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Abruzzo: Professionista di Tagliacozzo negli arresti per Mafia...

di Giancarlo Falconi
2 minuti

L'Italia è agli ultimi posti al mondo per libertà di stampa.
Un nostro vanto.
Associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, intestazione fittizia dei beni, detenzione e porto di armi ed esplosivo, sono le prime accuse a carico di 22 persone arrestate da Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, nell'operazione calabrese denominata " Costa Pulita".
Tra gli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa c'è il presidente della provincia di Vibo Valentia, Andrea Niglia, votato ed eletto dal Pd, Ncd, Forza Italia e Fratelli d'Italia e l'ex assessore di Briatico, 
Guglielmo Domenico Marzano, di origini abruzzesi.
Secondo alcune fonti dovrebbe essere nato e cresciuto a Tagliacozzo.
Le intercettazioni, riportate anche da Il Fatto Quotidiano, raccontano il clima di tensione e minaccia che vivono i cronisti onesti della stampa libera.
Ha detto tuo padre che lo deve spaccare a quello come lo troviamo”. Sono alcune delle intercettazioni registrate dagli inquirenti che, in diretta, ascoltano i propositi di ritorsione al giornalista: “Lo so chi è, l’ho già trovato”.
A Pietro Comito, all’epoca in servizio a “Calabria Ora”, era arrivata anche una lettera di minaccia scritta in dialetto: “O Petru Comito ta tagnu a testa si scrivi subbu u Comuni i Briatico e fatti i cazzi toi. Cerca u ma capisci o ta facimu capisciri nui ca testa ta pendimu a Sal Leoluca ta piazza u ma vidunu chi sbirrazzi coma a tia” (O Pietro Comito te la taglio la testa se scrivi sul Comune di Briatico. E fatti i cazzi tuoi, cerca di capirlo o te lo facciamo capire noi. Ti appendiamo la testa a San Leoluca in piazza così la vedono gli sbirri come te, ndr
)".

La DDA ha sequestrato oltre 70 milioni di euro di beni compresi di 100 immobili, quote societarie e diversi investimenti bancari.
Nel mirino della Procura di Catanzaro, ( Pierpaolo Bruni e Camillo Falvo,) è il violento clan degli Accorinti.
Il controllo era totale su tutto dalla costruzione di club vacanze alle feste patronali e religiose.
Il silenzio della società civile e politica è diversamente assordante.
Semplicemente un violento stile di vita governato dalla paura.

...e non finisce qui..
 


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Una problematica enorme che non riguarda solo i casi specifici, ma decisiva per le sorti del paese, della nostra libertà e della nostra democrazia. In passato, nella prima repubblica, la mafia e le consorelle proliferavano al sud, mentre a Brescello vivevano di Peppone e Don Camillo. Poi è arrivato il ventennio berlusconiano a sostituire la Dc, mentre il PCI era stato sostituito da Napolitano, D'Alema e Veltroni, che a loro volta sono stati sostituiti da Renzi. I risultati sono evidenti. Oggi la Lombardia in particolare e chi più chi meno anche le altre regioni del centro nord, sono diventate terre di conquista per la criminalità organizzata, e Brescello a 30 anni dalla ''scomparsa'' di Peppone e Don Camillo è stata commissariata per mafia. Salvini ancora non se n'è accorto e figurati Berlusconi. Renzi non sembra molto interessato all'argomento, troppo preso a mettere in riga sindacati, magistratura e parlamento. E Grillo? Da chi afferma che la mafia non uccide come lo Stato ho poco da sperare. Si chiama paura, ignoranza oppure connivenza? Un po dell'uno, un po dell'altra e tanta convivenza. Mi resta l'ottimismo della volontà per sperare nel bel tempo che sarà....