Teramo e la giungla delle occupazioni di suolo pubblico.Monta la protesta dei cittadini che si rivolgono agli organi di polizia che però hanno le cosiddette “mani legate”. La pandemia e la crisi delle attività imprenditoriali della ristorazione hanno fatto si che il governo varasse una serie di misure a sostegno dell’economia, tra queste i vari decreti e proroghe riguardanti le agevolazioni autorizzative e fiscali sulle occupazioni di suolo pubblico per fini commerciali. Lasciato alle spalle il Covid però, la situazione sembra essere sfuggita di mano a Teramo. Ma come è possibile?
Questo il fine meccanismo: possiedo un bar o un ristorante, occupo abusivamente la pubblica via con tavoli, sedie, ombrelloni, banchi ecc ecc. Tanto chi controlla? Nel momento in cui dovessi subire un controllo riceverei al massimo una piccola sanzione amministrativa pecuniaria di 168€! Che vuoi che sia se posso disporre di un corposo aumento del doppio o del triplo della mia superficie di vendita e incassare anche i soldi per pagare a la sanzione?
Ma cosa dice la legge? La legge dello Stato prevede la sanzione accessoria della rimozione dell’occupazione illecitamente realizzata. Ma è proprio la sanzione accessoria il problema!!! Chi è obbligato a farla eseguire? Di certo non l’organo di polizia stradale che effettua il controllo. L’obbligo di rimozione innanzitutto grava sul trasgressore e se il trasgressore non ottempera è l’ente proprietario della strada che “dovrebbe” provvedere addebitando in seguito le spese al trasgressore.
A questo punto due vie, la prima, un po’ più lunga e farraginosa, è quella dell’art. 211 del Codice della Strada: si eleva la sanzione e la si trasmette al Prefetto; il Prefetto emette provvedimento con il quale ordina al trasgressore di rimuovere l’occupazione abusiva entro un termine demandando all'ente proprietario della strada il controllo circa l'esecuzione delle opere. Se l'ente proprietario riferisce che nel termine impartito i lavori non sono stati eseguiti, con secondo provvedimento il Prefetto demanda all'ente proprietario della strada di eseguire direttamente la rimozione delle occupazioni abusive, trasmettendo successivamente la nota spese che saranno poste a carico del trasgressore. Fin qui il procedimento previsto dall’art. 211 del Codice della strada non fa una piega se non fosse che il Comune di Teramo, nel momento in cui deve eseguire la rimozione coattiva delle occupazioni abusive NON LO FA e le occupazioni restano sulla strada sottraendo quest’ultima alla fruibilità pubblica con grave nocumento alla sicurezza stradale.
La seconda via, più snella e veloce, è quella della legge 94/2009 la quale , all’art. 3, comma 16, dispone che il sindaco, qualora viene accertata l‘occupazione di suolo da parte di esercizi di commercio o pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande, può disporre la chiusura dell’esercizio fino al pieno adempimento dell’ordine del ripristino dello stato dei luoghi e del pagamento delle spese, se sostenute dalla pubblica amministrazione, o della prestazione di idonea garanzia e, comunque, per un periodo non inferiore a cinque giorni.
Residua infine lo strumento di carattere penale di cui all’art.633 c.p. per invasione di terreni pubblici o privati ma la procedibilità è a querela di parte ma figuriamoci se il Comune di Teramo, che potrebbe risolvere il problema con un semplice atto amministrativo, sporga denuncia nei confronti degli “onesti” occupanti abusivi delle pubbliche vie.
In buona sostanza gli strumenti per intervenire a risolvere il problema annoso delle occupazioni abusive di suolo pubblico ci sono eccome, e sono anche efficaci. Sui tavoli degli organi di polizia stradale giacciono, orami da anni, pile di procedimenti sanzionatori ma di sanzioni accessorie da parte del Comune nemmeno l’ombra. Quella che appare mancare è la volontà del Comune di Teramo di risolvere il problema a discapito della sicurezza pubblica, della circolazione stradale ed in barba a tutti quegli operatori commerciali che invece le regole le rispettano e pagano regolarmente il canone di concessione. Il problema, affrontato e contrastato sempre dalla polizia locale in prima linea per garantire il rispetto delle regole, sembra non avere soluzioni efficaci. E intanto c’è chi abusivamente arriva addirittura ad occupare intere carreggiate, porticati o stalli di sosta destinati a persone disabili perché la logica del profitto, infine, sembra prevalere anche sulla tutela delle fasce più deboli.
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Commenti
E dei due cubi in cemento pieni di terra e fetida acqua, alti della giusta altezza per spaccare i paraurti delle auto, a via Palma ... ne vogliamo parlare?
FINALMENTE qualcuno ne comincia a parlare.
DEHORS, in realtà questa elegante parola francese significa occupazione di piazze, strade & marciapiedi da parte di ristoranti e bar, prevalentemente del centro storico.
Il salotto buono della Nostra Città con il Duomo, quella maestosa e amata opera d'arte tridimensionale che viene deturpato e violentato ogni giorno da quelle schiere di sedie e tavolini di plastica economica, da recensioni di dubbio gusto con rampicanti sempre di plastica, da ombrelloni che non vengono mai lavati!
Urgono, dunque, regole & regolamenti, quelle regole promesse, in campagna elettorale, da qualche, ora Consigliere di maggioranza !
Allons Enfants
Aznavour
Togliamo tutto, chiudiamo bar e ristoranti, proporrei di ripristinare il circuito per i duelli a cavallo...
Esemplari i due interi parcheggi auto occupati davanti alle poste. Perché a Teramo di parcheggi è pieno tanto!!!