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Blitz di Mercante e Vacca al Cirsu. Fanno di tutto per far tornare alla normalità.

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Una telefonata ai curatori.
L'attesa di entrare.
Il via vai dei camion.
Le licenze Aia non decadevano con il fallimento del Cirsu?
L'aria irrespirabile.
I rifiuti ammucchiati.
L'odore forte e nauseabondo.
Non è una discarica ma un deposito di rifiuti.
La legge?
Le analisi dell'Arta?
L'Asl di Teramo?
La Procura di Teramo?
Il Prefetto di Teramo?
Riccardo Mercante, consigliere regionale dei Cinque Stellle e  Gianluca Vacca onorevole dei Cinque Stelle, fuori alla porta del Cirsu.
Che cosa si vuole nascondere a un consigliere regionale e a un onorevole della Repubblica?
Nulla o tutto.
Poi dopo una lunga insistenza, l'entrata dei due " cittadini" in un centro finora off limits.
Hanno trovato un centro che sta tornando a funzionare.
Sia l'impianto di compostaggio che i sistemi per aspirare i gas.

“Non è stato affatto semplice – hanno spiegato Mercante e Vacca – ispezionare l’impianto del Cirsu in quanto, inizialmente, ci era stato vietato l’ingresso. Un polo tecnologico, quello di Grasciano che avrebbe dovuto svolgere un ruolo strategico per la gestione e trattamento dei rifiuti nella nostra Regione e che, invece, ha continuato ad operare tra mille difficoltà ed ostacoli, ultimo tra tutti il fallimento del Consorzio”. “Proprio per sciogliere i dubbi che circondano l’attività del Cirsu - ha precisato Mercante - lo scorso anno avevo presentato un’interrogazione alla Giunta regionale nella quale avevo evidenziato tutta una serie di criticità: dalla conformità dell’attività di trattamento e smaltimento dei rifiuti rispetto alle prescrizioni dell’AIA, dalle problematiche di carattere economico fino alle prospettive occupazionali degli ex lavoratori dell’impianto. Criticità rimaste in gran parte irrisolte tanto da spingermi ad effettuare un costante monitoraggio sulle attività del Cirsu fino al sopralluogo di questa mattina, nel corso del quale ho potuto verificare che l’impianto continua ad operare a pieno regime”. “Quello che è stato possibile constatare immediatamente – hanno continuato Mercante e Vacca – è l’odore molesto che rende l’aria irrespirabile e il via vai dei mezzi che trasportano i rifiuti, a dimostrazione che questi continuano ad essere lavorati nell'impianto. Oltre alla presenza di un’alta percentuale di combustibile da rifiuto da destinare agli inceneritori che contrasta con quello che dovrebbe essere l’obiettivo primario della nostra provincia e, cioè, aumentare il più possibile il riciclaggio”. Con quali modalità operative e su quali presupposti amministrativi ed economici, poi - ha concluso Mercante - l’impianto di Grasciano stia continuando ad operare e, soprattutto, con quali garanzie per i lavoratori, è ancora tutto da verificare. E saranno proprio queste le domande che, con una nuova interrogazione, rivolgerò alla Giunta regionale. È ora che si faccia luce una volta per tutte su una vicenda che coinvolge non solo la corretta gestione e trattamento dei rifiuti, non solo la situazione lavorativa di oltre 70 dipendenti ma che potrebbe incidere sulla salute e sicurezza dei cittadini e del nostro territorio”.

Il nostro pensiero è sempre per la difesa dell'ambiente, del diritto alla salute e agli ex Sogesa.
Quello delle autorità?
Quello della Legge?




 

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Fuori luogo la domanda “Che cosa si vuole nascondere a un consigliere regionale e a un onorevole della Repubblica?” se immediatamente dopo la proposizione di detto quesito viene fatto presente che a costoro l’accesso nell’impianto del Cirsu è stato garantito, fra l’altro, secondo me, non perché ne avessero diritto in ragione delle loro cariche ma per mera cortesia da parte dei Curatori (dettaglio che avvalora ulteriormente la sensazione che a nessuno si vuol tenere nascosto qualcosa). Delle “pretese ispettive” (???) di Mercante e di Vacca, infatti, i Curatori avrebbero potuto infischiarsene, essendo titolari di un ruolo che impone loro di operare esclusivamente nel rispetto della Legge Fallimentare. Non sono un giurista, ma per quel poco che ne so tale Legge non contempla l’obbligo per i Curatori di soddisfare richieste provenienti da soggetti TECNICAMENTE estranei alla procedura, quand’anche teoricamente portatori di interessi della comunità in merito alle vicende legate al Fallimento. Quindi, per cortesia, sgomberiamo il campo da ogni equivoco: in questo articolo NON è narrata la storia di Curatori che atterriti dall’eroismo istituzionale di due pentastellati hanno spalancato i cancelli del Cirsu, consentendo alla medesima coppia di far venire a galla chissà quali clamorose verità (come se non fosse già sin troppo noto praticamente tutto ciò che al termine del sopralluogo effettuato è stato riferito da Mercante e da Vacca sullo stato del Consorzio). In realtà i suindicati politici hanno potuto compiere il loro “giro ispettivo” (???) all’interno del Cirsu grazie alla disponibilità normativamente NON dovuta (repetita juvant…) dei Curatori, ma sottolinearlo – semmai attraverso un semplice quanto apprezzabilissimo ringraziamento rivolto ai professionisti nominati dal Tribunale per aver agevolato un’iniziativa tesa a tutelare il popolo – era troppo. Benedetti grillini… per loro nemmeno il più nobile dei traguardi politici ha valore, se non è preceduto da una sistematica opera di convincimento nei confronti della collettività che si è trattato di una conquista ottenuta versando lacrime e sangue al cospetto degli antagonisti sporchi, brutti e cattivi. Ma torniamo a noi. Il valore politico della perlustrazione di Mercante e di Vacca al Cirsu? Nullo. Di conseguenza, parimenti nullo è il valore politico della loro descrizione al pubblico dello stato dei fatti a seguito della ricognizione stessa. Tant’è vero che, a mio modestissimo parere, la nuova interrogazione che Mercante dice di voler sottoporre all’attenzione della Giunta regionale riguardo siffatta questione sarà un buco nell’acqua. Ce lo sapremo ridire. La penso così perché il legame fra la politica e questa triste storia in questo momento è rappresentato soltanto dai vari “scannamenti” in corso fra opposte fazioni, interessate a rimpallarsi le responsabilità del pregresso per fini elettorali e non certo per dare risposte ai cittadini. Il compito di trovare plausibili soluzioni agli innumerevoli ATTUALI problemi del Consorzio, oggi come oggi è demandato – deve per forza essere demandato – a chi si trova al di fuori della politica. A ben vedere probabilmente senza accorgersene è lo stesso Giancarlo che conferma quanto ho appena affermato, attraverso delle domande che più che altro sono sollecitazioni. Alla ASL, alla Procura, al Prefetto, uniche risorse in grado di sbrogliare il bandolo della matassa mediante interventi risolutori, incisivi, celeri, non condizionati dai “se” e dai “ma” che definiscono gli equilibri politici “destra-centro-sinistra”. Interventi d’ufficio. O su segnalazione dei Curatori, come disposto – stavolta si – dalla Legge. Il M5S non creda di potersi ergere al di sopra di un carrozzone – quello della politica – del quale fa parte a tutti gli effetti, per cui Mercante e Vacca se ne stiano a casa la prossima volta.