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COGENERATORE: DOPO CAMELI RISPONDA ANCHE SIMONA CONTE

di Anonimo
3 minuti

Sul cogeneratore non risponde nessuno. Sono tutti in ferie, a casa, a mangiare i tortelli in brodo e i dolci di Natale.
Li vedremo rispuntare dopo le lenticchie e il cotechino.
Bene, vuol dire che non avranno problemi a scrivere un tema da portare dopo le vacanze: “Vita, morte e miracoli del cogeneratore. Scrivi com’è andata e come stanno le cose”.

Nel frattempo però qualche altra cosa all’Amministratore della Julia Servizi Più dobbiamo per forza chiederla.
Come sta la Julia Servizi Più? E’ vero che acquistare il cogeneratore dal Comune si è rivelato un pessimo affare? I più cattivi affermano che essendo Lei in scadenza di mandato nel mentre il cogeneratore passava di mano dal Comune alla Julia Servizi per 1.250.000 di euro, di cui 250.000 già versati, questo potrebbe averLa in qualche modo condizionata psicologicamente fino al punto di subire passivamente una scelta economicamente sbagliata.

Questa tesi non ci convince sino in fondo. Riteniamo piuttosto che l’Amministratore Unico possa aver valutato l’acquisto dell’impianto sulla base di stime di produzione di energia e calore campate per aria; magari di previsioni un cui le entrate -sovrastimate- superavano le spese di gestione dell’impianto -sottostimate- per cui l’investimento di 1.250.000 euro sarebbe rientrato in un tempo ragionevole per poi dare utili fino alla fine del ciclo di vita del cogeneratore.
Ma una cosa sono i piani finanziari sulla carta, altra cosa è la realtà. Molto probabilmente quel “coso” obsoleto e costoso, sta divorando risorse anziché crearne di nuove; sta erodendo tutto l’utile che deriva dalla tradizionale vendita del gas e portando solo perdite.

Se le cose stanno così, ci chiediamo chi abbia indotto la dott.ssa Conte a prendere per un bund tedesco un “fondo tossico” come quel vecchio cogeneratore e a portarselo in casa con la prospettiva di doverlo seppellire al più presto in giardino.
Il perché lo immaginiamo: dare ossigeno alle casse malandate del Comune.
Le decisioni dell’unico azionista (il Comune di Giulianova) si possono anche mettere in discussione se arrecano un danno alla società di cui si è amministratore. Anzi, si devono.
Vogliamo credere che la Conte possa essere stata indotta a valutare mal consigliata da chi con la rigenerazione o la cogenerazione ha scarsa oppure fin troppa dimestichezza.

Avrebbe potuto consultarsi con chi gli impianti di cogenerazione o di rigenerazione li conosce bene; magari con chi all’epoca progettò quell’impianto (la Hyle, dell’ing. Gabriele Ciabattoni). Oppure con Legambiente di Giulianova che a quanto pare quell’impianto lo conosce meglio di chiunque altro (www.legambientegiulianova.it/sito/ecotecnologia.html).
Purtroppo chiudere la stalla quando i buoi ne sono usciti serve a ben poco.

Serve tantissimo, invece, che l’Amministratore Unico della Julia Servizi chiarisca come stanno esattamente le cose e che renda pubblici i conti ed il business plan reale del rigeneratore, riveduto e corretto sulla base dei risultati che l’impianto ha portato a casa da quando è di proprietà della Julia Servizi Più.
Ce la facciamo in qualche giorno? C’è qualcuno tra i banchi della minoranza in Consiglio Comunale disposto a fare propria e a formalizzare questa richiesta?

La Redazione de I Due Punti
 

 

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