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Teramo. Aiuta l'amico a denunciare un predatore pedofilo...

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Ciao Giancarlo, 
Scrivo a te per raccontare un aneddoto che potrebbe essere di aiuto a molti. 
Durante lo scorso inverno mio figlio ha aiutato un amico a liberarsi dalle molestie via chat di un predatore, un pedofilo. Ha dato tutti i giusti consigli, seguito gli iter trovati online e la polizia postale è andata ed ha sistemato la situazione con i genitori del ragazzo. 
Io e il  papà, lo abbiamo saputo a cose fatte, per mezzo dei genitori del suo amico. 
Cosa fai quando ti rendi conto di una cosa del genere? 
Ti arrabbi. 
Ti spaventi. 
Sei fiero. 
Ecco. Io sono stata molto fiera di lui, fierissima, MA, ma prima mi sono spaventata e mi sono arrabbiata per non averci fatto partecipi di un problema così grande.  Gli ho spiegato che per determinate cose non si può scegliere di “fare da soli”, bisogna parlarne con persone adulte, perché la pedofilia non è un argomento tabù di cui non si debba parlare, ma qualcosa di orrendo, pericoloso e reale di cui BISOGNA parlare. Noi a casa abbiamo sempre detto questa cosa, ribadita più e più volte, ma la sua risposta ci ha spiazzato “era una cosa personale, sarei stato indelicato”. 
Dal suo punto di vista quanto detto era giusto, per arrivare ad un punto di incontro abbiamo parlato tanto e diviso le cose per “non condivisibili, condivisibili necessariamente o obbligatoriamente “. 
Scrivo questo perché è sempre più presente nelle chat dei nostri ragazzi la mano dei predatori, che arrivano alle loro chat dalle chat dei giochi online, o da link “civette”. 
La pedofilia è una realtà, parlarne apertamente con i propri ragazzi, parlarne tra genitori, bloccare queste persone attraverso la denuncia è l’unico mezzo che abbiamo. 
Farlo diventa un dovere di tutti, un dovere che bloccherà sul nascere qualsiasi tentativo di approccio. 
Parlate sempre con i vostri ragazzi, perche queste persone condividono stickers inappropriati, predano, arrivano subdolamente, lo scambio e il dialogo sono le migliori armi. 
Grazie dello spazio, spero che questa esperienza possa essere utile anche ad altri. 
Leda Ragas

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