Un concorsone da 5 mila domande e 3 mila partecipanti.
Per l'asl di Teramo tutto si era svolto in maniera regolare.
Perfetto.
Secondo alcuni concorrenti, alcuni sindacati, Uil e Cgil in testa, c'erano alcuni dubbi formali.
Diversi ricorsi tra concorrenti, la Uil del Segretario Di Giammartino e la decisione del Tar di non decidere e attendere il 2017, Novembre 2017, ma di precisare che qualche domande aveva un colore di ambiguità.
Più risposte erano plausibili.
Vi ricordate le perplessità del sindacato teramano dei dirigenti Di Giammartino, Matè e Cipolletti?
" L'uso dei cellulari da comprovare, oltre con le evidenti foto a corredo della denuncia, con la verifica sui numeri dei vincitori.
Il mancato deposito coatto del telefonino.
La mancata schermatura telematica.
I probelmi sull'autocertificazione.
La non ottemperanza al dovere di vigilanza.
Quanti provvedimenti di espulsione per uso del cellulare?
Quanti verbali di sequestro?
Il non rispetto dell'art 13 del dpr 487/1994 " Durante le prove scritte non è permesso ai concorrenti di comunicare verbalmente o per iscritto, ovvero di mettersi in relazione con altri".
Le tante testimonianze di veri e propri disservizi, saranno riportate in calce alla segnalazione ufficiale".
Poi, la fuga improvvisa di molte firmatari del ricorso.
La costanza del sindacato e di altri concorsisti.
La sospensiva del Tar e la prossima discussione nel merito per il 2017.
Undici riammessi grazie al lavoro legale degli avvocati Guerrieri e De Gregoriis.
Tempi duri per i vertici dell'asl di Teramo che si dichiarano sereni.
Parola storicamente poco fortunata.
Commenta
Commenti