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Consiglio Comunale di Teramo. La staffetta anti giornalisti. Dopo Core, tocca alla Tulli...

di Giancarlo Falconi
2 minuti

La staffetta partigiana era generalmente una donna affiliata alla Resistenza italiana a cui era assegnato il compito di garantire i collegamenti tra le varie brigate partigiane nell'ambito della guerra di liberazione italiana".
Il nostro pensiero corre alla bellezza di Miriam Mafai per arrivare alle medaglie d'oro al valor militare di Irma Bandiera, Ines Bedeschi, Gina Borellini, Livia Bianchi, Carla Capponi, Cecilia Deganutti fino a Vera Vassalle. Qui si ferma la nostra caduca memoria di una staffetta da ultimo valore. Vi ricordo Andrea Core che nel primo D'Alberto ci censurò in una conferenza stampa per poi passare da assessore a una elezione da surrogato. La ruota gira per tutti. Eppure il suo esempio ha prodotto una nuova superoina che esprime dipendenza.  La sua erede naturale si è manifestata durante l'ultimo consiglio comunale sotto la bandiera di Bella Teramo. Nel suo primo discorso, pur mirando e non ammirando  la sua gentile loquela, gioco facile dopo gli errori da interdizione lessicale dei suoi colleghi da pianto antico, la Cavalleresca Mirian Tulli ha puntato il dito contro la stampa accusandola di scrivere articoli poco aderenti alla realtà. La sua realtà, il suo pensiero, il resto non conta se non impara ad aderire. 
Come spiegare l'educazione istituzionale a chi ha dimostrato di non avere le minime basi? 
Si sarà sentita fiera la d.ssa Tulli ad accusare tutta la stampa senza evidenziare il tema, gli articoli e avere una giusta e profonda riflessione condita da un dovuto confronto. Per la Tulli la stampa teramana mente, sapendo di mentire. La ragione è condita dalle sue parole, il resto è panem et circenses Il silenzio di Cavallari è ancora più grave, seppure gli riconosciamo un tentativo ( imbarazzato e imbarazzante) di difendere la propria eletta. La censora (actitud censora) ha gongolato come la depositaria dell'ultimo segreto di Stato. Sul gesto, solo silenzio. Ci siamo abituati in una Città dove chiudono i quotidiani e nessuna istituzione si sente in dovere di esprimere solidarietà.  Non sarà dimenticato.

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