Non parleremo del valoroso comitato a difesa del San Liberatore; non parleremo dei tanti politici presenti ( foto Paolo Gatti);
non parleremo del silenzio regionale;
non parleremo delle promesse dalfonsiane e del sovrintendente di corte Silvio Paolucci;
non parleremo della mortificazione di un vasto territorio con la chiusura del punto nascita di Atri;
non parleremo dei discorsi a vuoto o a riempire;
non parleremo del manifesto unitario;
non parleremo della figuraccia delle donne e degli uomini del PD regionale che fanno a gara, per essere i primi, tra i maggiordomi di D'Alfonso;
abbiamo solo da raccontarvi la furia civica dei ragazzi e delle ragazze che hanno manifestato attraverso gli occhi di tante generazioni.
I giovani che bocciano una politica vecchia e senza programmazione.
Una politica che sa solo ubbidire senza coraggio e spirito di compartecipazione. ( foto Riccardodo Mercante)
Un forte urlo si è alzato da Atri, sussurato in maniera costruttiva e privo di volgarità.
Tutti insieme appassionatamente come in un musical di pura umanità.
La Regione Abruzzo è uscita sconfitta, lontana anni luce dal senso di vera identità.
La Provincia di Teramo, Atri e i comuni limitrofi non cederanno.
Come la Marsica e tutta Sulmona.
Una battaglia costituzionale per il rispetto del diritto alla Salute.
...e non finisce qui.
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