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Arancia Meccanica. Il coraggio di una ragazza e di un ragazzo contro il branco. Sette persone arrestate per violenza di gruppo e lesioni aggravate...

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Era un racconto traumatico quello che riporta alla nostra redazione una ragazza, una delle vittime di una violenta aggressione che si è verificata nella notte tra venerdì 4 e sabato 5 luglio sul lungomare di Tortoreto, di fronte allo stabilimento Amare Beach. 

«Finita la serata, all’uscita dal locale c’erano questi 15/20 ragazzi che stavano già facendo una rissa, nonostante fossero presenti molte persone. Quando si sono allontanati, abbiamo visto un ragazzo a terra che era stato picchiato e lo abbiamo immediatamente soccorso chiamando anche l'ambulanza. Era solo. Io ero con il mio ragazzo che lo ha appoggiato al muro, cercando di tranquillizzarlo, dicendogli che sarebbero arrivati i sanitari. Saranno passati 2 minuti e all'improvviso siamo stati aggrediti alle spalle, erano gli stessi che avevamo visto prima, che avevano aggredito l'altro ragazzo, ed erano più di 15, forse 20. Io e il mio fidanzato abbiamo cercato di difenderci il più possibile e dopo 3/4 minuti di aggressione, senza che nessuno sia intervenuto nonostante le mie urla, siamo riusciti a scappare».

Nel frattempo sul posto sono arrivate le forze dell'ordine, polizia e carabinieri, oltre ai sanitari che hanno soccorso i tre ragazzi aggrediti. La coppia di giovani, lei di 20 e il ragazzo di 27, hanno riportato vari traumi ed escoriazioni. Più grave il giovane a cui si erano avvicinati per prestare aiuto, che ha avuto una prognosi di 30 giorni e dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico. 

All'arrivo delle forze dell'ordine gli aggressori si erano già dati alla fuga ma la ragazza, che dice di averne riconosciuti alcuni, non ha timore ed è stata già ascoltata dalle autorità a cui ha riportato i nomi: «Non so se sia nato tutto da una questione di odio calcistico. Questi ragazzi io li conosco, sono di Sant'Egidio alla Vibrata. E non ho nessuna paura perché non è la prima volta che accade una cosa del genere. Evidentemente se la prendono solitamente con chi non ha il coraggio di denunciare, ma io ce l'ho. Devono finirla»

Nel corso dell’episodio, gli indagati avrebbero strappato la maglia della giovane donna di 20 anni, palpeggiandola ripetutamente nelle parti intime, per poi darsi alla fuga prima dell’arrivo della pattuglia dei Carabinieri.

Dopo 1 mese di serrate indagini ( PM Enrica Medori)  i Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Teramo, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di sette giovani, di età compresa tra i 18 e i 24 anni, tutti residenti in Sant’Egidio alla Vibrata e incensurati, ritenuti responsabili - a vario titolo - dei reati di lesioni aggravate e violenza sessuale di gruppo.

C'è chi avrebbe tentato di pagare il silenzio della ragazza. C'è chi avrebbe minacciato di morte i testimoni.

Una ragazza e un ragazzo che hanno affrontato il branco; hanno denunciato il branco; hanno resistito alle pressioni negative e hanno collaborato con i Carabinieri.
Una ragazza e un ragazzo che meritano il nostro ringraziamento e un abbraccio dello Stato che la sensibilità istituzionale del Prefetto di Teramo, Fabrizio Stelo, non tarderà a rappresentare in nome della società civile. 

Grazie. 

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