Intervistato da Daniela Facciolini, il nostro sindaco ha recentemente esternato considerazioni a tutto campo, che fanno in parte ridere e in parte piangere.
Mi limito alla grana più preoccupante, quella dei rifiuti.
Sollecitato sul perchè dell'aumento della TIA, Brucchi usa l'ironia: "l’aumento è minimo e si è reso necessario a causa della maggiorazione dei costi di trasferimento in discarica, dell’indifferenziato e dell’organico. Del 14%, l’11% è dato dall’aumento della spesa di trasferimento e conferimento nelle discariche (circa 1.100.000 euro) e il restante da un errore nel PEF, il documento di programmazione finanziaria. Ma è andata bene, ripeto, visto che in altri Comuni le cartelle avrebbero subito aumenti fino al 30%".
Le panzane sono un'arma politica convenzionale, ma spesso vengono smascherate e chi le propala accetta il rischio di venire sbugiardato.
Orbene, comunico formalmente a Brucchi che Comuni virtuosi come quello di Sant'Omero hanno esattamente modificato le tariffe del 30%, però in diminuzione e non in aumento.
Se poi egli ritiene che il 14% sia un incremento minimo, evidentemente si riferisce ai propri consistenti redditi e non si immedesima affatto nelle famiglie in difficoltà.
Forse sarebbe meglio chiedere scusa ai cittadini.
Alla successiva domanda, relativa alle prospettive in merito al problema del conferimento dei rifiuti a Teramo, l'ineffabile sindaco risponde così: "Purtroppo per i prossimi due, quattro anni, saremo nella stessa situazione. Se non si trova una discarica dove conferire, i costi non potranno diminuire".
I cittadini meno avveduti potrebbero pensare che il povero Brucchi sia costretto a fare scelte impopolari per colpe non sue.
E invece le colpe sono in parte sue e in parte dei suoi carissimi amici Chiodi e Di Dalmazio.
Infatti la competente Regione Abruzzo non legifera in materia come dovrebbe fare da molto tempo, con dirette responsabilità del presidente e dell'assessore ai rifiuti.
Quanto a Brucchi, tutti devono sapere che egli fa parte quale sindaco del consorzio obbligatorio per la gestione dei rifiuti della provincia di Teramo (ADA.TE.), del quale fanno parte tutti i sindaci in proporzione della grandezza del proprio Comune (quello di Teramo da solo rappresenta più del 17% del totale).
Ebbene nell'ultima assemblea dell'ADA, tenutasi pochi giorni orsono, Brucchi si è affannato a sostenere che il consorzio dovrebbe agire solo dopo aver chiesto consiglio alla Regione e non in piena autonomia.
Tutto legittimo, per carità, ma almeno ci eviti le prese in giro: se le discariche non si cercano è sicuro che non si trovano, e non per i prossimi due o quattro anni, ma per i prossimi trenta.
E il gioco del rimpallarsi le responsabilità non funziona più semplicemente perchè è sempre il medesimo schieramento politico a comandare nei differenti livelli di governo.
Purtroppo l'inerzia cronica del centrodestra è in perfetta continuità dal Comune alla Regione, e questo ingenera il sospetto che la crisi dei rifiuti che il dirigente regionale Gerardini paventa per la prossima primavera (saturazione delle discariche esistenti) sia un esito che la classe politica al comando voglia perseguire e non evitare a tutti i costi.
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