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La Mondadori non aprirà una libreria ma degli uffici in via Carducci...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Topitti e Simonella hanno sbagliato.
Prima di andare avanti con l'articolo volevo ricordare la libreria Empatia, scusandomi per non averla citata nell'ultimo pezzo.
Una nuova gestione che insieme al lavoro di Christian, libreria Il Tempo Libero e del vulcanico Topitti, La Sapienza, riesce a supplire alla mancanza di programmazione culturale di una politica cittadina inesistente.
Aveva ragione il Presidente della Provincia Di Sabatino a dichiarare il prezzo giusto, 224 metri quadri, soppalco di 16 metri quadri, categoria B4, rendita di Euro 2714 al mese, canone mensile 2. 230 euro, per la durata di sei anni di locazione.
Ha torto Christian Simonella a pagare molto di più per molti meno metri quadrati di area vendita.
Perchè Topitti e Simonella non ha partecipato al bando di gara?
Perchè non avevano intenzione di aprire un ufficio di rappresentanza.
Loro sono e rimangono dei librai da strada; quelli che parlano con i clienti, che battono il marciapiede, che ascoltano e propongono.
Non hanno i mezzi economici per avere oltre il punto vendita C/1 un B/4.
Nella battaglia navale della tabella catastale, B 4 è la zona destinata agli uffici pubblici.
Quindi la Mondadori, unica partecipante al bando di gara, pagherà quasi 30 mila euro all'anno per degli uffici?
Qualcuno cambierà le carte in tavola in corso d'opera?
Se così fosse, Topitti e Simonella , sarebbero stati interessati al bando e anch'io, avrei voluto mettere la politica in vetrina.
Ok, il prezzo è giusto. 
 

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Commenti

Grande e puntuale come sempre Giancarlo!! A 2....affondati!!!
I libri non esistono più. Quelli che incontrate talvolta in giro sono carta da macero! L'antica (cattiva) abitudine della lettura su carta non appartiene più agli esseri umani; ci piace ricordarli nelle piccole librerie di casa o ammassati negli store scintillanti della feltridori! Qualche volta li compriamo per i più piccoli, colorati, coi personaggi televisivi di grido oppure, presi dal senso di colpa ce lo riportiamo a casa ostentandolo come un trofeo. Perché affannarsi tanto? I libro é una merce... Proprio come un pomodoro! É il libraio lo sa! D'estate compriamo quelli saporiti e profumati del contadino, d'inverno ci accontentiamo degli insipidi prodotti da ipermercato! L'importante, diceva Sartre, che li facciamo crocchiare come delle scarpe vecchie! (provate a farlo con un ipad!) ciao belli!
Capperi! Svelato, anzi, smascherato l'arcano. Ora ho ben chiaro il motivo per cui sono stato attaccato...A questo punto mi appaiono ancor più ingiuste le offese ricevute su Facebook e altrove. Grazie Giancarlo, paladino della verità.

Presidente Di Sabatino ora cosa dirà L'addetto stampa? 

Facendo il gioco delle tre carte, chi detiene il gioco fa uscire quella giusta: per lui!!!
Anche qui.... grattate grattate... chissà che non vinciate anche voi un grembiulino.
Primo colpo di fionda al gigante Golia .
ho letto il bando con relative categoria catastali e non ho mai pensato che quell'immobile potesse essere destinato ad attività diversa da una di natura commerciale. non credo siano vietate, sempre nel rispetto della legge, le variazioni di destinazioni d'uso. ritengo, inoltre, che la base di gara sia anche figlia di una attenta e congrua valutazione del valore commerciale dell'immobile. non è che forse gli affitti a Teramo centro sono troppo troppo alti? non è che forse in questo modo si stanno "minando" le consolidate rendite di posizione delle lobby immobiliariste? forse si, forse no? Credo che forse meriti fiducia e credibilità un Ente che fa fruttare il proprio patrimonio immobiliare. questa si chiama efficacia: efficacia amministrativa.
Gentile Dott. Falconi Mi sono reso conto, forse tardivamente, che abbiamo toccato, senza averne piena percezione, un nodo sensibile: la cultura, la fatica per farla e produrla, la vita difficile di operatori culturali e quindi librerie. Mi sento però di chiarire che in questi mesi abbiamo realizzato decine di operazioni sui fitti attivi e passivi, tagliando l’inutile, il dispensioso e il superfluo per decine e decine di migliaia di euro. Quando abbiamo recuperato gli uffici dello sportello turistico – funzione che la Provincia non ha più – abbiamo pensato di metterlo a reddito per far recuperare risorse all’ente, risorse che vengono impegnate in servizi ai cittadini o che comuqnue costituiscono un minor costo per cittadinanza: questo è stato l’obiettivo sul quale eravamo concentrati. Nessun retro pensiero, nessun gioco delle tre carte. Il bando pubblicato – sulla home page del sito, più volte sui nostri social che hanno svariate migliaia di “amici” …tutto si può dire tranne che non vi sia stata pubblicità – conteneva tutte le informazioni dovute. Ho acquisito ulteriori informazioni dagli Uffici; i locali sono classificati al Catasto Fabbricati del Comune alla categoria catastale B/4 - uffici pubblici - ma il Piano particolareggiato del Centro storico prevede come destinazione d'uso "attrezzature a scala urbana culturale", imponendo comunque una finalità. Gli uffici, a settembre, hanno anche svolto una Conferenza di servizi presso lo Sportello unico attività produttive del Comune di Teramo per chiarire l'utilizzo dei locali. Nell'ambito della Conferenza è stato accertato che per gli utilizzi ammessi si fa comunque riferimento al Piano Particolareggiato che prevede il perseguimento di una finalità culturale. Il canone viene fuori dall’applicazione dei parametri dettati dalla normativa – mercato immobiliare, andamento generale, zona etc etc – così come è accaduto per altri locali affittati in centro storico. I nostri canoni, perfettamente rispettosi delle regole, forse sono più vantaggiosi di quelli operati dai privati. Me ne dispiace, sinceramente, soprattutto per le librerie di cui conosco gli affanni. Abbiamo altri immobili in centro storico, affitteremo anche quelli ad un canone che rispetto ai privati potrebbe essere più vantaggioso. Raddoppieremo la pubblicità e mi auguro che partecipino in tanti. Questa è la storia. Naturalmente si é liberi di continuare ad alimentare altre tesi ma come per ogni complotto ci dovrebbe essere una vittima designata e quindi la Provincia avrebbe volutamente favorito una società che nessuno di noi conosce contro le librerie della città. Però non è vero, semplicemente. Renzo Di Sabatino
Presidente ! Avendo il sottoscritto fatto un esposto alla magistratura, dal quale mi auguro vengano al più presto dati tutti i chiarimenti richiesti, dopo aver letto il suo intervento ieri sera ci ho pensato tutta la notte se fosse il caso o no di intervenire in merito di nuovo su questo blog. Al faticoso risveglio ( in quanto sono alcune notti che riposo peggio del solito ) mi è stato impossibile non intervenire e mi viene naturale farti alcune domande . Se a settembre c'è stata una conferenza di servizi fra gli uffici comunali e provinciali in merito al riuso degli immobili di proprietà della Provincia e da questa , come tu affermi : “ Ho acquisito ulteriori informazioni dagli Uffici; i locali sono classificati al Catasto Fabbricati del Comune alla categoria catastale B/4 - uffici pubblici - ma il Piano particolareggiato del Centro storico prevede come destinazione d'uso "attrezzature a scala urbana culturale", imponendo comunque una finalità. Gli uffici, a settembre, hanno anche svolto una Conferenza di servizi presso lo Sportello unico attività produttive del Comune di Teramo per chiarire l'utilizzo dei locali. “ Ed è emerso che : sempre tue parole “ Nell'ambito della Conferenza è stato accertato che per gli utilizzi ammessi si fa comunque riferimento al Piano Particolareggiato che prevede il perseguimento di una finalità culturale. “. IO aggiungo che mi è dato sapere che a sguito di quanto emerso dalla discussione il funzionario del comune ha dichiarato : vabbè , se si tratta della vendita di libri , anche se la variazione catastale da B/4 a C/1 non la si può fare per i vincoli che insistono su Palazzo Delfico , una autorizzazione la si può pure concedere .( IO dico violando le leggi in vigore ). Interpretazioni a parte delle norme che regolano il commercio , la diffusione della cultura e quanto altro , puoi spiegare ai lettori di questo blog : come mai tanta fretta nel produrre il bando di locazione , conf di servizi a settembre , determina del bando il 6 ( sei ) ottobre , pubblicazione dello stesso sul sito della provincia lo stesso giorno , per una durata in rapporto a prassi consoliditate di soli 15 giorni , con pubblicità pari quasi a zero, eludendo di riportare che se qualora l'immobbile all'incanto lo si voleva utilizzare per fini diversi dalla tipologia B/4 in particolare per esercitarvi una attività commerciale ,lo si poteva fare solo per la vendita di libri e non per altri beni ? Mentre la realtà economica e commerciale locale è rimasta all'oscuro di tutto come ha fatto a sapere da Milano, Mondadori o chi per esso a conoscere quanto emerso dalla conf. di servizi , quando questo non è stato riportato dai mezzi di comunicazione e tantomeno sul bando , eccetto un richiamo alla variazione di destinazione d'uso ( che nella realtà non è possibile fare ) se l'aggiudicante ne necessita ? Le coincidenze : all'asta partecipa una sola ditta , ( Mondadori o chi per essa) che naturalmente essendo la sola a concorrere se l'è facilmente aggiudicata , guarda caso editore, commerciante di libri all'ingrosso e al dettaglio con i propri franchising A mio modesto parere chiunque avesse avuto la possibilità di conoscere il bando ( vista la scarsissima pubblicità IO dico pochissimi) nel leggerlo, chi si occupa di commercio conoscendo e rispettandone le regole , non si va certo ad impelagare in un asta pubblica in cui la destinazione d'uso non è quella pertinente alla propria attività soprattutto se questo è un bene di proprietà di un ente pubblico dove e in Italia quanto si parla di “settore pubblico “ in rapporto soprattutto con i privati, tutti sanno quante incrostazioni ed ostacoli burocratici vi insistono Un abbraccio Topitti

Quindi un'azienda come la Mondadori, che ha sede a Milano, è incappata per caso sul sito della Provincia di Teramo (non Facebook, Google o Youtube, è capitata sul sito della provincia di Teramo. Non di Roma, Milano o Napoli, di Teramo), ha visto un bando pubblico di un'asta per locali da adibire a uffici e ha pensato bene, nello spazio di 15 giorni (un uomo adulto medio in 15 giorni non organizza neanche pasquetta o ferragosto), di fare tutte le analisi e le previsioni economiche del caso, facendo una (l'unica) offerta dell'asta, decidendo arbitrariamente che "ufficio" potesse benissimo essere interpretato come "esercizio commerciale", strappando un affitto annuo di meno di 30mila euro, cifra con cui di solito si affitta a malapena un localino da 90mq. Ok, va bene.