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Classe B entro 10 giorni, ma la visita è fissata a ottobre 2026: il caso di una paziente oncologica

di Giancarlo Falconi
1 minuto

C'è una distanza che non si misura in chilometri, ma in giorni di attesa. Ed è quella che separa un paziente dalla risposta del sistema sanitario quando una prescrizione urgente finisce per trasformarsi in un appuntamento fissato mesi dopo.
La classe di priorità "B" (Breve), secondo la normativa, garantisce l'esecuzione di una visita o di un esame entro dieci giorni dalla data della prescrizione. Eppure, nel caso che segnaliamo, una paziente oncologica si è vista assegnare una visita vascolare con appuntamento fissato a metà ottobre 2026, oltre cento giorni dopo la richiesta medica.
Una situazione che arriva proprio dopo la formalizzazione della rete oncologica e che inevitabilmente solleva interrogativi non soltanto sul rispetto dei tempi previsti, ma anche sull'impatto umano di simili attese. Cosa può aver provato una persona già cosciente del suo percorso oncologico, nel leggere una data così lontana per una prestazione classificata come urgente?
È probabile che, dopo la pubblicazione di questo articolo, la Asl di Teramo intervenga per ricontattare la paziente e trovare una soluzione. Ma il punto va ben oltre il singolo caso. La vera riflessione riguarda l'empatia, l'umanizzazione della cura e la capacità del sistema sanitario di trasmettere fiducia a chi vive una condizione di particolare fragilità. Perché, accanto alle prestazioni, anche il tempo e l'attenzione rappresentano parte integrante della cura.

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