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Regione Abruzzo: Che fine hanno fatto i soldi per la Pesca...?

di Giancarlo Falconi
5 minuti

Una semplice domanda e uno scambio di missive tra dirigenti.
La giustificazione.
Una corrispondenza rinvenuta nello stomaco di una trota salmonata pescata senza licenza sotto la meravigliosa Crognaleto.
Il Dirigente della Provincia di Teramo scrive al suo collega regionale citando la L.R  17 Maggio 1985 numero 44 sulla " Tutela e incremento della fauna ittica nelle acque interne. Norme per l’esercizio della pesca".
La domanda è molto semplice.
Che fine ha fatto la ripartizione dei proventi sulla tassa di concessione per l'esercizio della pesca sportiva?
In sintesi quei soldi, almeno parte di essi, che servirebbero al ripopolamento della fauna ittica dei corsi d'acqua interni.

L'art 29 della L.R 17 Maggio 1985 n.44 inquadra in maniera esemplificativa il problema inevaso "   A decorrere dall’anno finanziario 1985, nel bilancio regionale viene stanziato un fondo necessario per i seguenti finanziamenti:
a) un finanziamento in favore delle Province per le spese relative alle funzioni ad esse delegate;
b) un finanziamento per il ripopolamento ittico annuale da assegnare alle Province. Per i ripopolamenti effettuati dalle amministrazioni provinciali, i relativi verbali di semina devono essere controfirmati da uno o più rappresentanti delle associazioni di pescatori più rappresentative operanti all’interno della provincia;

c) un finanziamento per le iniziative e le spese regionali nel campo ittico previste dalla presente legge;
Sono soggetti beneficiari dei finanziamenti regionali la F.I.P.S. e tutte le Associazioni ittiche a carattere nazionale regolarmente costituite con atto notarile e senza scopo di lucro operanti in provincia.

I soggetti di cui al precedente comma partecipano ai Comitati consultivi provinciali e al Comitato consultivo regionale per la pesca con un rappresentante per ciascuna Associazione beneficiaria.      Il regolamento per l’assegnazione dei contributi deve privilegiare le seguenti priorità: a) numero dei soci a livello provinciale; b) qualità e quantità dei programmi posti in essere dai soggetti beneficiari; c) attività rivolta verso i disabili; d) azione di ripristino degli argini delle aste fluviali; e) interventi per il risanamento delle acque interne.       L’erogazione del finanziamento ai soggetti beneficiari è subordinata alla presentazione a firma autenticata del legale rappresentante, di relazione analitica dimostrativa dell’avvenuta realizzazione dei programmi e delle priorità citate nonché delle spese effettivamente sostenute con allegati giustificati di spesa di importo almeno pari al finanziamento assegnato.       La Giunta regionale provvede annualmente alla ripartizione del fondo suddetto nelle seguenti misure: - 15% per il finanziamento di cui alla lettera a); - 50% per il finanziamento di cui alla lettera b); - 15% per il finanziamento di cui alla lettera c); - 20% per il finanziamento di cui alla lettera d)      Le ripartizioni tra le Province delle somme di cui alle lettere a) e b)  vengono così effettuate: - per il 50% in proporzione al numero dei rilasci e dei rinnovi annuali di licenze nella media degli ultimi tre anni precedenti a quello cui si riferisce lo stanziamento; - per il 50% in rapporto all’estensione territoriale di ciascuna provincia e alla lunghezza dei corsi d’acqua pubblica.      La ripartizione annuale del finanziamento di cui alla lett. b), nella misura del 20% prevista dal precedente comma 2, viene effettuata dalla Giunta regionale, in parti uguali, in favore delle amministrazioni provinciali che provvedono sulla base di un regolamento autonomo all’assegnazione dei fondi in favore dei soggetti beneficiari e con le modalità di cui al successivo art. 12                                                                                                                                                                                                                                                                 Il Dirigente provinciale avrebbe potuto completare la sua opera letteraria con la cifra precisa dei soldi non registrati nel capitolo.
Il nulla in confronto alla risposta del super mega dirigente regionale.
Tre punti.
Nel primo viene dichiarato che non ci sono i soldi stanziati nel bilancio 2014/2015.
Di questo ne eravamo sicuri.
Nel secondo punto si scrive di 700 mila euro per la ripopolazione della fauna e la disciplina della caccia.
La domanda era sulla fauna ittica quindi la pesca.
Nel terzo punto si parla dei danni della fauna selvatica.
Vedi sopra.

La memoria corre alla lettera di Totò e Peppino De Filippo.
...e ho detto tutto...
     

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Commenti

Giancarlo Se fossi più "dentro" le amministrazioni pubbliche sapresti perfettamente che il primo a fregarsene delle leggi dello stato, è lo stato stesso !!!! Ce ne sono decine di Leggi in cui enti sovraordinati come la regione devono obbligatoriamente assolvere compiti ben precisi ed invece se ne fregano altamente. La risposta del Dirigente Regionale rispecchia il livello attuale della Regione e dei suoi dirigenti.
Domani tutti a pesca senza licenza
Ma come mai chi ha messo il pizzino in bocca alla trota non ha le palle per palesarsi? Sta in Provincia? Circa le reimmissioni di fauna selvatica, sempre più schifosi come qualità, faccio presente che ogni cacciatore versa agli ATC, deputati ai ripopolamenti, 60 euro annui ed altrettanti ne pagano alla Regione. Fate una semplice moltiplicazione per il n. dei cacciatori e vedete quanto versano.