Salta al contenuto principale

Abruzzo: Pescara la più pericolosa dove vivere per reati denunciati poi Teramo

di Giancarlo Falconi
4 minuti

La classifica del Sole24ore vede in Italia una flessione generale del 4,5% per i reati denunciati rispetto allo scorso anno.
Al primo posto si conferma Rimini con 7.791 reati denunciati per 100 mila abitanti con una flessione dell'1,9%.
Secondo posto per MIlano con 7.636 e meno 5,2%.
Bologna con 7240 e meno 2,3%.
Torino 6539 e meno 5,45%
La più "tranquilla" in Italia risulta  Oristano, poi Pordenone e Rieti.
Rossella Cadeo scrive " Generale arretramento delle denunce dei reati nel 2015: a crescere sono poche tipologie, come le truffe e le frodi informatiche, le estorsioni o il riciclaggio/impiego di proventi illeciti, delitti in qualche modo “virtuali” e meno “concreti” di altri - quali scippi, borseggi, effrazioni - che maggiormente influenzano la percezione della sicurezza. È abbastanza soddisfacente il quadro di massima che scaturisce dalle statistiche provinciali e regionali sull’attività delittuosa nel 2015, fornite al Sole 24 Ore dal ministero dell’Interno, dipartimento della Pubblica Sicurezza. Ma se nel complesso la situazione appare migliorata, sul territorio incidenza, volumi e trend dei diversi generi delittuosi si distribuiscono in maniera differenziata, facendo emergere una “specializzazione” geografica e socio-economica delle attività criminose lungo la penisola, o comunque evidenziando livelli diversi di vulnerabilità. Ma ecco che cosa ci raccontano i “numeri”.
L’andamento nel 2015 
Nel 2015, ultima annualità consolidata disponibile, il totale dei delitti denunciati all’autorità giudiziaria è diminuito del 4,5% (2,7 milioni contro i 2,8 dell’anno precedente), in misura superiore che nel 2014 (-2,7%) e dopo i peggioramenti del precedente triennio (+2,6% nel 2013, +2% nel 2012 e + 5,4% nel 2011). 
Inoltre, l’arretramento delle denunce interessa quasi tutte le tipologie di reati. Nel dettaglio, i furti totali sono calati del 7% (meno di 1,5 milioni, pur continuando a pesare per oltre la metà sul totale delle denunce). All’interno della “macrocategoria” furti, la sottocategoria ”furti in casa” è la più numerosa (235mila casi), ma il trend appare in calo dell’8,3% andando così a indebolire uno degli argomenti più gettonati da alcune forze politiche a sostegno della riforma della “legittima difesa” (si veda il Sole 24 Ore del 21 aprile scorso). Terza “sottocategoria” più frequente è quella dei borseggi che scendono a 173mila (-3,6%); seguono i furti d’auto, sotto i 115mila casi (-4,6%), quelli nei negozi (- 4,2% a quota 102mila) e gli scippi (- 7%, neppure 18mila casi). E ancora: diminuite del 10,6% le rapine (35mila), diminuiti gli omicidi volontari consumati (“solo” 469 nonostante la piaga del femminicidio), i tentati omicidi, i reati di usura e gli altri delitti in generale.
Ed eccoci alle categorie in controtendenza: per le truffe e le frodi informatiche nel 2015 ci sono state 145mila denunce (+8,8%). Anche le estorsioni, così come il riciclaggio di denaro e proventi illeciti, segnano un incremento (rispettivamente +20% e +13%), ma in termini di volumi restano un fenomeno limitato (circa 10mila e 1.800 casi), anche per le ovvie difficoltà della vittima a compiere il passo della denuncia.


La prima in Abruzzo è tra le prime in Italia.
Al 14esimo posto risulta Pescara con 5.124 reati denunciati per 100 mila abitanti e con una flessione del 5,1% rispetto allo scorso anno.
Al bando i luoghi comuni perchè la cittadina abruzzese risulta prima di Napoli ( 30esimo posto) Foggia ( 23esimo posto) Catania ( 27esimo posto).
Le chiavi di lettura potrebbero essere molteplici.
Quanti in realtà sono così sfiduciati da denunciare uno scippo o un furto in casa?
Quanto incide la trasferta dei criminali dalla zona di residenza nel luogo dei furti?
Tutto allo studio di sociologi e criminologi.
Seconda in Abruzzo è la provincia di Teramo che si colloca al 55esimo posto con 3615 reati denunciati e una flessione dell'8,6%.
Chieti al terzo posto, 66esimo nazionale con 3408 e un calo del 6,1%.
Chiude L'Aquila in Abruzzo,  al 93esimo posto in Italia  e un calo dell'0,8%.
 

Commenta

CAPTCHA

Commenti

A Pescara l'amministrazione comunale ha rubato ai cittadini prima il mare, ora anche il verde, entrambi patrimonio identitario della città costiera. Il sindaco nel suo ultimo delirio di onnipotenza ha rubato anche il Palazzo di Città, facendolo cosa propria, impedendo l'ingresso ai cittadini. Sono stati rubati la dignità dell'esser uomini ed i diritti per Costituzione ad un popolo di disabili, segregati in casa per la mancanza di ascensori o per l'inefficienza dell'apparato burocratico. A Pescara c'è un colpo di stato da parte della giunta Alessandrini "che fa come cazzo gli pare", fortemente credente e devota, perchè dall'alto scenderà l'intercessione dello spirito santo de noantri, che dispenserà archiviazioni e derubricazioni a iosa. Fortunati, c'è la Digoz che indaga, si infiltra, filma.... i pericolosi cittadini, ovvero i dissidenti che si oppongono alla carestia di democrazia e competenza amministrativa che da tempo si abbatte sul capoluogo di provincia. E per tutto ciò e tanto altro, la città di Attila assurge di diritto al primo posto in Italia.