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La sindrome della brava persona

di Christian Francia
2 minuti

Sono anni che, con sempre maggiore frequenza, ricevo commenti su questo e quell'altro politico in termini di lusinghiero apprezzamento personale.
I classici più in voga sono: "Ernino è davvero una brava persona"; "Valter è una persona squisita"; "Raimondo è una persona seria e onesta"; l'assessore X o Y "è proprio una persona perbene".
I termini del giudizio umano che si ha e si esprime su di un qualsiasi soggetto, purtroppo, non possono essere analoghi ed assimilati alle categorie della politica, così come alle categorie di qualsiasi altra branca dello scibile.
L'esempio è semplice: se io fossi un produttore di film hard e dovessi fare un casting per reclutare l'attore protagonista del mio prossimo lungometraggio erotico, non potrei certo rivolgermi a persone fidate, generalmente stimate, ma impotenti.
E ciò per la semplice ragione che la dote principale dell'attore pornografico deve essere una basilare capacità di avere un'erezione.
Allo stesso modo, la politica necessita di protagonisti che abbiano spiccate doti politiche, prime fra le quali: capacità di ascolto, velocità di comprensione del fenomeno, pelo sullo stomaco, facilità ad ingoiare rospi, pazienza, forza di volontà, coraggio, competenze tecniche, capacità di saper convincere ed imporre le proprie scelte, spigliatezza, simpatia, doti di mediazione, carisma, doti dialettiche e seduttive, ecc.
Coloro che siano carenti di tali doti, pur essendo bravissime ed onestissime persone, la cui frequentazione sia godibilissima e la cui reputazione sia integerrima, saranno comunque degli scarsi attori politici.
Questo i cittadini e gli elettori dovrebbero avere presente quando entrano nell'urna e scrivono nelle schede elettorali, nient'altro.
Perchè, com'è ovvio, io posso avere un amministratore di condominio antipaticissimo ma capacissimo che mi fa risparmiare nella gestione del mio immobile, allo stesso modo nel quale posso ritrovarmi un amministratore di condominio gentilissimo ed educatissimo, ma totalmente incapace di produrre efficienza e risparmio per la gestione e per le mie tasche.
Parimenti, molte mogli hanno mariti cortesi ed affettuosi che le riempiono di corna, ed altrettante mogli hanno mariti scontrosi e per niente romantici che però le sono fedelissimi.
Per tutti questi motivi io, in qualità di cittadino elettore, quando scelgo chi dovrà amministrarmi e rappresentarmi non guardo mai alla reputazione personale del candidato, bensì (perdonatemi il termine) valuto chi ha i coglioni e chi non ce li ha.
E voto il primo.

 

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Commenti

Complimenti per l'articolo, Christian... Un articolo che dovrebbe trasformarsi in un vero e proprio dogma per TUTTI gli elettori...
Sono anni che aspettiamo qualcuno con i coglioni in Provincia..... per ora è arrivato solo uno che li sventola.... :-) e razzola malissimo!!!
Condivido ogni tua parola, compresi gli spazi, le virgole,le virgolette, i punti e...i Due Punti! :))
Io cambio provincia, vado dove non c'è bisogno né di eletti con le palle né di blogger retorici: Utòpia (UT)
Mi dispiace, ma non sono d'accordo. Che significa "avere i coglioni" ? Oggi si hanno i coglioni se sei una brava persona ed in quanto tale cerchi di amministrare, di lavorare senza compromessi, di portare avanti sempre il tuo pensiero e dire no a ciò un cui non credi o lontano dai tuoi principi , il resto : arrivisti, maleducati, disonesti, senza amore per il proprio territorio, tutti presi a raggiungere i tanto agognati " Obiettivi " , manager senza scrupoli, etc.etc... potrebbero avere anche i coglioni, ma non saranno mai delle brave persone. Massimo
Caro C. Francia, anch'io condivido il tuo articolo, ma su un punto la penso in maniera leggermente diversa. Sarebbe già molto, anzi moltissimo, se l'elettore scegliesse un amministratore secondo la buona reputazione del candidato. Sarebbero esclusi almeno gli inquisiti, i frequentatori di personaggi poco rispettabili, mentitori e persone di pochi scrupoli che bivaccano e prosciugano risorse nelle pubbliche Istituzioni, a cominciare dal Parlamento. Paradossalmente sono questi ad essere considerati uomini con gli attributi che in qualche modo potranno garantire una riconoscenza perssonale. Nelle elezioni locali, comunali in particolare, oltre ai citati criteri di valutazione, risultano decisivi per la scelta del consenso il piatto di lenticchie offerto in una cena elettorale, la promessa di un favore, "l'obbligo morale" di votare il parente o il vicino di casa candidato, ecc. Ovviamente non è corretto generalizzare, ma purtroppo questo malcostume è una prassi molto diffusa soprattutto da parte di chi usa esprimersi in questi termini per tranquillizzare la propria coscienza... "Tanto sono tutti uguali"...
uhmmm...una verità e mezzo...
Caro Cristian, ma non hai mai pensato che quando una persona ti dice "è una brava persona" lo dice perchè non essendoci altre qualità si appella alla meno peggio... è una sorta di vigliaccheria nel senso che quando si dice "è una brava persona" si vogliono mantenere i piedi su due staffe... un giudizio morale buono e un giudizio politico omesso...
franciqa ma perchè non pubblichi i miei commneti hai paura di farti un brutto nome vai a convenienza ahahhahahahahah predichi bene e razzoli male come il tuo compagno di merenda falconi. DIMETTITI DA DIPENDENTE PROVINCIALE LICENZIATI TANTO NON FAI NULLA E POI PUOI FINALMENTE FARE IL LAVORO DA GIORNALISTA ALTRIMENTI SEI COME TUTTI GUADAGNI DAPPERTUTTO E TROPPO.
piu' che due punti, due palle...concordo con Domenico...retorica.
Gentile Anonimo, per cominciare - non essendo il sottoscritto colui che legge e modera i commenti - autorizzo seduta stante alla pubblicazione di tutte le cazzate (perdoni il termine, ma è proprio il sostantivo tecnico che il mio vocabolario indica per definire le corbellerie che lei scrive) che lei cortesemente vorrà indirizzare allo scrivente, poichè provo particolare soddisfazione nel leggere le puttanate di vigliacchetti anonimi, e il godimento e ancora maggiore ricordando il motto di mia nonna: "meglio fare invidia che compassione". Mio caro Anonimo, mi creda, dalle sue parole trasuda una invidia smisurata; Le auguro di poter continuare ad invidiare e sputare veleno sul sottoscritto per cento anni ancora (il che vorrebbe dire che le cose mi andrebbero alla grande). Nel merito, ribadisco anche a Lei che non v'è bisogno delle mie dimissioni poichè, lungi dal fare nulla, lo scrivente lavora sodo e con altissima qualità certificata dai miei superiori (la autorizzo altresì fin d'ora a fare accesso agli atti del mio fascicolo personale presso l'Ufficio Risorse Umane della Provincia). Per cui La tranquillizzo, i soldi pubblici spesi per il mio piccolo stipendio sono i meglio spesi dai cittadini. Inoltre, come saprà, non sono giornalista, nè ho intenzione di diventarlo, svolgo solo una funzione supplente di una classe giornalistica che a Teramo e in provincia è particolarmente assopita (ragione per cui qui alligna il malaffare più che altrove). Meno che mai percepisco soldi per le cose che scrivo (nè mai ho percepito un euro). Ovviamente non guadagno dappertutto e, ancora al contrario di quanto da lei azzardato, guadagno in realtà troppo poco (ma essendo facoltoso di mio sono felice così). A presto amico caro, resto in attesa che la redazione proceda alla pubblicazione di ogni sillaba partorita dal suo cervello da cercopiteco, onde rilassarmi totalmente durante le meritate ferie agostane.
Caro anonimo che ridacchia, Lei ha già fatto le sue pessime figure nei suoi precedenti interventi, ma visto la sua insistenza comincio a dubitare delle Sue facoltà... "analitiche". Probabilmente anche Lei è un dipendente della Provincia, ma a differenza del signor Christian Francia che non conosco personalmente Lei non è una persona libera, ma con la vocazione del "lecca lecca" verso i suoi politici di riferimento. La Sua è forse una comprensibile invidia per le persone che esprimono liberamente le proprie opinioni e non si rende ben conto delle sue esternazioni francamente impresentabili persino per i più accaniti fans berlusconiani. Però una funzione positiva potrebbe averla autorizzando "I Due Punti" a rendere pubblica la Sua identità. Questo permetterebbe ai diseredati come me che avranno la fortuna di notarla a passeggio per la città o altrove di tirarsi su con il morale, pensando che nella vita c'è qualcosa di molto peggio della povertà economica: la precarietà intellettuale e morale. Tornando all'articolo di C. Francia... Magari il suddetto anonimo scegliesse di votare alle elezioni secondo il criterio della buona reputazione dei candidati... Anche se bisognerebbe definire meglio il concetto di buona o cattiva reputazione.
carissimi lecchi FRANCIA ed altri commentatori. avete centrato bene l'obbiettivo sono un dipendente provinciale ma di quelli all'oscuro che si chinano dal mattino alla sera al servizio dei cittadini e a disposizione della politica che deve dare le direttive, invece tanti ma tanti colleghi no se la spassano con chiacchiere e discussioni politiche. Io non mi nascondo ho sempre votato a sinistra e certamente l'ultima volta a d'agostino, adesso creitichiamo catarra ma come si fà se non ha un dipendente dalla sua parte e poi non ha assunto una sola persona siamo tutti dell'altra sponda. Però ricordo a chi vuol criticare ci deve mettere la faccia SI DEVE CANDIDARE AVANTI FALCONI E FRANCIA!!!!!!!!!!!! AH DIMENTICAVO FRANCIA L'HA GIA' FATTO HA FATTO CANDIDARE LA MOGLIE PERCHE' AVEVA PAURA DI ESSERE DERISO AHHAHAHHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHHAHAH ALLA PROSSIMA FRANCINO CI VUOI RIPROVA' ORA CON LA SINISTRA? AHAHHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAH ASPETTO LA PUBBLICAZIONE OPPURE E' TROPPO SCOMODO? IO L'HO COPIATO
Gentile Anonimo, io con uno che scrive "obbiettivo" invece di "obiettivo" (sebbene sia una forma ormai accettata, anche se volgare) non ci scambierei nemmeno due parole al bar, figuriamoci se lei possa anche solo essere in grado di mettere insieme uno straccio di argomentazione razionale. Ad ogni buon conto, questa è purtroppo la cultura media dei dipendenti pubblici, talmente bassa da non vergognarsi di scrivere peggio di un senegalese immigrato in Italia (con rispetto per i senegalesi, che imparano in pochi anni, più di quanto facciano ormai gli italiani, sia la lingua che il costume, le tradizioni e la cultura nostrane. D'altronde, da quando conosco Bossi e sono costretto a sentire le sue squallide volgarità, comprendo meglio l'italiano medio che egli rappresenta ed amo sempre di più qualsiasi straniero giunga da noi). Lei, infatti, scrive di essere un "dipendente provinciale ma di quelli all'oscuro che si chinano dal mattino alla sera al servizio dei cittadini". Poveri noi cittadini: forse avrebbe voluto scrivere: "di quelli che lavorano nell'ombra", poichè l'espressione "all'oscuro" indica solo il non essere edotti di qualcosa e non già l'essere un anonimo ed onesto lavoratore. Inoltre, senza soffermarmi sugli errori sintattici ed ortografici che costellano le Sue farneticazioni, Le segnalo che anche l'espressione "si chinano dal mattino alla sera" è scorretta, avrebbe dovuto dire: "sgobbano", ma probabilmente è un lapsus poichè Lei si china spesso, ma non sul tavolo di lavoro, bensì per baciare le scarpe dei politici di turno che lucida volentieri con la lingua. Mi creda, le cose di cui Lei è davvero "all'oscuro" sono la lingua italiana e i valori come la serietà, la coerenza e l'amore per la verità. E se davvero è un mio collega, provo un grande senso di vergogna e chiedo scusa per Lei a tutti i cittadini e ai contribuenti che quando si recano a pagare la RC Auto o l'IPT provano schifo nel sapere che parte di quelle tasse servono per stipendiare ignoranti della Sua risma.

Christian a Breve ti farò sapere da quale computer il nostro anonimo si esprime...;)

Il potere dell'ID

Concordo con Lemmy e Domenico. I commenti di "anonimo" ridicoli. come ho spesso rimproverato a chi nn usa il proprio nome, caro "anonimo" prima metti il nome e poi accusa o offendi il prossimo... France l'analisi lessico-grammaticale dell'articolo del solito inutile "anonimo" poteva risparmiarselo. Nn è una questione di forma scadente, ma di contenuti scadenti.