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Scuola Elementare di Nepezzano. Chi avrebbe il coraggio di mangiare quell'arancia?

di Giancarlo Falconi
1 minuto

"Lasciate ogni speranza a voi che mangiate quell'arancia.
La frutta fa bene?
A cosa?

Eppure quando il badge è scarico, ci scrivono di tutto e di più e i nostri figli rimangono senza pasto o colazione. 
Chi scarica quella cosa color vomito da esorcista con tracce di muffa e il passato di una gioventù matura dal nostro conto?".


Battute ironiche miste a delusione e amarezza.

Non è la prima segnalazione di cibo immangiabile, impresentabile,  ma è il nostro primo intervento perchè il campione è diventato statisticamente valido.
Chi è il signor controllo di qualità?
Invitiamo anche l'Ass. Romanelli all'assaggio di vitamina C insieme al responsabile del servizio.
Il bambino?
Sta bene.
Tornato a casa e visto che tutto era stato pagato ha consegnato la confezione ermeticamente chiusa della frutta alla madre.
L'apertura è stata contaminata da uno sbuffo da tanfo e tutto il resto è chimica per esperti.
Resta il fatto che sia vietato portare del cibo da casa perchè non si garantisce sulla salubrità dellostesso, ( le belle stozze di una volta) come si può permettere un simile attentato alla salute dei bambini?
Buona colazione a tutti...
 

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Commenti

Accade anche che bambini della scuola primaria riportino la frutta a casa perchè non gli permettono di consumarla in classe durante la ricreazione. Mi riferisco al progetto "Frutta nelle Scuole" ottimo nelle intenzioni, pessimo nell'attuazione. Vi risulta che non possono consumare la frutta durante la ricreazione perchè manca un'autorizzazione che le insegnanti attendono? (A volte le insegnanti mangiano comunque, durante la ricreazione, la frutta davanti ai bambini ai quali è vietato farlo). Perché un progetto che ha la finalità di educare ad un'alimentazione corretta presenta questi problemi? Noi genitori aspettiamo ancora qualche giorno. Poi basta. Inizierá una nuova battaglia. Chi si unisce?
Ho preso informazioni e la notizia pubblicata è risultata solo parzialmente vera oltre che fuorviante. Espongo brevemente i fatti: nell'ambito di un progetto europeo oggi sono stati consegnati degli agrumi. La società che ha distribuito NON HA NULLA A CHE VEDERE CON LA REFEZIONE SCOLASTICA. Sfortunatamente in un cestino consegnato è capitato un agrume marcio. Posto che non è bello quello che è accaduto, il fatto è un inconveniente e come tale va circoscritto. Utile sarebbe stato segnalare opportunamente l'episodio agli organi competenti (insegnanti, rappresentanti di plesso, dirigente...) prima di innescare la miccia della pubblicazione. Faccio solo presente che articoli come questo gettano inutile discredito sull' istituto vanificando la QUOTIDIANA, SISTEMATICA e PROFICUA AZIONE EDUCATIVA portata avanti dai nostri insegnanti e dall'istituzione nel suo insieme! Episodi di questo genere vanno segnalati ma con l'ottica di essere sistema! Spero sia per tutti spunto di riflessione!
Dai Giancarlo sei cattivo... una svista poteva capitare a tutti... è già successo anche per gli yogurt e nessuno si è scandalizzato, sono solo sviste, quando non puzza i bambini mangiano di tutto!! Anche ai figli di Romanelli capita una banana mezza marcia, si fanno il segno della croce e dicono... "dai papà lo facciamo per te!
La frutta di cui si parla non ha nulla a che vedere con il cibo fornito dalla mensa scolastica e pagato dalle famiglie. E' parte di un progetto del Miur, frutta nelle scuole, che riguarda le scuole primarie e, fermo restando che questa debba essere integra e controllata, le informazioni riportate nell'articolo possono far pensare che sia la mensa, che peraltro la scuola di Nepezzano non ha, a non funzionare. Inoltre i bambini sono liberi di portare la colazione (la stozza) da casa, senza nessuna limitazione. Da genitore gradirei avere le informazioni in modo corretto, in modo da non creare panico nelle famiglie.

Non è la prima segnalazione di cibo immangiabile, impresentabile,  ma è il nostro primo intervento perchè il campione è diventato statisticamente valido."

Faccia una cosa rilegga l'articolo e prenda altre informazioni. Le sue sono fuorvianti. 

 

Cari signori Antonio e Monia, il lettore non è uno stupido come voi ritenete: e chi sta mettendo in dubbio la validità degli insegnanti e la loro azione educativa? Progetto Miur o non progetto, quel frutto non è caduto dall'albero nel piatto del bambino ma gli è stato consegnato da parte del personale dell'istituto (si presume addetto alla mensa perché trattasi di pasto). Ed il fatto è GRAVISSIMO. Dov'è il "controllo" in questo caso? E se fosse stato qualcos'altro che il bambino avrebbe ingerito? Ce ne vuole a non accorgersi di simile obbrobrio... Qui stiamo parlando di bambini, e per favore invece di tirare egoisticamente ogni qualvolta l'acqua al proprio mulino proviamo a capire il vero senso e messaggio dell'articolo e di questo blog in genere, invece di affannarci sempre nell'arte della discolpa a tutti i costi. Anziché replicare in questi termini io suggerirei un'indagine interna. E poi scusate..., DAL MOMENTO CHE QUI CI FANNO PAGARE PURE L'ARIA QUEL FRUTTO HA UN COSTO E NON È AFFATTO "REGALATO".
Io propongo di farlo assaggiare al Dott. Brucchi così ci potrà dire se quel frutto è buono oppure no, auguri.
Sono il dirigente scolastico dell'Istituto TE4 cui appartiene il plesso della Scuola Primaria di Nepezzano. Chiedo scusa alla famiglia che si è vista recapitare il cestino contenente l'arancia. Premetto, altresì, che la refezione scolastica non ha nulla a che vedere con il progetto "Frutta nelle scuole" promosso dal MIUR, completamente gratuito per le famiglie e di cui è innegabile la validità educativa. Non sono qui a sminuire l'episodio segnalato. Penso, però, che lo stesso sia dovuto ad un caso fortuito: anche se fosse dovuto ad una svista imputabile all'istituto e quindi alla scrivente, doveva essere messo in evidenza in altra sede, senza i clamori che screditano il lavoro quotidiano degli operatori della scuola e vanificano la premura educativa che pensiamo di riservare ai nostri alunni per dovere professionale e morale.

 Gentilissima dirigente Scolastica, ci sono arrivate altre segnalazioni e non solo per la scuola di Nepezzano.
Nei primi quattro casi abbiamo deciso di soprassedere insieme alle famiglie.
Nel caso dell'arancia abbiamo ritenuto opportuno scrivere un articolo. In nessuno caso si è screditato il lavoro del corpo insegnanti perchè non coinvolti nella raccolta e nel controllo della frutta. Sulla validità educativa del progetto Miur nessun dubbio. Qui l'accento è posto sul fatto che la frutta era immangiabile. Tutto qui. Grazie per il suo esaustivo intervento. 





 

Cara signora Moschella, nessuno ha specificato di chi fosse la responsabilità dell'accaduto ,che è segno di mal gestione di questa città che si sta sgretolando,che ha sicuramente dato il via ad una gara d'appalto per questo servizio,ma una cosa voglio che la sappia,io dalle 8.30 alle 13 so di lasciare mio figlio a scuola,sperando che ne esca tutto intero,e da quello che dice lei se entra un tizio e offre caramelle avvelenate ai nostri figli la colpa è solo del tizio o pure di chi l'ha fatto entrare?anche io potrei dire invece di scrivere qui avrebbe potuto fare un colpo di telefono alla famiglia per chiarimenti. Il padre del bambino!!!!!
Ci faccia capire la dirigente scolastica, cosa significa "senza clamori" ? Che la polvere va nascosta sotto il tappeto ? Che i panni sporchi si lavano in famiglia ? Oppure bisogna stare zitti alla " niente vidi niente sacciu ", ma per cortesia Lei cerchi di fare il suo lavoro nel migliore dei modi e non critichi persone come Falconi che è uno dei pochi che ancora cerca di aprire gli occhi alla gente.
Sì sta esagerano. paragonare una frutta marcia alla cattiva gestione della città...mi sembra troppo!!!
Ma perchè ci si affanna a discolparsi invece di fare un mea culpa? L'interesse dell'Istituto è maggiore di quello di un bambino? "CHI" ha consegnato quell'arancia allo scolaro? Perchè si continua a parlare di "clamori" e di "discredito della scuola e della premura educativa"? Ma il Ministero dell'Istruzione, e le relative iniziative di innegabile validità, non è mantenuto dalle tasse dei cittadini? (non lanciamo sì fuorvianti messaggi di gratuità dei servizi, eh?!). Una cosa è certa: dopo la pubblicazione di tale vicenda su questo blog invece che due occhi se ne avranno quattro. E' QUESTO IL FINE. Ed il servizio della scuola migliorerà ancor di più nell'interesse di tutti. Grazie per l'opportunità di confronto concessa ai lettori.
Mi sembra di dover chiarire ancora alcuni punti. Comincio dal mezzo di comunicazione. Ho risposto utilizzando il medium con cui mi è stata divulgata la notizia, di cui sono venuta a conoscenza solo oggi in tarda mattinata. Ho immediatamente telefonato alla responsabile di plesso per avere notizie circostanziate sull’evento, che penso doveva essere portato alla mia conoscenza cosicché avrei subito ricevuto i genitori del bambino, secondo una prassi consolidata e triennale del mio modo di gestire le relazioni con le famiglie. E’ importante evitare spiacevoli incomprensioni ed equivoci. Più in dettaglio: la frutta in questione non è distribuita dal servizio della mensa scolastica gestito dal Comune, il progetto nasce da una convenzione di matrice europea, pertanto è completamente gratuito e la scuola non risulta essere stazione appaltante. La scrivente non vuole sminuire l’evento, ma è altrettanto innegabile che in partite di frutta così numerose ed abbondanti può capitare che un frutto vada a male. Comunque per me questa è l’occasione per monitorare con più attenzione la gestione del progetto. Un ultimo inciso: è patente che se l’involucro che avvolgeva la frutta fosse stato aperto a scuola, le docenti avrebbero vigilato ed evitato che il bambino ingerisse un cibo innegabilmente incommestibile.
Cara signora Moschella, io invece voglio attaccare proprio il vostro operato! Lei in prima persona, e gli insegnanti tutti dovreste essere quel filtro di protezione per i bambini contro questi episodi, prima ancora dell`insegnamento, quel filtro in cui ogni genitore la mattina consegnandovi i propri figli confida. A volte si perdono di vista le cose fondamentali della vita... Quel frutto non doveva arrivare tra le mani del bambino. Punto. Il filtro di protezione non ha funzionato. Qualcuno, necessariamente della scuola, non ha fatto il suo dovere. In questa occasione. E poi pensi al bambino come si sará dovuto sentire, magari guardando la confezione degli altri compagni. Prima di essere insegnanti, dovreste essere seconde madri e secondi padri dei vostri alunni.
Gentilissima dirigente, ferme restando le nostre opinioni lo scopo è stato raggiunto: una maggiore attenzione sul recapito di cibo del progetto, e non solo, ai bambini non in grado di tutelarsi da soli. Come ben vede il popolo de I due Punti è "portatore sano di senso civico" e non morde: coloro che non vi si confrontano è solo perché sanno di non avere la coscienza pulita. Fiduciosi, la ringraziamo della sua collaborazione. P.S. L'Italia è il terzo paese in ordine di contributi a sovvenzionare in termini economici l'Unione Europea! P.S.1 Falco', pagami la propaganda! Scherzo.... E'SOLO PERCHÉ ANCH'IO CI CREDO ;)
Però dobbiamo ammettere che stavolta almeno questa Dirigente Scolastica non si è fatta latitante e si è anche assunta la responsabilità dell'accaduto con nome e cognome scendendo direttamente nella fossa dei leoni per comunicare le proprie ragioni in maniera civile ed educata.