Assistiamo da alcune settimana a un grande attivismo dell’ex vice sindaco di Teramo Alfonso Di Sabatino Martina detto Dodo, definito da Paolo Gatti il Di Sabatino Minore e che per brevità di seguito chiameremo Dodo.
Sembra di capire che l’attivismo sia dovuto alla ricerca affannosa di una candidatura a sindaco di Teramo.
A destra?
A sinistra?
Al centro?
Non è chiaro.
Risulta che diversi siano stati gli abboccamenti anche con il presidente D’Alfonso.
Ed anche ultimamente è stato pizzicato ad una cena clandestina con, tra gli altri, Manola Di Pasquale, che per brevità chiameremo Manola e con Giacomo Di Pietro, brevemente Giacomino.
Sentito Dodo sul perché di questi incontri, ha detto di essere alla ricerca di un’alleanza di centro!
Ma quale centro!
Io sono rimasto a quanto diceva Renzi all’ultima direzione : il PD è e resta un partito di sinistra.
Non mi importa quello che ne pensa Giacomino che dopo aver avuto dal centrosinistra incarichi, riconoscimenti e lavoro, dopo che è stato mandato e lasciato a lungo, troppo a lungo, alla presidenza del Ruzzo, lasciandovi una traccia indelebile, ora parla da uomo di centro.
Diversa invece la posizione di Manola, dirigente di primo piano del PD. Non posso minimamente pensare che anche lei lavori per maggioranze di centro.
Una sua precisazione in tal senso sarebbe gradita e rassicurante, anche perchè da molti è percepita come la referente di D’Alfonso a Teramo.
Se adesso D’Alfonso, Manola, Giacomino, Dodo e qualche altro pensano di poter decidere per i militanti del PD teramano, candidati sindaci e maggioranze improprie, facciano pure.
Io personalmente non ci sto, ma penso che anche il partito saprà reagire.
Leggo con piacere la presa di posizione del segretario comunale, che se pur con prudenza qualcosa dice. Ancor di più mi è piaciuto quanto affermato dal presidente della provincia Renzo Di Sabatino , circa l’opportunità di valorizzare i giovani emergenti dal partito a cominciare dal gruppo consigliare, che sta facendo un ottimo lavoro.
Invece, un centrosinistra maturo ed adeguato al ruolo deve guardare al suo interno e valorizzare quanto di buono vi è, cominciando a lavorare da subito a candidature scelte con le primarie. La politica la si fa conquistando il consenso degli elettori più che con alleanze innaturali.
E a Manola, che forse scottata per non essere riuscita a fare nessuna alleanza alle passate comunali, cosa che le è costata la carica di sindaco, ora lavorerebbe per costruirne di ogni tipo, dico: alleanze si ma con quelli con i quali ci sono affinità programmatiche e percorsi politici paralleli. La confusione comincia ad essere troppa. È ora di mettere un po' d’ordine e stabilire delle direttive.
È ora che il partito prenda in mano la questione e dia la linea. Ribadisca quale sarà il percorso che ci dovrà portare alle elezioni. Enzo Scalone, militante PD
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Commenti
Dal mio punto di vista che in provincia ancora conta in termini di voti, Di Sabatino è un ottimo politico da tavolo. Nel senso che è bravo negli accordi elettorali e far pesare voti anche non suoi ma in grado di poter controllare. Ciò che mi rende triste è la gente che è ancora capace di dare il controllo del proprio pensiero e volontà elettorale. Stiamo messi male per questo motivo. Poi sulle capacità di Dodo non ne dubito. Se è stato capace di sopravvivere con Di Stefano, Di Giovangiacomo, Campana senza dimenticare l'uso della grammatica italiana e degli accenti è un vero dinosauro.