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Gran Sasso: Morire per una slavina....

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Non pubblicheremo le foto.
Pino Sabbatini è sorridente co
n un amico.
L'ultima immagine prima della tragedia.
Legati da una corda...corta come la vita. 
Pino era il Gran Sasso con quegli occhi che ricordavano i mille riflessi delle sue avventure.
Amici come Enrico De Luca e noi che siamo stati appesi in una cordata, che conosciamo quella roccia del canale di mezzo...il ghiaccio, la trasparenza, la fragilità, la neve, rimaniamo senza parole.

L'amore per la montagna che diventa letteratura.
Bandiere sulle montagne non ne porto: sulle cime io non lascio mai niente, se non, per brevissimo tempo, le mie orme che il vento ben presto cancella.
(Reinhold Messner)
Che quelle rocce innalzantisi in forma di mirabile architettura, quei canaloni ghiacciati salenti incontro al cielo, quel cielo ora azzurro profondo dove l’anima sembra dissolversi e fondersi con l’infinito, ora solcato da nuvole tempestose che pesano sullo spirito come una cappa di piombo, sempre lo stesso ma mutevolmente vario, suscitano in noi delle sensazioni che non si dimenticano più.
(Walter Bonatti)

Per una volta concedeteci le lacrime e il silenzio. 

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Commenti

Ciao Pino
Un abbraccio alle moglie e alle figlie! Un'altro pezzo di roccia si e' staccata dal Gran Sasso
Ciao Pino, quando ho saputo della disgrazia, un senso di impotenza ha pervaso tutto. Un abbraccio a Mariella e alle figlie. Una preghiera e la fede vi diano la forza e il sostegno.
.... sei stato un grande Amico e Maestro... mi mancherai ..... Ad Majora Semper...... un giorno ci ritroveremo.... ciao Pì...