Tutti sul piede di guerra.
Una protesta forte e rigorosa.
Un grido di allarme che arriva dai pazienti, prima che dalle sigle sindacali.
Un documento redatto dai direttori dei dipartimenti chirurgici e medici, che non rispetterebbe il ruolo e i numeri del personale.
Sono molti gli aspetti discutibili.
Il più importante è il valore qualitativo, ovvero, quello riconducibile ad un sostanziale affievolimento della tutela da porsi all'assistenza dei malati, senza considerare lo stress lavorativo, e le responsabilità connesse, a cui viene sottoposto il personale coinvolto.
Una denuncia del sindaco Uil-Fpl, del segretario provinciale, Tonino Di Giammartino, che ha sottolineato la carenza di personale nei reparti di Neurochirurgia e Neurologia.
Scrive " · presso la U.O.C. Di Neurologia non si rispettano i carichi di lavoro e di conseguenza i piani assistenziali dettati dalle norme vigenti, in considerazione della sussistenza di n.° 6 posti di Stroke per i quali è prevista la dotazione minima di un infermiere ogni 3 degenti massimo, dei 4 posti di Lungodegenza e dei relativi posti di degenza ordinaria di Neurologia, al momento vengono inseriti nella programmazione mensile del turno del personale infermieristico solo 2 unità, di cui molto spesso una delle due non è un C.P.S. infermiere ma un Infermiere Generico con tutto ciò che ne consegue.
Di Giammartino insiste " ....provvedere, con l'urgenza necessaria, a rafforzare in maniera adeguata, e secondo le dotazioni fornite dai protocolli vigenti, il personale paramedico assegnato ai reparti interessati, con l'avvertenza che in difetto questa Organizzazione Sindacale si vedrà costretta all'attivazione dello stato di agitazione ed avviare le previste procedure di raffredamento del conflitto presso il locale Ufficio Territoriale del Governo".
Si, sciopero in vista, ma senza issare bandiera bianca.
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