Tre sono i grandi romanzi della mia adolescenza che hanno accompagnato i miei difetti di attenzione.
L'Ulisse di James Joyce, Alla Ricerca del Tempo Perduto di Marcel Proust e L'Uomo senza Qualità di Robert Musil.
Dopo la triste vicenda del Governatore della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, che dallo scranno istituzionalmente più alto, ha duramente criticato un investigatore della Squadra Mobile, Giancarlo Pavone, reo di indagare sulla vicenda City, reo di aver ubbidito ad un ordine, reo di lesa maestà, altro è appena accaduto.
Dopo tutto e dopo la reazione della Procura, dei sindacati, dei vertici della Questura e dei cittadini a difesa dell'ispettore, il silenzio avrebbe rappresentato la soluzione migliore per una mera riflessione sul concetto di responsabilità.
E invece no.
Dal suo Olimpo, D'Alfonso, ha abusato delle pagine de Il Centro, di un'onesta ospitalità, per dissertare di morale,etica e giustizia preventiva.
La prima parte del Pippone dialettico è invaso dalle solite semi parabole bibliche.
Sono sempre le stesse profuse a sensazioni, profumi, odori, umori.
Potete scegliere tra il ricco e Lazzaro, la pecora smarrita, il discepolato, il fariseo repubblicano e il buon pastore.
D'Alfonso si traveste da buon pastore,appunto, e si preoccupa per un'indagine svolta da chi può avere un'idea colma di pregiudizi.
Scrive: Cosa accade se nella mente si è già formato un giudizio, un'immagine negativa e deforme della realtà, prima che ancora l'occhio si sia posata su di essa?
Questa condotta nell'abitto mentale di chi dovrebbe indagare in modo spregiudicato, ovvero alieno da ogni pregiudizio, non inquina gravemente l'accertamento dei fatti, impedendo lo svelamento della verità?
D'Alfonso è Ulrich, il protagonista de L'Uomo senza Qualità.
Si nomina uomo ideale che ha solo qualità e lotta contro le non qualità assolute.
La sua non è la rilettura della bibbia ma è la nuova Bibbia convinto di essere unto dal Signore o di essere il Signore stesso.
Un simile culto della personalità esalta la presunzione di poter decidere se l'investigatore stia investigando male.
La Parola secondo Luciano.
Decidere se esiste o meno il pregiudizio.
Tutto qui.
L'Assurdo che diventa realtà.
Dio c'era ma si è dimesso.
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Egregio Presidente, ma di quali preconcetti parliamo? Dei suoi preconcetti verso chi fa il proprio dovere? Dice che andrà a fondo perché ha paura che tutto ciò che è capitato a lei possa accadere ad una madre o un padre di famiglia: stucchevole, da coma diabetico. Oramai nessuno più si fa abbindolare da questo buonismo clericale di copertura. A breve poi "animerà con linguisti di chiara fama un momento di studio e riflessione sull'ambito semantico della truffa, in modo che sia chiara la portata reale delle parole usate come clave contro la democrazia". Primo, invece di animare momenti che servono a NIENTE per i cittadini usi quel tempo per risolvere i problemi degli interinali accampati da mesi fuori il Comune, costretti allo sciopero della fame perchè inascoltati e decisi a far valere il proprio diritto al lavoro. Secondo, se proprio le preme tanto il suddetto "momento di studio e riflessione", aggiunga all'ordine del giorno anche il significato delle parole PRESCRIZIONE, INCOMPATIBILITÀ TERRITORIALE e CONFLITTO DI INTERESSI. Ah, dimenticavo: e per quanto riguarda le "parole usate come clava contro la democrazia" porti ad esempio le sue invettive pronunciate dall'alto di uno scranno istituzionale. E poi ne riparleremo.... Ultimo consiglio: non abbiamo bisogno di "momenti di riflessione", ma di FATTI nell'interesse vero dei cittadini.