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Sei cardiopatica a Teramo? Quattro giorni di attesa e scatta la denuncia...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

La Sanità è una questione di fortuna.
Anche se hai il codice giallo e il nuovo pronto soccorso.
Anche se hai tre bypass, con un passato infarto e 130 battiti per un'aritmia.
Anche se vieni ospitata in una barella lungo il pronto soccorso.
Anche se non c'è posto in cardiologia, medicina generale e poi pneumologia.
Anche se poi si scopre che il posto in cardiologia era disponibile.
Anche se dopo 4 giorni non è stata ancora ricoverata in cardiologia.
Anche se questa non è la nostra sanità per cui paghiamo le tasse e per cui riceviamo un servizio non adeguato.
La salute è il diritto alla vita.
Marcello Olivieri denuncerà in Procura il Presidente della regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, l'assessore alla Sanità, Silvio Paolucci e il manager dell'Asl di Teramo, Roberto Fagnano, questa è la sua dichiarazione su facebook " Oggi alle ore 15.00 sarò dai Carabinieri di Teramo per sporgere querela contro:-Silvio Paolucci assessore regionale alla sanità; -Luciano D'Alfonso presidente regione Abruzzo; -Roberto Fagnano direttore dell'ospedale di Teramo.
La querela si è resa indispensabile per fare chiarezza su episodi di malasanità che mettono in grave pericolo la salute dei cittadini".

Tutto il resto è la salute che vi auguriamo e ci auguriamo. 

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Commenti

Io che ci lavoro come infermiere in questa ASL, spesso sono stato costretto ad alzare la voce, a sbattere i pugni sui tavoli per vedere ricoverati la buonanima di mio padre, prima, e di mia madre qualche anno dopo, con patologie non certo da ridere. Mio padre era affetto da cardiopatia pregressa ad un infarto a cui avevano installato quattro Bypass, con un aneurisma dell'aorta, portato in Pronto Soccorso dall'ambulanza del 118, partito d casa in codice rosso ( almeno così ha avvisato il P.S. la dottoressa del 118) Arrivati al P.S. mio padre fu parcheggiato in corridoio e dopo ben tre ore non era ancora stato visto da nessuno, mentre le sue condizioni si aggravavano sempre di più. Ho alzato la voce, ho sbattuto i pugni sui tavoli, ho chiamato il direttore sanitario senza nessun risultato. Alla fine , dopo quattro ore, ho chiamato i Carabinieri. Risultato: dopo dieci minuti mio padre fu visitato (d'urgenza!!!!!!!!) da un cardiologo che ne stabilì il ricovero immediato. Fortunatamente fu salvato per cima di capelli e purtroppo morì sei mesi dopo nel suo letto. Con mamma successe la stessa cosa, per ben due volte, e anche qui fui costretto a rivolgermi alle forze dell'ordine per risolvere la situazione. Sapete qual'è stato il bello di tutta la situazione? Che in entrambi i casi sono stato richiamato "da chi di dovere" per non essermi comportato "secondo statuto" minacciandomi, la seconda volta, di licenziamento, e solo per aver chiesto il rispetto del diritto del malato. Ora spero che questo mio sfogo non comporti il licenziamento, anche perchè sono arrivato ad un anno dalla pensione.