La classifica del Sole24ore vede in Italia una flessione generale del 4,5% per i reati denunciati rispetto allo scorso anno.
Al primo posto si conferma Rimini con 7.791 reati denunciati per 100 mila abitanti con una flessione dell'1,9%.
Secondo posto per MIlano con 7.636 e meno 5,2%.
Bologna con 7240 e meno 2,3%.
Torino 6539 e meno 5,45%
La più "tranquilla" in Italia risulta Oristano, poi Pordenone e Rieti.
Rossella Cadeo scrive " Generale arretramento delle denunce dei reati nel 2015: a crescere sono poche tipologie, come le truffe e le frodi informatiche, le estorsioni o il riciclaggio/impiego di proventi illeciti, delitti in qualche modo “virtuali” e meno “concreti” di altri - quali scippi, borseggi, effrazioni - che maggiormente influenzano la percezione della sicurezza. È abbastanza soddisfacente il quadro di massima che scaturisce dalle statistiche provinciali e regionali sull’attività delittuosa nel 2015, fornite al Sole 24 Ore dal ministero dell’Interno, dipartimento della Pubblica Sicurezza. Ma se nel complesso la situazione appare migliorata, sul territorio incidenza, volumi e trend dei diversi generi delittuosi si distribuiscono in maniera differenziata, facendo emergere una “specializzazione” geografica e socio-economica delle attività criminose lungo la penisola, o comunque evidenziando livelli diversi di vulnerabilità. Ma ecco che cosa ci raccontano i “numeri”.
L’andamento nel 2015
Nel 2015, ultima annualità consolidata disponibile, il totale dei delitti denunciati all’autorità giudiziaria è diminuito del 4,5% (2,7 milioni contro i 2,8 dell’anno precedente), in misura superiore che nel 2014 (-2,7%) e dopo i peggioramenti del precedente triennio (+2,6% nel 2013, +2% nel 2012 e + 5,4% nel 2011).
Inoltre, l’arretramento delle denunce interessa quasi tutte le tipologie di reati. Nel dettaglio, i furti totali sono calati del 7% (meno di 1,5 milioni, pur continuando a pesare per oltre la metà sul totale delle denunce). All’interno della “macrocategoria” furti, la sottocategoria ”furti in casa” è la più numerosa (235mila casi), ma il trend appare in calo dell’8,3% andando così a indebolire uno degli argomenti più gettonati da alcune forze politiche a sostegno della riforma della “legittima difesa” (si veda il Sole 24 Ore del 21 aprile scorso). Terza “sottocategoria” più frequente è quella dei borseggi che scendono a 173mila (-3,6%); seguono i furti d’auto, sotto i 115mila casi (-4,6%), quelli nei negozi (- 4,2% a quota 102mila) e gli scippi (- 7%, neppure 18mila casi). E ancora: diminuite del 10,6% le rapine (35mila), diminuiti gli omicidi volontari consumati (“solo” 469 nonostante la piaga del femminicidio), i tentati omicidi, i reati di usura e gli altri delitti in generale.
Ed eccoci alle categorie in controtendenza: per le truffe e le frodi informatiche nel 2015 ci sono state 145mila denunce (+8,8%). Anche le estorsioni, così come il riciclaggio di denaro e proventi illeciti, segnano un incremento (rispettivamente +20% e +13%), ma in termini di volumi restano un fenomeno limitato (circa 10mila e 1.800 casi), anche per le ovvie difficoltà della vittima a compiere il passo della denuncia.
La prima in Abruzzo è tra le prime in Italia.
Al 14esimo posto risulta Pescara con 5.124 reati denunciati per 100 mila abitanti e con una flessione del 5,1% rispetto allo scorso anno.
Al bando i luoghi comuni perchè la cittadina abruzzese risulta prima di Napoli ( 30esimo posto) Foggia ( 23esimo posto) Catania ( 27esimo posto).
Le chiavi di lettura potrebbero essere molteplici.
Quanti in realtà sono così sfiduciati da denunciare uno scippo o un furto in casa?
Quanto incide la trasferta dei criminali dalla zona di residenza nel luogo dei furti?
Tutto allo studio di sociologi e criminologi.
Seconda in Abruzzo è la provincia di Teramo che si colloca al 55esimo posto con 3615 reati denunciati e una flessione dell'8,6%.
Chieti al terzo posto, 66esimo nazionale con 3408 e un calo del 6,1%.
Chiude L'Aquila in Abruzzo, al 93esimo posto in Italia e un calo dell'0,8%.
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