acquistano anche il loro giornale. A volte lo leggono al bar, ma sempre 1 euro viene di caffè a consumare. Alla fine un articolo costa anche sette euro ma loro sempre cinqueuronetti prendono. Fanno finta di telefonare, in realtà è un eco.Sono professionali, attenti, rapidi, ma senza un santo in paradiso. Vivono di redazione e mantengono in vita di redenzione la redazione. Non prendono lo stipendio da mesi o se fortunati devono ringraziare per i cinqueeuronetti. Alle conferenze stampe annotano le nuove veline portavoce, sorridono amari ai concorsi vestiti per le urpiste o urpisti di turno, scrivono di cristi e di concertazione per il lavoro. Hanno un sogno? Una conferenza stampa per gridare al mondo il loro precariato, la loro statura, le mani piene di parole e il cuore di delusione. Chi scriverebbe del loro grido? Altri precari a meno di cinqueuronetti. Il vostro ordine è in disordine. Il vostro ordine è lontano e sembra un nano sociale. Sono un blogger e non sono un giornalista. Vivo accanto alla vostra penna. Io scriverò di voi perchè avete l'essenza dell'anima: La sintesi tagliente. L'ironia di un mestiere di pronisti, equilibristi, trombisti, revisionisti...ma senza isterismi, tremendamente affascinante. Chapeau.
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