Le ultime imbarazzanti dichiarazioni del sindaco in risposta alle sacrosante critiche dei gruppi di opposizione sulla questione relativa alla vergognosa delibera sulla compartecipazione ai costi dei servizi assistenziali mostra ancora una volta l’incapacità del primo cittadino e del suo assessore al sociale di comprendere che il tempo per risolvere la gravissima situazione di emergenza in cui da settimane versano i disabili e le loro famiglie a causa delle scellerate scelte politiche e amministrative avallate e sostenute da tutto il centrodestra cittadino é ormai scaduto.
Nonostante la situazione di allarme e massacro sociale determinata dal famigerato provvedimento della Giunta, la convocazione del prossimo tavolo tecnico si è fatta attendere due settimane e ad oggi non si ha alcuna contezza delle intenzioni dell’amministrazione che continua maldestramente a perdere tempo, paralizzata dalle tristi esigenze politiche dei capibastone di una maggioranza che, avvolta in un silenzio assordante, ormai non esiste più da tempo e che agisce solo in funzione e sotto il ricatto del minacciato rimpasto di poltrone e assessorati.
In vista del prossimo tavolo, ribadiamo ancora una volta che la delibera va sospesa con il rinvio della compartecipazione al 2016 in attesa di una rivisitazione complessiva e organica dei criteri di accesso. Per interrompere questo scempio sociale non può in alcun modo essere accettata la irrisoria e offensiva proposta di limitato innalzamento della sola seconda soglia di reddito ISEE e anche sull’introduzione ed applicazione del cd. monte ore aggiuntivo si può ragionare solo se gli effetti che da esso derivano per le famiglie siano nella sostanza perfettamente parificati alla sospensione del provvedimento
La delibera va sospesa perché profondamente iniqua e ingiusta a causa di criteri di accesso alle prestazioni assolutamente irragionevoli che hanno solo accentuato le disparità e che stanno costringendo le famiglie a mettere in gioco il loro altissimo senso di dignità non per elemosinare un favore o una concessione graziosa da parte dell'amministrazione ma per chiedere il soddisfacimento di diritti fondamentali.
Va sospesa perché, così come strutturata, è intimamente contraria al principi fondamentali cardine della Costituzione, posti a tutela della dignità sociale, dei diritti inviolabili e dell'uguaglianza. Il problema non è la compartecipazione in sé che attuata secondo certi criteri può avere un senso. Ma compartecipare alla spesa pubblica, in particolare quella sociale e assistenziale, non può voler dire scaricare di fatto sulle persone e sulle famiglie più deboli, tra l'altro senza ragionevoli criteri di progressività, l'intero costo dei servizi. Questa non è uguaglianza e, di conseguenza, non è libertà. I pubblici poteri hanno l'obbligo costituzionale di rimuovere gli ostacoli affinché tutti i cittadini, anche e soprattutto i più deboli, possano sviluppare pienamente la propria personalità, come singoli e nelle formazioni sociali in cui vivono. I pubblici poteri non possono rimanere inerti o, peggio, creare ulteriori odiose barriere.
Va sospesa perché le risorse finanziarie ed economiche sono a disposizione ed è inaccettabile e riprovevole la scelta di voler fare economia sulle prestazioni sociali volte a garantire diritti.
Va sospesa perché anche l’amministrazione si è accorta del clamoroso errore commesso e sarebbe diabolico perseverare in una scelta che sta mettendo in ginocchio il tessuto sociale familiare dell’anello più debole della nostra comunità al solo fine di salvare politicamente la faccia.
Va sospesa perché ai pasticci, anche quelli amministrativi, non si rimedia con interventi raffazzonati e parziali ma in modo drastico, con coraggio, azzerando tutto e correggendo gli errori commessi.
Va sospesa perché qui non sono e non devono essere in gioco interessi o risultati politici ma esclusivamente una profonda esigenza di giustizia sociale: va sospesa perché dalla sospensione non deriverebbero vincitori né vinti ma solo una città più giusta che scacci l'odiosa e vergognosa immagine che purtroppo sta offrendo a tutti i livelli, anche quello nazionale, di una città che ha dimenticato e abbandonato il valore fondamentale della solidarietà che invece, da sempre, appartiene alla nostra comunità.
Gianguido D'Alberto
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