Salta al contenuto principale

Sanitopoli: La Cassazione annulla la Condanna a Del Turco. Tutto torna alla Corte di Appello...

di Giancarlo Falconi
8 minuti

Un nuovo processo per Ottaviano Del Turco, ex Presidente della Regione Abruzzo e attore principale dell'inchiesta Sanitopoli.
Tutto deciso dalla VI sezione penale della Cassazione che ha annullato tramite 
rinvio la condanna per Del Turco, Camillo Cesarone e Lamberto Quarta per l'accusa di associazione per delinquere. Vi ricordiamo che in appello la condanna per Del Turco fu ridotta da nove anni a quattro anni e due mesi.
La prescrizione salverà l'ex Ministero.
In orbita ancora le altre condanne per le preseunti tangenti.
Vi ricordiamo come viene riportato da La Repubblica che Sanitopoli ebbe inizio otto anni fa..
L'inchiesta sulla sanità abruzzese, che portò alla caduta della giunta di centrosinistra, culminò il 14 luglio luglio del 2008 nel clamoroso arresto di Del Turco, allora governatore dell'Abruzzo, e di altre nove persone, tra cui assessori e consiglieri regionali, in seguito alle rivelazioni dell'ex patron della clinica Villa Pini di Chieti, Vincenzo Angelini, che in appello fu assolto. Del Turco passò 28 giorni in carcere a Sulmona e, poi, altri due mesi agli arresti domiciliari. Qualche giorno dopo l'arresto si dimise dalla carica di presidente della Regione e, con una lettera, si autosospese dal Pd, di cui era stato uno dei saggi fondatori e membro della direzione nazionale.Nel 2008 i pm parlarono di tangenti per milioni e di un fiume di denaro finito alle cliniche private della Regione. Denaro tuttavia, del quale non é mai stata rinvenuta traccia sui conti di Del Turco né degli altri imputati. Per giunta durante il processo l'entità delle presunte mazzette è stata notevolmente ridimensionata, dai sei milioni e 200mila euro iniziali a 800mila euro".

Alessandra Di Giuseppe per I DUe Punti, firmò nel 2014 un articolo che ben ricostruiva l'intera vicenda.
"Vincenzo Maria Angelini non si è fatto mancare proprio nulla nella sua vita.

Grande accusatore e condannato in primo grado nel processo a carico di Ottaviano del Turco.
Imputato presso il Tribunale di Chieti  per il reato di bancarotta fraudolenta del Gruppo Villa Pini.
Oggi, uomo da cento milioni di euro.
Le Antille.
L'isola del Tesoro.

Secondo l’accusa, infatti,  i cento milioni di euro oggetto del crack sarebbero finiti nella Banche delle Antille Olandesi.
I pm hanno richiesto al giudice l’apertura di un procedimento a carico del commercialista, Marco Rovella per concorso nel reato.
Il ritrovamento del Tesoro di Angelini, se verrà confermato in seguito, è destinato ad incidere profondamente, non soltanto nel processo pendente a Chieti, ma anche nel processo “sanitopoli” soprattutto per la posizione dell’ex governatore, Ottaviano Del Turco, i cui proventi delle presunte tangenti ricevute dal re delle cliniche private non sono stati mai rintracciati.

Non un solo euro.

Il colonnello della Guardia di Finanza,  Favia,  sentito come teste all’udienza del 26 ottobre 2012, (processo Del Turco) alla domanda del difensore dell’ex Governatore“ è esatto dire che non avete riscontrato né un euro, né la traccia di un euro che non avesse una giustificazione su risorse finanziarie pregresse ai fatti che ci interessano in questo processo?”, avrebbe risposto: “Sostanzialmente è giusto”.

Sulla base delle dichiarazioni del Grande Accusatore, il Tribunale di Pescara con sentenza n. 1584 del 22 luglio 2013 ha condannato in primo grado Del turco a 9 anni e 6 mesi di carcere per aver operato, insieme alla sua Giunta in continuità criminale con la Giunta precedente presieduta da Pace “stante l’accertata condizione generale di illegalità e di favoritismo nei confronti delle case di cura del Gruppo Villa Pini”.

In particolare Ottaviano Del Turco sarebbe stato protagonista di una grave vicenda di corruzione, che lo avrebbe visto percettore di ingenti somme ( delle quali non ne è stata rinvenuta traccia) da parte di Angelini al fine di orientare l’intera attività amministrativa e legislativa della Regione Abruzzo a vantaggio del Gruppo Villa Pini.

Angelini si sarebbe determinato ad accusare i suoi aguzzini, rivolgendosi alla procura di Pescara, perché “si sarebbe visto improvvisamente scaricato” e si sarebbe reso conto che il sistema instaurato sino ad allora non poteva più proseguire”, per effetto degli stretti vincoli imposti alla spesa regionale dagli accordi stato-Regioni.

Diventa un fiume in piena quando apprende formalmente dai PP.MM che lo interrogano il 12 aprile 2008 sulla vicenda della delibera 58, che essi stavano ricostruendo, anzi avevano già ricostruito, mediante consulenza tecnica, le sue attività distrattive di ingenti risorse finanziarie delle sue società per oltre 60 milioni di euro (cfr Incidente probatorio, ud. 12.09. 2008 pagg da 85 ad 89).

Fino a quel momento egli aveva negato di aver corrisposto denaro a chicchessia.
I provvedimenti legislativi ritenuti dal Tribunale di interesse e quindi che avrebbero favorito il Gruppo Villa Pini, sono l’art. 5 della legge 20/2006 ed il punto 5.1.10 della legge 6/2007 ovvero secondo i giudici “il più significativo riscontro dell’attendibilità delle dichiarazioni di Angelini” (sentenza pag 19).
L’art. 5 della l. 20/2006, che rappresenta l’atto di riordino dei posti letto ospedalieri (in presunto contrasto con la legge quadro statale) avrebbe permesso all’Angelini di “proseguire nell’erogazione di prestazioni sanitarie in discipline non oggetto di accreditamento (…) anche se solo in regime di Day surgery (sent pag 201).
Strano che la legge (nonché l’articolo incriminato) sia  perfettamente vigente e nessuno l’ ha mai censurata impugnandola davanti alla Corte Costituzionale.

Ma vi è di più.
Il Governatore Chiodi, interrogato come teste, all’udienza del 17/10/2012, avrebbe riconosciuto il merito alla legge 20/2006, di aver notevolmente ridotto la spesa sanitaria regionale e di aver costituito un formidabile argine finalmente alle prestazioni illegittime o inappropriate che da decenni erano abituate a svolgere impunemente le cliniche private.

Quanto al punto 5.1.10 della legge 6/2007, sarebbe stata modificata rispetto al disegno di legge, per favorire il gruppo Villa Pini, “avendo permesso che la riduzione dei posti letto fosse basata non sull’esclusione delle prestazioni inappropriate e sul successivo abbattimento del 30% ma su un abbattimento fino ad un massimo del 30%, in base a criteri di computo peraltro non espressi (sent. da pag g 244 a 247).

Tale legge avrebbe reso possibile il taglio di posti letto nei confronti delle cliniche private pari a – 28% per acuti e riabilitazione e lungodegenza  e – 44,3% posti letto per la sola riabilitazione
Avverso tale legge lo stesso Angelini ha proposto ricorso per legittimità costituzionale, come se avesse corrotto i politici regionali per ottenere un provvedimento a suo favore, salvo poi ritenerlo insoddisfacente.

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 289 del 2010 ha sancito la piena legittimità della LR 6/2007 ritenendo il ridimensionamento della rete ospedaliera, nonché le linee guida del piano sanitario legittimi e non in contrasto con la Costituzione.
Limitazione passaggi dalla fase acuta alla riabilitazione (DGR 655/2007, potenziamento delle verifiche ispettive (DGR 1438/2006), aggiornamento del sistema tariffario (DGR658/2007) e molti altri atti hanno limitato in concreto atteggiamenti opportunistici o speculativi.

Angelini avrebbe pagato milioni di euro di tangenti per ottenere in cambio il nulla?
Se sarà confermata la tesi dei PM di Chieti circa il ritrovamento del denaro di Angelini alle isole  Antille, la credibilità verrà senz’altro meno".

In attesa della Corte di Appello di Perugia...e non finisce qui...

Commenta

CAPTCHA

Commenti

Nel 2008 dopo l'arresto di Del Turco,al quale fra l'altro decidemmo e purtroppo erroneamente di votare,sia io che mia moglie,schifati,delusi,e ora mai privi di interesse per la politica,decidemmo di non andare più' alle urna se non per i referendum,ai quali nel corso degli anni,abbiamo sempre contribuito partecipando. Oggi a distanza di otto anni,ancora più' delusi dalle varie sentenze di colpevolezza,seguitiamo a non concedere più' la nostra fiducia a questa classe politica ingiudicabile,disertando le urna. Abbiamo deciso,nel dubbio di sbagliare,cosa questa voluta nella formulazione e nella interpretazione del testo referendario,di non votare questa volta per lo il referendumdi domani e che ,nella nostra lunga vita,diserteremo per la prima volta le urna. Torneremo a votare solo quando,gli italiani decideranno di mandare a casa tutta la attuale classe politica e cercare nei paesi piu' civili ed onesti del nord Europa ,politici seri e capaci e che avranno ancora la dignità',l'onesta' e la volontà' di rappresentare degnamente i propri elettori. Probabilmente,queste mie riflessioni non piaceranno a tanti,ma la nostra coscienza ci porta a valutare e sempre con maggior impegno,la nostra responsabilità' nell'esprimere le nostre preferenze per i politici che dovranno rappresentarci onestamente. Basta con i nostri errori, errori nei quali purtroppo siamo stati indotti con tutta nostra buona fede.............. Carlo
Il voto è il mezzo, democratico, che abbiamo per cambiare. Non andare a votare, scelta da me non condivisa, non è un metodo efficace di protesta ma un modo di rinunciare a contribuire a cambiare. Inoltre il voto in Italia è un diritto/dovere.
Risposta ad ANONIMO delle 9,09 odierne.......... In parte Lei potrebbe anche avere ragione,ma quando si è costretti a votare per una accozzaglia di quesiti referendari con una confusione voluta dalla politica,ad evitare contaddizioni e confusione,da persona con un minimo di senso civico,preferisco non votare.Il voto è vero ,è un diritto ed un dovere,ma solo ed esclusivamente quando un elettore, ha la certezza di esprimere il proprio consenso o dissenso, avendone capito in pieno il senso delle domande alle quali è' chiamato a rispondere ,o ad esprimere con tranquillità' la scelta del politico che dovrà' degnamente rappresentarlo. Per come vanno invece le vicende politiche in Italia,io questo certezze non le ho e pertanto beato Lei che è convinto di quello che fa ,ed io rispetto in pieno il Suo pensiero ma,mi consentirà' di non condividerlo. Ho votato da quando avevo 18 anni ed almeno consecutivamente per 42 anni, fino al 2008 ,oggi a quasi 69 anni,non voglio più' sbagliare ,tornerò' a votare solo quando avrò la certezza che il mio voto meritera' rispetto. Lei è' forse convinto caro Anonimo che tutti gli elettori italiani avranno espresso,capendo o non capendo i quesiti posti,la loro volontà'? O forse moltissimi hanno votato , o voteranno alzando una monetina in aria per il testa o croce? O ancora per simpatia o antipatia nei confronti di questa governance? La saluto molto cordialmente,con il massimo del rispetto nei suoi confronti. Carlo