Restano sottoposti a misura cautelare i due giovani arrestati nell’ambito dell’inchiesta sul presunto sequestro di persona avvenuto nei giorni scorsi a Roseto degli Abruzzi. Nel primo pomeriggio di oggi è arrivata la decisione del Gip del Tribunale di Teramo, Roberto Veneziano, che ha convalidato entrambi gli arresti, disponendo però due differenti misure.
Il 22enne di Roseto, assistito dagli avvocati Bruno Gallo ed Erika Sulpizi, resterà nel carcere di Castrogno. Per lui è stata infatti confermata la custodia cautelare in carcere, in attesa dei successivi sviluppi dell’indagine.
Misura meno afflittiva, invece, per il 21enne di Giulianova, difeso dall’avvocato Monica Passamonti. Il giovane è ancora ricoverato all’ospedale Mazzini di Teramo per le lesioni riportate nella caduta dal secondo piano di un palazzo durante l’intervento dei Carabinieri.
Il Gip ha disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari, che diventeranno operativi non appena i sanitari ne autorizzeranno le dimissioni. Fino a quel momento resterà ricoverato in ospedale; successivamente dovrà raggiungere il domicilio indicato dalla difesa.
La decisione del giudice segue gli interrogatori di convalida e le istanze presentate dai rispettivi legali. Il 22enne si era avvalso della facoltà di non rispondere, ribadendo attraverso i suoi difensori la propria estraneità alle contestazioni.
Anche la difesa del 21enne ha contestato la ricostruzione accusatoria e ha avviato una serie di accertamenti difensivi. Sono state chieste verifiche sulle celle telefoniche, sui dati Gps e sulle immagini registrate dalle telecamere pubbliche e private presenti nelle zone interessate nella notte tra il 21 e il 22 agosto.
L’obiettivo dei legali è ricostruire con precisione gli spostamenti delle persone coinvolte e confrontarli con quanto riportato negli atti dell’inchiesta. Sono state inoltre avviate attività investigative attraverso consulenti e una società specializzata.
L’indagine aveva preso il via dopo la denuncia dei familiari di un giovane che aveva riferito ai Carabinieri di essere stato trattenuto contro la propria volontà in un’abitazione di Roseto e che per la sua liberazione sarebbe stata avanzata una richiesta di 30mila euro.
Durante la perquisizione dell’appartamento, i militari avevano inoltre sequestrato 1,760 chili di hashish, 4 chili di marijuana e 84 grammi di cocaina, oltre a una pistola a salve priva del tappo rosso, denaro e materiale ritenuto utile al confezionamento della sostanza stupefacente.
Le contestazioni formulate dalla Procura riguardano, a vario titolo, sequestro di persona a scopo di estorsione, tentata estorsione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
La vicenda entra dunque in una fase nuova, nella quale l’attività investigativa della Procura procederà parallelamente alle indagini difensive già avviate dai legali. Da una parte il 22enne resterà detenuto a Castrogno, dall’altra il 21enne passerà ai domiciliari una volta lasciato l’ospedale. Saranno ora gli ulteriori accertamenti, anche tecnici, a contribuire alla ricostruzione di quanto accaduto nelle ore al centro dell’inchiesta.
Per entrambi vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
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