Nel cattiverio dei malpensanti, il saggista-scrittore-giornalista Pietrangelo Buttafuoco ha sempre un posto d’onore quasi per dar ragione a Bertold Brecht quando sostenne che: “ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati”. Mi piacciono le provocazioni culturali e pertanto, pur considerando l'Islam una minaccia per l'Europa, mi chiedo se l'Europa non sia capace da sola assieme all'Occidente di crepare nella sua ridanciana apostasìa...
“La preziosa esistenza delle donne, come espressione della bellezza divina e apice dell’affetto e della purezza, è stata oggetto di un brutale sfruttamento, durante gli ultimi decenni, da parte dei detentori del potere, dei media e della ricchezza". Chi ha pronunciato queste parole?
La soluzione è a pagina 20 del libro di Pietrangelo Buttafuoco: “Cabaret Voltaire. L’Islam, il Sacro, l’Occidente”, edito da Bompiani. L’autore della citazione è il presidente dell’Iran che vuole cancellare Israele: Mahmoud Ahmadinejad. Giornalista e scrittore di talento che si autodefinisce "sincero antidemocratico", il siciliano Buttafuoco, firma storica del Foglio oggi a Panorama, non è nuovo a feroci invettive contro il pensiero unico del politicamente corretto e della “esportazione dei diritti di Paris Hilton”, che però censura la pellicola di Sedar Akar, “La Valle dei Lupi” in cui i soldati americani in Iraq sono trattati come Hollywood ha sempre fatto coi nazisti tedeschi.
Con la suggestione della sua penna irriverente, Buttafuoco manda un ultimatum all’Occidente affogato nell’obbligo del “vacuo laico degenerare in basso….dall’intuizione dell’Eternità geometricamente derivata dalla perfezione all’infinitesimale sfinimento delle solitudini nel Nulla”. Il saggio “Cabaret Voltaire – l’Islam, il Sacro, l’Occidente”, è un atto d’accusa al nichilismo, frutto estremo dei Lumi che ammala l’Occidente di cui l’Ultima Cena di Cristo, ridotta a “baccanale omosex” non è che epifania di una happy end, di una civiltà che muore per suicidio. Nello scenario contemporaneo appaiono i giovani senegalesi che vendono mercanzie a Ponte Sisto a Roma, come “opliti della migliore età dorica”, se paragonati alla stanca ribellione dei punk-a-bestia occidentali che “chiedono l’elemosina, non avendo punto intenzione di lavorare”. La fede nel demos ha preparato il “PACS planetario” che pare ricordare Oswald Spengler in un Occidente simile “ai quei Dolce & Gabbana di Bisanzio, solo civilizzati perché svuotati… sovraccarichi di troppa civiltà per sopravvivere alla magnifica e potente Kultur del vindice Attila….il pieno che riempie il vuoto, lo spirito che plasma la materia”. L’Occidente si sta suicidando con un Pacs planetario. "Feretri che non figliano culle". La "rapina liberale" partorita dall’Illuminismo sta spezzando la "catena di trasmissione della Tradizione", fatta di Cattolicesimo, Islam, Iliade e Russia ortodossa. E alla fine la scimitarra maomettana "non abbatterà nulla che non meritasse di essere abbattuto” . Del resto, il libro inizia con una citazione della canzone di Franco Battiato “Il Re del mondo” (sovrano del misterioso regno di Agarthi, preso da Renè Guenon), che in modo brutale dice: “Il giorno della fine non ti servirà l’inglese”, tanto a voler subito chiarire come la destra bushista abbia fatto peggio della peggiore sinistra: "La destra non è altro che la sinistra al culmine della sua fase senile. La guerra al sacro, mai portata a termine dalla sinistra, viene più efficacemente condotta dalla destra occidentalista, e non con la costruzione razionale della scienza, ma con le bandiere della libertà e della democrazia, due illusioni che non hanno neppure bisogno di nutrire utopie ma solo di formale enunciazione. Là dove il materialismo scientifico ha fallito, infatti, riesce il Pentagono, con il pensatoio destra liberale che impone il modello unico dell'individuo costretto a un solo destino: il consumo. E la consunzione di sé." Questa, icastica e implacabile, la condanna che pronuncia Pietrangelo Buttafuoco in questo libro. Un'accusa che, tuttavia, apre spiragli di comprensione importanti della realtà in cui viviamo. Prima di tutto nei confronti dell'Islam che, lungi dall'essere quello dipinto dalla cronaca giornalistica o dalla falsa democrazia liberale e statunitense, si dimostra straordinariamente vicino al valore che l'Occidente, tutto paillette, lustrini e televisione pornografica, sta cercando di rimuovere: il sacro, le forze primordiali della natura, i legami originari. "Cabaret Voltaire" è un libro che segna un nuovo punto di inizio nel faticoso tentativo di comprensione dell'Islam, dei suoi rapporti con il cristianesimo, con il liberismo, con il mondo: oltre le categorie, inutili e stantie, di destra e sinistra, oltre ogni ideologia, per giungere al cuore delle cose. Da Thomas Carlyle a quel Khomeyni studioso di Heidegger, passando per il Venerdì Santo di Cordoba (controtendenza alla “Rimozione del Golgota” degli schitarratori di altari), il saggio giunge fino agli albori della paganitas greco-romana, per ritrovare le sorgenti nascoste ma sempre feconde della nostra civiltà. Almeno per chi vuole abbeverarsi ancora di Tradizione....spuria magari? Cainita? No. La pars destruens non basta. Occorre rifondare la Civiltà Cattolica, senza ecumanìe e complessi culturali frutto di false storiografie. Buon Natale a tutti....Babbo Natale non esiste, Dio sì.
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Siamo onorati di avere Pietro Ferrari tra i collaboratori dei... I duepunti .it
Il Compagno Filosofo meraviglioso. Falconi perchè non fai fare una rubrica al compagno filosofo? Sareebbe un Agorà meraviglioso questo sito. Pietro sei magnifico non sapevo che scrivessi in questo modo. Volevo ringraziare Giancarlo per avermi fatto leggere il tuo libro Cronache Contemporanee.