Compie 24 anni Teramo Comix e in corrispondenza dell’età giunge alla laurea.La festa è organizzata dentro l’Università di Teramo, a Colleparco, un appuntamento per gli appassionati del fumetto, per chi adora i giochi di ruolo.
Un appuntamento per tutte le età, dai giovani ai sessantenni, quelli che avevano iniziato con le collezioni di Tex e Zagor.
Ha fatto bene il rettore Luciano D’Amico a volere questa mostra dentro il campus universitario, ha saputo vedere laddove sindaci, assessori e politicanti di quarto grado,non sono riusciti. Il fumetto richiama tanta gente, il fumetto era un patrimonio della città, un patrimonio bistrattato.
Ma grazie a Luciano D’Amico adesso si propone nuovi traguardi
Se non sapessimo di trovarci dentro l'Università a Colleparco potremmo tranquillamente dire di essere a Londra, a Camden.
I giovani guardano con passione e curiosità i fumetti esposti, si fermano a fare domande ai disegnatori Marvel, disegnatori che molto spesso non vengono da così lontano ma da Teramo stessa.
Ma non siamo a Camdem, siamo dentro l’università di Teramo, dove i giovani sono gli stessi, con le stesse aspirazioni, gli stessi bisogni, i sogni da realizzare e progetti da costruire. Quei progetti che assessori alla Cultura e sindaci in 24 anni non sono stati capaci di valorizzare. Ecco il ruolo dell’Università in questo momento.
Un ruolo forse esagerato perché accanto si ha il nulla.
Una città che non sa accogliere i giovani, una classe politica che non riesce a pensare per il loro futuro.
Ben venga allora l’intelligenza e l'intuizione del management universitario . Tutto il resto sono chiacchiere che non valgono neanche più un caffè al bar. In quest’edizione di Teramo Comics oltre alla mostra mercato del fumetto riscopriamo giochi di ruolo che vengono realizzati nella periferia di Teramo ma anche negli spazi dell’Università, appuntamenti musicali, proiezione di film, lezioni sul design, sulla scrittura e sul modo di disegnare i fumetti.
La chicca di quest’anno sono i Pretuzi Teramo Comix batte moneta sonante.
Cinque banconote in filigrana da 5 10 20 50 e 100 Pretuzi. Sono le banconote del XXI secolo. Potrebbero servire per ricomprarsi la città, darle un altro volto, farle capire il valore della cultura, farle capire che serve un nuovo modo di fare politica.
Dove l’attenzione al cittadino e al bene comune vengono prima degli interessi di pochi.
Anche a questo serve una mostra del fumetto, una mostra che ridà valore anche all’università.
Fabio Capolla
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