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Lo scaricabarile di Pavone e Fornaciari: è il Frecciarossa che sfratta i pini di via Colombo

di Anonimo
5 minuti

Grazie al sindaco Pavone, e al suo sodale Fornaciari, la comunità rosetana ha appreso, il 4 marzo u.s., che in via Colombo, oltre agli alberi da abbattere per permettere la creazione di 180 posti auto a pettine, ci sarà la demolizione del marciapiede e la mattanza degli altri maestosi pini, indicati dalle Ferrovie dello Stato.
Che sono quelli ritenuti a rischio per l’incolumità pubblica, a seguito del passaggio dei treni ad Alta Velocità, come il Frecciarossa che da alcuni mesi parte anche da Pescara.
E siccome le varie Frecce spesso si incrociano proprio a Roseto, e fanno tremare i fabbricati di via Colombo, ne consegue, che con l’incremento dei convogli, l’aumento della velocità e l’assenza dei filari di pini fonoassorbenti, le case e i palazzi, anziché tremare, cominceranno a ballare.
Contattato dagli amici, e in assenza di un pur minimo intervento dell’Amministrazione comunale, ho scritto al presidente delle Fs, per metterlo al corrente di alcuni provvedimenti adottati, tra i quali la chiusura dei bagni pubblici e della sala d’attesa della Stazione.

Che continuano a causare disagi ai viaggiatori e danni irreparabili all’immagine di Roseto, sprofondata a livello dei paesi incivili. Per quanto concerne le sbandierate richieste e diffide pervenute al Comune di Roseto dalle Fs e dalla Prefettura, le norme del D.P.R. n. 753/1980 non riguardano i pini di via Colombo, esistenti molto prima del 1980, e l’eventuale abbattimento è consentito solo nei casi comprovati di pericolo o di stretta necessità, e non per aumentare i posti auto. Inoltre, come si rileva dalle sentenze della Cassazione, le Amministrazioni comunali hanno il potere-dovere di custodire il verde urbano, e in caso di danni causati dalle cadute degli alberi, devono dimostrare di averli curati costantemente, e di aver operato un efficace, regolare ed adeguato controllo per evitarne la caduta. E gli amministratori rosetani sono pienamente responsabili, in quanto hanno sempre dimostrato di essere affetti da una grave malattia, chiamata alberofobia. Riguardo poi alla demolizione dell’attuale marciapiede, ne soffriranno i bambini, gli anziani e i diversamente abili, che non avranno più lo spazio necessario per muoversi in sicurezza, specie nel periodo estivo, quando via Colombo, super trafficata, diventa una giungla.
Avviandomi alla conclusione, occorre riconoscere che su tutti gli argomenti sopraesposti, sono state le donne a dimostrare una maggiore saggezza e sensibilità rispetto agli uomini. E oggi, 8 marzo 2016, nel giorno della loro festa, mi sembra doveroso riportare le considerazioni di quattro grandi personaggi, tre donne e un uomo, che hanno stigmatizzato i progetti realizzati da Pavone e Fornaciari. -  Dacia Maraini, la scrittrice italiana più tradotta nel mondo, che sulla Riserva naturale Borsacchio così ha scritto tramite il Corriere della Sera: “C’è chi si riempie la bocca della magica parola Sviluppo.
Ma è cieco e sordo chi pensa che lo sviluppo consista solo nella moltiplicazione delle case e nelle gettate di asfalto. Sono gli speculatori che fingono di non sapere. E gli amministratori pubblici che usano in malafede la parola Sviluppo”.
-  Maria Rita D’Orsogna, abruzzese italo-americana, docente universitaria di fisica a Los Angeles: “L’assessore Fornaciari del Comune di Roseto non sa di cosa parla, oppure lo sa ed è più facile dire che è tuttoaposto. Il Borsacchio non è salvo per niente. Parliamo della malaugurata vicenda delle trivelle petrolifere nella concessione Villa Mazzarosa. E adesso? Adesso occorre che i cittadini continuino ad assillare il Fornaciari, il sindaco di Roseto Enio Pavone e tutte le mezze cartucce che amministrano quella zona e che non hanno fermato questo scempio”.
-   Grazia Scuccimarra, attrice abruzzese osannata in tutti i teatri d’Italia, e grande amica di Roseto. E’ intervenuta al sit-in del 27 febbraio u.s. contro la demolizione del marciapiede e la mattanza dei maestosi pini, e parlando al microfono ha dichiarato: “Le amministrazioni pubbliche in generale deludono spesso l’interesse pubblico. Agiscono come il peggior nemico del bene collettivo, sovente sulla base di una ignoranza assoluta della storia. Spero che questo progetto non si faccia”.
-  Vittorio Sgarbi, critico d’arte, scrittore e saggista. Intervenuto a Roseto Nord, bocciò l’assetto urbanistico con la frase: “Cementificazione selvaggia e svalutazione del patrimonio artistico e culturale”. E rincarò la dose definendo il viale Makarska “privo di qualsiasi gusto architettonico nonché ambientale”. Presentatore a Teramo della Mostra antologica dedicata a Pasquale Celommi, pronunciò la frase storica: “Nei dipinti di Celommi c’è Dio e un Abruzzo felice”. Compensò così, con la venerazione di un grandissimo artista rosetano, pittore della luce, il lapidario giudizio sull’operato dei nostri amministratori.

                                                                               Franco Sbrolla www.francosbrolla-roseto.it

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Commenti

Il marciapiede di Via Colombo è una schifezza, mattonelle rotte, feci di cani dappertutto, buche che una volta ospitavano alberi diventate trappole per i passanti coraggiosi. I pochi alberi presenti sono storti con rotture evidenti alle branche e non so quanti passerebbero indenni un'indagine di stabilità. Detto questo è una via che meriterebbe una riqualificazione ed il taglio del marciapiede per creare nuovi posti auto penso sia l'ultima cosa utile, capisco che a Roseto i posti auto siano un'autentica chimera in estate, ma una città turistica balneare meriterebbe altre vie, altri alberi, altri amministratori.
Certamente spiace tagliare alberi. Ma diciamo la verità: il marciapiede è una latina per cani, tutto rotto con le radici dei pini tutte fuori. I pini quasi tutti pendenti e molto pericolosi. Secondo me non è possibile salvarli tutti e quindi meglio tagliarli. Favorevole ai parcheggi visto che a Roseto non c'è ne sono mai a sufficienza.
Ma come si permettono sti alberi di occupare lo spazio legittimamente spettante alle auto??!!.... dopo asfalteranno anche il bagnasciuga? Di piste ciclabili manco a parlarne eh??!!
E basta con questi cavoli di pini che non servono a niente. Toglieteli tutti e metteteci alberi e piante utili come faceva una volta un tizio dalla testa pelata
http://m.ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca/2015/09/22/news/fa-fare-uno… Il problema dei parcheggi si risolve così, anche se capisco che un progetto a 0 euro e senza appalti non possa interessare nessuna amministrazione
Lettera aperta del Comitato “Salviamo via Colombo” Il 5 marzo u.s. l’amministrazione comunale di Roseto, in un incontro scarsamente partecipato e volutamente disertato dai rappresentanti del "Comitato salviamo via Colombo” ,ha presentato il progetto di riqualificazione di via Colombo annunciando l’immediato avvio dei lavori. Sono stati dunque ignorati i ripetuti inviti a riconsiderare l’iniziativa, non sono servite le rimostranze degli abitanti della strada,divenuta molto pericolosa dopo l’apertura al traffico del tratto terminale della stessa via perché le auto rasentano le abitazioni, né è servito a far riflettere l’amministrazione che,con poca spesa, si sarebbe potuto mettere in sicurezza, sia l’alberatura esistente e sia l’attuale marciapiede mantenendo altresì i posti auto presenti, abbondantemente sufficienti per oltre dieci mesi all’anno. Il "Comitato Salviamo via Colombo” continua comunque a ritenere inaccettabile che alberi rigogliosi debbano essere sacrificati alla precisa volontà di trasformare la strada in un parcheggio a pettine, come pure, che debba essere demolito un marciapiede largo, attrezzato con gli scivoli, che è l’unico senza interruzioni per attraversamenti nella zona, e forse in tutta Roseto, con ciò mortificando per sempre le relazioni e la vita collettiva che hanno sinora costituito il contenuto qualitativo e l’essenza della strada. Questa demolizione infatti distruggerà l’identità della via e non vi sarà più uno spazio per i pedoni naturalmente aperto ed estroverso, in grado di contribuire ad assicurare la coesione sociale ed a tutelare la libertà e la sicurezza delle persone, in particolare delle più deboli. Queste considerazioni spiegano l’attaccamento degli abitanti e di tutto il vicinato alla strada, così come è attualmente, e la loro volontà di trasmettere a chi verrà in seguito un bene ricevuto che costituisce un interesse collettivo da non sacrificare ma, al contrario, da preservare con una corretta manutenzione e con pratiche di conservazione e rigenerazione che tengano conto della struttura residenziale della via e dei suoi caratteri sociali ed economici. Quello che invece il “Comitato Salviamo via Colombo” non riesce a spiegarsi, è perché il Comune, anziché risparmiare risorse per altri lavori più urgenti, insista a spendere una cifra ingente per realizzare un’opera assai discutibile, non voluta dagli abitanti della strada e di difficile, onerosa e continua manutenzione per la quale, tra l’altro, l’amministrazione ha dimostrato fino ad oggi di non essere attrezzata. Possibile che si sia perso completamente il buon senso e che si pensi realmente che sia possibile realizzare, perché duri, a Roseto, in via Colombo, l’eden dei parcheggi pubblici su prato verde e con annaffiamento automatico, cosa che non è pensabile neanche in paesi molto più evoluti, puliti ed ordinati del nostro. Sappiamo tutti come andrà a finire, nel migliore dei casi un putrido pantano, nel peggiore erba secca e non regolata, perciò il Comitato invita ancora l’Amministrazione a ripensarci ed a convincersi dell’inopportunità di lasciare in eredità ai futuri cittadini una strada storica trasformata in uno squallido parcheggio assolato, presto desolato e destinato a rimanere vuoto quasi tutto l’anno
Con l'occasione l'amministrazione potrebbe finalmente risolvere il problema della perdita d'acqua nel sottopasso della ferrovia che si trova nei paraggi. Sono anni che sgorga acqua rendendo pericolosissimo il passaggio sia a piedi ma soprattutto in bici
Vorrei solo ricordare che per abbattere delle piante è necessaria una relazione a firma di un tecnico abilitato (dott. Agronomo o dott. forestale) e che il Sindaco, anche se é l'unico che può decidere a livello di piano regolatore (il CFS non ha competenze in tale ambito), dovrebbe giustificare il taglio con motivazioni reali e non perché deve rifare un marciapiede o realizzare un parcheggio. Magari potete contattare l'Ordine degli Agronomi e dei Forestali di Teramo.