Una premessa che ripeterò all'infinito.
Banca Tercas non doveva essere commissariata e il commissariamento del mitico Ragionier Sora è stato l'inizio della fine per una delle più importanti casse di risparmio italiane.
Un sistema ideato dai burattinai per la spartizione sul territorio nazionale del potere forte finanziario.
Una pre riforma.
Tutto sotto l'egida e la complicità di una politica inesistente e passiva.
Teramo è sempre stato il territorio per le razzie autorizzate.
Tutto è sparito dalla sede della Banca D'Italia alla caserma degli Alpini, alla futura Camera di Commercio e via ricordando.
Le vittime?
Noi come cittadini, operatori economici, azionisti, investitori, acquirenti di prodotti finanziari e i dipendenti licenziati.
Il patrimonio umano non può e non deve essere offeso e disperso con la cancellazione del nome Tercas.
Ci piacerebbe conoscere il piano comunicazione sul territorio abruzzese della Banca Popolare di Bari e se la stessa parteciperà all'asta per Carichieti.
Per ora, visto la riservatezza, parlano i fatti con la chiusura di una delle filiali a L'Aquila, poi a seguire Teramo-Piano della Lenta, Silvi Nord, Giulianova Annunziata.
Entro la fine dell'anno sono previste altre dismissioni.
Si parla di almeno altre cinque filiali entro il 2016.
Come si può predicare presenza se aumentano le assenze?
Sarebbe questo il piano di rilancio di una banca del territorio?
Notizia più allarmante e rimane una mera indiscrezione, riguarderebbe la cancellazione del nome Tercas, o almeno, il risalto all'unica intestazione del nome della Popolare di Bari.
Stessa storia per Caripe.
Un errore, se confermato, che minerebbe la fiducia residua dei risparmiatori abruzzesi, facendo perdere un punto di appartenenza, di identificazione sociale, fondamentale.
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