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Teramo, allarme truffe agli anziani: due tentativi in poche ore con il falso carabiniere

di Giancarlo Falconi
1 minuto

 Due episodi distinti, accomunati dallo stesso copione, riaccendono l'allarme sulle truffe telefoniche ai danni degli anziani. Nelle ultime ore sono state segnalate in città due telefonate sospette, entrambe riconducibili alla tecnica del falso appartenente alle forze dell'ordine, con l'obiettivo di carpire informazioni o convincere le vittime a consegnare denaro e oggetti di valore.
Nel primo caso, nel mirino è finita una donna di 91 anni. I truffatori hanno raccontato che un'auto intestata all'anziana sarebbe stata utilizzata da alcuni cittadini albanesi per compiere una rapina in una gioielleria. Per evitare conseguenze giudiziarie, secondo il racconto dei malviventi, sarebbe stato necessario recarsi alla caserma di Tossicia per risolvere la vicenda e far uscire la donna dal procedimento.
Quando i familiari hanno manifestato dubbi sulla telefonata, gli interlocutori hanno invitato loro stessi a chiamare il 112 per verificare la veridicità della storia. Solo successivamente è stato scoperto che, componendo immediatamente il numero dal telefono fisso, la linea rimaneva agganciata ai truffatori, che riuscivano così a simulare la risposta delle forze dell'ordine.
Il secondo episodio si è verificato nel primo pomeriggio di ieri. Un uomo, qualificandosi come carabiniere, ha telefonato a un'anziana chiedendo informazioni sui figli e domandando se fossero presenti in casa. A rendere ancora più inquietante la vicenda è il fatto che il falso militare conoscesse già i nomi dei familiari. In questo caso i parenti hanno immediatamente allertato la polizia.
Le due segnalazioni rappresentano un ulteriore richiamo alla massima prudenza. Le forze dell'ordine ricordano che Carabinieri e Polizia non chiedono mai telefonicamente denaro, gioielli o informazioni personali per risolvere presunti procedimenti giudiziari. In presenza di telefonate sospette è fondamentale interrompere immediatamente la conversazione, contattare un familiare e chiamare il Numero Unico di Emergenza da un'altra linea o da un telefono cellulare, evitando di seguire le indicazioni fornite dagli interlocutori.

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