Fratelli D'Italia e le sorelle bandiera. Tutti sotto lo stesso tetto. I militanti storici e i ritornati dal futuro.
Raimondo Micheli, Paolo Gatti, Umberto D'Annuntiis e Marilena Rossi.
Quelli bravi vedono di buon occhio la candidatura di Raimondo Micheli perchè con due motrici come Gatti ( alla seconda candidatura con Fratelli d'Italia) e D'Annuntiis ( la sua prima volta con i Meloniani) per Fratelli d'Italia in provincia di Teramo potrebbero scattare due eletti e con un assessorato avere tre posti in Consiglio. Sarà una bella lotta mentre si spinge per la lista del Presidente Marsilio. C'è chi sondaggi alla mano e con i ritardi di un centro sinistra fermo al palo, ( ricorda tanto il centro destra alle amministrative di Teramo) racconta di una corsa agli ultimi posti. Il terzo Polo di Dodo di Sabatino sarebbe pronto a chiedere la candidatura al romano presidente della Regione e completare il cerchio nel capoluogo che cercherà di riprendersi, dopo anni, il ruolo che avrebbe dovuto mantenere per elegia naturale. Forza Italia, in attesa di Godot, Fabio Altitonante e del suo passaggio non più imminente tra i figli di Roma Città aperta a Milano, ha scelto i suoi uomini e le sue donne. Il neorealismo Rosselliniano ricorda a tutti che Forza Italia del buon Di Matteo, Astolfi e quella Francesca Persia che ha resistito a tante sirene, attendono il passaggio di Gatti tra la Vibrata e l'atriano mentre Micheli avrebbe raccolto molte adesioni nella base del partito, ricordando che Gatti parte con oltre 4 mila voti a cui vanno aggiunti alcuni civici Antonettiani, Luca Corona e altri amici. L'inevitabile referendum anti gattiano dovrebbe bilanciarsi tra Micheli e la Rossi. La Lega? Pietro Quaresimale e Jwan Costantini puntano al seggio e alla surroga. Maria Di Domenico e Simona Cardinali non hanno mai smesso di lavorare mentre Arianna Fasulo, coordinatrice comunale della Lega sta cercando di recuperare voti e candidati nel capoluogo, dando la sveglia ai fortunati presidenti degli enti. Il baciato dalla fortuna, Giacomo D'Ignazio, presidente di Fira, ha scelto come in ogni elezione di astenersi per poi cercare di fuggire dalle sconfitte o prendersi i meriti delle vittorie. Lo stratega e la strategia che paga. Tornerà all'ovile da Costantini. Pietro Quaresimale sta cercando di recuperare l'entusiasmo del suo vecchio gruppo con un mea culpa che dovrebbe far rientrare alcuni animi sopiti e adirati. Jwan Costantini avrà l'appoggio del partito e di un movimento di opinione che non parte solo dalla sua Giulianova. Occhio alle sorprese. Il centro sinistra? Non pervenuto. Ci sono due velocità. Sandro Mariani e Dino Pepe con un diverso moto perpetuo e il resto del Partito democratico che si basa su sofismi perdenti. IL candidato Presidente? Silvio Paolucci o Domenico Pettinari. Si ma quando? Presto che è tardi, disse qualcuno in cabina elettorale.
Commenta
Commenti
" Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco "
perché nulla è come sembra,
perché nulla è scontato!
E io tra di voi
Aznavour
Sono sempre gli stessi, con le medesime non-idee e i loro codazzi di sostenitori a caccia di briciole.
Purtroppo non se ne vede la fine, colpa (anche) nostra.
E BASTAAA! ANCORA? Son stanco sono stufo. La solita minestra riscaldata.
Ancora sto Gatti, e basta!