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Blitz antiterrorismo tra Abruzzo e Centro-Nord: arrestato un 17enne

di Giancarlo Falconi
2 minuti

All’alba di oggi, un’operazione coordinata dal Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri ha interessato diverse regioni del Centro-Nord Italia, tra cui Abruzzo, Emilia-Romagna, Umbria e Toscana, portando all’esecuzione di misure cautelari e perquisizioni nei confronti di più minorenni.
Il provvedimento principale riguarda un diciassettenne originario di Pescara, domiciliato in provincia di Perugia, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, su richiesta della Procura minorile. Il giovane è gravemente indiziato per reati legati alla propaganda e istigazione a delinquere per motivi di odio razziale, etnico e religioso, oltre alla detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il minore avrebbe reperito e diffuso manuali contenenti istruzioni dettagliate per la realizzazione di armi e congegni esplosivi. Tra il materiale sequestrato figurano documenti con indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche, nonché guide al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, inserite in un contesto ritenuto dagli inquirenti di chiara matrice terroristica.
Particolare preoccupazione ha suscitato la presenza di contenuti relativi alla fabbricazione di armi anche tramite tecnologia 3D e alla preparazione del TATP, una sostanza esplosiva già utilizzata in gravi attentati internazionali. Le investigazioni hanno inoltre documentato i contatti del giovane con ambienti estremisti attivi su piattaforme di messaggistica, caratterizzati da ideologie neonaziste e suprematiste, oltre alla glorificazione di autori di stragi.
Dagli accertamenti sarebbe emerso anche il progetto di compiere un attacco in ambito scolastico, ispirato a precedenti episodi di violenza, seguito dal suicidio.
Parallelamente, sono state eseguite sette perquisizioni nei confronti di altri minorenni nelle province di Teramo, Pescara, Bologna e Arezzo, indagati per condotte riconducibili alla propaganda discriminatoria. Gli investigatori hanno evidenziato come i giovani coinvolti risultino inseriti in un contesto digitale internazionale legato a gruppi estremisti, mostrando una forte esposizione a contenuti violenti e radicali.
L’indagine, avviata nell’ottobre 2025 dalla Sezione Anticrimine dell’Aquila, si inserisce nel solco di una precedente attività antiterrorismo conclusa a luglio 2025 a Brescia, che aveva già portato all’attenzione degli inquirenti il minore destinatario della misura cautelare.
Come previsto dalla legge, tutti gli indagati devono essere considerati innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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