Ora sono a Brindisi nel centro di identificazione ed esplusione, i due afgani fermati a L'Aquila dagli uomini della questura in collaborazione con la direzione distrettuale anti mafia.
Hanno dichiarato di non conoscersi ma sia l'incrocio dei tabulati e sia i video (orrendi e di inaudita violenza) sulla forza della Jihad, caricati sulla memoria dei loro telefonini, hanno posto il massimo allarme sui due ospiti.
Chiedevano asilo politico.
Il particolare inquitante dei loro precedenti viaggi a Bruxelles e Parigi ha chiuso il cerchio.
Che cosa sta succedendo?
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