Paola e Paolo.
Chi sarà nominato commissario regionale di Forza Italia?
Il buon Nazario Pagano, mercoledì a Roma in un incontro con Berlusconi e gli altri coordinatori regionali di Forza Italia, dopo i suoi guai rosa giudiziari, il flop passato di neve azzurra ( prodotto di Sabatino Aracu con un passato di scontro con Chiodi per la Camera come capolista nel 2013) e i risultati del popolo azzurro abruzzese, rischia di essere sostituto da un'alta figura di commissario.
Sarà Antonio Razzi, il simbolo per eccellenza abruzzese, il faro della politica di Forza Italia, l'anello di congiunzione e avverbio con Berlusconi, a decidere il nome del futuro uomo del rilancio forzista in terra "d'abruzzi".
Razzi e la sua capacità di essere se stesso e parodia del suo ego " Noi siamo fortunati di avere una regione dove ha il mare e ha la montagna: io credo che... Chi meglio, diciamo, di me può incre... far incrementare il turismo, innanzitutto? Perché, dico, dopo aver lavorato all'estero ho portato tante iniziative a favore dell'Abruzzo, pensa il... il volo Zurigo-Pescara, pensa i tornei di tennis, i tornei di pallone che ho organizzato a Francavilla al Mare e a Montesilvano e a Pescara addirittura, con... con il primo ministro Boris... Borisov della Bulgaria a favore dei terremotati de L'Aquila" ha saputo cavalcare l'onda mediatica con il suo oaramai anfitrione Crozza.
Antonio Razzi non è Paolo Gatti.
L'autoironia è il modo più veloce per entrare nelle case attraverso lo sberleffo e la simpatia, sono doti innate e difficilmente trasferibili.
Piace a Berlusconi ed è dotato di molta memoria.
I beni informati ci raccontano dei tentativi romani di sponsorizzare il Gatti teramano negli ambienti che contano; gli altri ben informati ci raccontano dei tentivi romani di chiedere a Paola Pelino di commissariare l'Abruzzo.
La differenza?
Le malelingue alla teramana.
La Pelino si sarebbe legata al dito alcune contro voci aprutine da parte di Gatti e Chiodi e ha fatto preparare un confetto molto amaro.
Razzi deciderà e per una volta si farà i cazzi degli altri....ma i terzi ben informati, ci raccontano di un commissario fuori dal regno borbonico.
Il terzo incomodo è sempre vincente.
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