Notizia interessante,(www.iduepunti.it/28_ottobre_2015/izs-quando-unaspettativa-gratuita-pu%C3%B2-costare-220-mila-euro) che permette di tornare rapidamente sulle famose “macerie amministrative” ereditate dalla precedente amministrazione tanto care al direttore generale – dimissionario - o forse no - dott. Arnolfo, per giustificare i fallimenti dell’attuale gestione dell’IZSM.
Fra l’altro la cosa è particolarmente interessante, visto che il dirigente in parola non è proprio nuovo a questo tipo di “strane” situazioni.
Interessante visto che, nel frattempo, lo stesso DG ha decurtato lo stipendio di molti dirigenti dell’Ente in modo a dir poco specioso.
Interessante visto che il TAR, proprio in questi giorni, ha posto la parola fine al pasticciaccio delle prove finali del corso-concorso annullando de facto e completamente le prove finali, come ampiamente prevedibile.
Interessante, vista l’inaudita richiesta al giudice del lavoro di licenziare 34 dipendenti?
Interessante, vista la denuncia alla magistratura di due dipendenti che hanno l’unica “colpa” di esprimere il proprio dissenso e divulgare un messaggio di posta elettronica, che dice cose infinitamente meno gravi di quelle che il sottoscritto ha scritto a proposito di una singolare lettera del direttore generale ai dipendenti sul famoso caso “Pulcinella”?
A questo proposito quale commento si può fare sul fatto che il DG Arnolfo comunica alla stampa che ha ritirato la denuncia, quando non è vero, visto che la denuncia è tutt’ora al vaglio della magistratura?
Altro che “macerie amministrative”, sembra la sceneggiatura di una trasmissione di “Scherzi a parte”.
Il fatto è che questa situazione, che è essenzialmente frutto di una singolare incapacità di governo di organi nominati da una politica la cui arroganza è l’inevitabile frutto di una sconcertante ignoranza, non sembra destinata a cambiare per il meglio, anzi!
Si continua, infatti, a non capire che la nomina di persone prive delle competenze necessarie, negli organi di governo e di gestione di un Istituto tecnico-scientifico di alto profilo, come l’IZSAM,, è la vera ragione di tanta disarmante confusione. Ma c’è qualcuno che possa davvero dubitare che, quanto accade, deriva dal fatto che gli attuali direttore amministrativo e direttore sanitario, sono stati nominati pur se privi dei requisiti richiesti dalla legge e che, anche l’attuale direttore generale - che resta in servizio nonostante che sarebbe dovuto già essere sostituito da oltre un anno non avendo raggiunto gli obiettivi - oggi non potrebbe essere nominato, alla luce dei requisiti di competenza previsti dalle nuove leggi.
La politica, anziché mostrare un qualche barlume di resipiscenza, continua imperterrita lungo il solco tracciato. Rinnova gli organi dell’Istituto solo in parte e con grave ritardo: il direttore generale e i revisori dei conti restano al loro posto, il consiglio di amministrazione no. Una procedura che può essere definita “originale” e che potrebbe far rima con illegale. Non solo perché gli organi dovrebbero decadere e rinnoati contemporaneamente, ma soprattutto perché, fra i nominati, un membro sembra essere completamente privo dei requisiti richiesti dalla legge ed inoltre, molto verosimilmente, la sua nomina è addirittura “inconferibile”.
E non finisce qui.
Da mesi è in corso la “solita” campagna di stampa per accreditare come prossimo direttore generale dell’Istituto un paio di personaggi, anch’essi clamorosamente privi dei requisiti previsti dalla legge. Uno, lo stesso dipendente al centro della questione “aspettativa”, non ha mai svolto attività di direzione e non ha mai avuto alcuna responsabilità gestionale. In compenso, ha creato al sottoscritto non poco imbarazzo per la qualità delle sue prestazioni nell’organizzazione internazionale in cui era stato distaccato.
Tre domande, in conclusione, sorgono spontanee.
La prima: qualcuno si deciderà a capire se le ragioni e la responsabilità dell’innegabile confusione gestionale e amministrativa attualmente in essere all’IZSAM deriva dalla scarsa competenza di una direzione composta da persone prive dei requisiti necessari o continueranno a valere le formule esorcistiche del tipo: “passata gestione commissariale”; “consiglio di amministrazione brutto e cattivo”; “dirigenti vicini alla passata gestione poco collaborativi”; “macerie amministrative ereditate”, ecc, ecc.?
La seconda: quali sono i reali interessi che portano la politica a continuare ad affidare l’IZSAM a persone che non hanno le competenze richieste anche dalla legge - ed indispensabili per gestire un ente molto particolare qual è un Istituto tecnico-scientifico di alto profilo?
È mai possibile che la politica continui ad ignorare completamente quanto espressamente richiesto dalle leggi e sia interessata solo a garantirsi il “controllo” dell’Istituto per interessi di carattere politico-elettorale, senza curarsi del fatto che, così facendo, lo si condanna ad un inevitabile, inarrestabile declino?
La terza: quale rispetto pensa di poter poi pretendere dai propri cittadini uno Stato - nello specifico il Ministero della salute - che sceglie di ignorare le regole che esso stesso si è dato o che le applica “a geometria variabile”, secondo le convenienze dei potentati locali di turno?
Come può il Ministro non capire che uno Stato ha ragion d’essere, solo in quanto è il generatore ed il garante del rispetto delle regole e che quando non rispetta le SUE leggi compie un atto di vera e propria sovversione dell’ordine democratico?
Vincenzo Caporale
Commenta
Commenti
Quali sono i reali interessi che portano la politica a continuare ad affidare l’IZSAM a persone che non hanno le competenze richieste anche dalla legge - ed indispensabili per gestire un ente molto particolare qual è un Istituto tecnico-scientifico di alto profilo? È mai possibile che la politica continui ad ignorare completamente quanto espressamente richiesto dalle leggi e sia interessata solo a garantirsi il “controllo” dell’Istituto per interessi di carattere politico-elettorale, senza curarsi del fatto che, così facendo, lo si condanna ad un inevitabile, inarrestabile declino? Ho letto la sua domanda. Ora aspetto anche la risposta.
Perchè secondo me Manola Di Pasquale ha le competenze per essere una risorsa gestionale per l'IZS.