Che novità.
Che previsione difficile.
Ha vinto la vera democrazia cristiana contro l'alleanza rosè del Governatore D'Alfonso.
Gabriele Minosse ha fatto una bella figura.
Assurdo.
Incredibile.
Il Segretario Provinciale del PD teramano è stato un ottimo ospite, al cospetto del Governatore D'Alfonso, Marco Verticelli e quella idea di Asl unica che avrebbe posto la parola venduto al territorio teramano.
Ora è rimasto il cartello in vendita.
Un passo in avanti.
Il pensiero che Minosse sia stato un fine oratore mi preoccupa e limita il mio pensiero cognitivo.
Passa la linea difensiva, conservativa, progressiva, evolutiva, questione di rima, dei separati alla nascita.
Trovate voi le differenze.
Sandro Mariani, Luciano Monticelli, Dino Pepe e quel Tommaso Ginoble che ha parlato all'ombra di D'Alfonso mentre andava via.
“Il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare” parole sottointese di Mariani e Monticelli come sottofondo all'onorevole rosetano.
Manzoni era di soliloquio.
Il documento di Paolucci?
Il famoso dettato da contraltare?
Bruciato come le intenzioni dei franchi tiratori.
La notizia finale?
Il buon D'Alfonso che avrà inteso la follia teramana.
Quella sottile vena di insania che rende Minosse e la realtà sopportabili.
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