Oggi, Sabato 27 Febbraio dal Cirsu si solleva un odore molto forte.
Scusate la solita puzza.
Oggi, Sabato 27 Febbraio 2016, scade il termine massimo imposto a Csa, ( 30 giorni) ( consorzio stabile ambiente) per ottemperare alle prescrizioni dell'Arta dopo la relazione denuncia che ha nutrito il secondo fascicolo d'inchiesta del pm Luca Sciarretta.
Siamo in Italia.
Si aspetterà la riunione di Martedì 2 Marzo in cui si scoprirà che i lavori, quelli importanti, al Cirsu non sono stati effettuati.
Scriviamo delle pompe di aspirazione, del sistema di filtraggio dell'aria, della sistemazione del percolato e varie ed eventuali.
Vi ricordate?
1)Nel compostaggio non erano state riattivate le linee impiantistiche.
2) La mancata chiusura dei reparti di produzione di cdr provoca continue emissioni di arie esauste che non vengono aspirate.
3) Per il reparto di CDR si è segnalato il mancato rispetto delle prescrizioni Aia. Assenza di compartimentazione e quindi di ricambi d'aria.
4) Nel reparto di ricezione organizo la presenza delle porte aperte determina l'emissione di sostanze diffuse non autorizzate.
5) Si è segnalata una gestione del percolato non conforme al dlsg 152/06.
6) L'impianto mobile non rispetta le norme richiamate nell'Aia.
7) Conferiti in discarica rifiuti non previsti e non conformi.
Continuiamo?
La Regione Abruzzo, che gode delle direzione del nuovo dirigente del settore rifiuti, Franco Gerardini, incolpevole per la passata gestione del precedente prorogatore infinito, dovrà cercare di stilare un cronoprogramma.
L'ennesimo.
Nel frattempo?
La solita pantomina degli sindaci Cirsu, le solite riunioni e il rinvio dei soliti problemi ambientali.
Quando, chi è pagato con i soldi pubblici, troverà a tutti gli effetti una soluzione?
La melina da colletto bianco è indirizzata all'attesa del piano regionale?
Le autorizzazioni Aia, decadute con il fallimento, avranno un peso o saranno regalate?
I curatori del Cirsu come si pongono di fronte all'unico valore del centro tecnologico della provincia di Teramo?
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