Se il mago Silvan entrasse in politica sarebbe un dilettante (e non come politico, ma come illusionista).
Come è noto, l’Antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha stigmatizzato l’operato del Comune di Teramo, evidenziando le “distorsioni concorrenziali ricollegabili alla delibera con cui il Comune ha confermato alla società Te.Am.” l’affidamento dei servizi.
Inoltre, l’Antitrust ha precisato come “l’affidamento in questione è palesemente in contrasto” con le disposizioni di legge.
Il mago Brucchi, con una improntitudine paragonabile solo a quella di Berlusconi, si è limitato a dire che l’Autorità ha archiviato il caso.
È ovvio, poiché la stessa Antitrust non ha i poteri per intervenire nel caso specifico, ma solo nei casi previsti dalla legge (intese restrittive della concorrenza, abuso di posizione dominante, operazioni di concentrazione).
Non pago, Brucchi afferma che l’Autorità i poteri di intervento ce li avrebbe, ma avrebbe inteso non usarli poiché - in buona sostanza - non ce ne sarebbe bisogno.
Lo sfido a dichiarare pubblicamente gli estremi normativi dei poteri dell'Antitrust, che egli certamente conoscerà a menadito.
Ma la cosa più grave è che Brucchi si trova in una situazione di clamoroso conflitto di interessi (a prescindere dagli approfondimenti tecnici sulla eventuale violazione dell’art. 78 comma 2° del D.Lgs. n. 267/2000, che mi riservo di effettuare quale cittadino residente del Comune), poiché è il marito di una dipendente della Te.Am. e per ciò solo dovrebbe usare la discrezione di non partecipare alle deliberazioni concernenti la Te.Am., non effettuare nomine inerenti la medesima società e, soprattutto, non trattenere per sé la delega ai rapporti con la Te.Am., cosa che fa serenamente in dispregio di qualsivoglia bon ton amministrativo.
In pratica, caso credo unico, il sindaco ha la delega ai rapporti… con sua moglie!
Nel merito, ribadito che l’Autorità non poteva fare nulla di più che segnalare formalmente le violazioni di legge commesse, voglio rassicurare Brucchi che (in proprio e con tutti i cittadini che lo vorranno) sarà mia cura predisporre apposito esposto-denuncia da inoltrare alla Corte dei Conti per verificare l’eventuale danno erariale causato dai consiglieri comunali che votarono la delibera di illegittimo affidamento dei servizi.
Naturalmente, se tutto è normale come egli stesso dichiara, la questione si risolverà in un nulla di fatto, altrimenti gli consiglio sin d’ora di far partire una colletta fra i suoi consiglieri (primi fra i quali Procacci, che ritiene giustificato l’affidamento, ed Agostinelli, il quale sosterrebbe che “il parere del garante non avrà alcun effetto concreto”).
Da ultimo, non posso esimermi dall’esprimere pubblicamente la mia personale esecrazione nei confronti del consigliere Roberto Canzio, campione mondiale di tabbabuchismo, il quale interviene come il prezzemolo nel difendere l’operato dell’Amministrazione.
Peccato solo sia falso, come egli sostiene, che la questione metterebbe a rischio i lavoratori della Te.Am., poiché la gara pubblica mira alla scelta del socio privato e non dei dipendenti, ed ottemperare alle norme di legge è ciò che tiene in piedi lo Stato (si chiama principio di legalità).
È altresì falso che l’opposizione voglia togliere gli affidamenti alla Te.Am. poiché sono già illegittimi e peraltro risulterebbe che la convenzione non sia stata sottoscritta (non fatico a crederlo: quale dirigente si accollerebbe la responsabilità?).
Risibile, infine, il fatto che Canzio chieda il rispetto della verità, poiché mi sembra che egli stesso ne disconosca il significato (spero per ignoranza, ma sospetto per malafede).
Per chi vuole aderire all'Esposto-denuncia alla Corte dei Conti sugli illegittimi affidamenti di servizi pubblici alla Te.Am. S.p.A., contattare Christian Francia al 349/2554719".
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