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Castelnuovo al Vomano: Il ponte rischia di finire sotto un ponte. Tutto sospeso dal Tar.

di Giancarlo Falconi
4 minuti

 La storia, discussa, del nuovo ponte sul Vomano ha inizio con un intervento in consiglio provinciale del consigliere Franco Fracassa.
I passaggi più importanti sono stati ripresi dal sito della Provincia di Teramo.
" Individuare le responsabilità di enti, Enel e consorzi per avanzare una richiesta di risarcimento per i danni scatenati sul territorio a ridosso dell’asta fluviale del Vomano".
La domanda del consigliere Fracassa in sintesi alla sua interrogazione scritta suscitò molti dubbi ai suoi interlocutori.
"Negli anni c’è chi ha creato uno sbarramento per agevolare ora l’irrigazione, ora la produzione di energia elettrica.
Scelte e azioni che hanno stravolto la tenuta del fiume e inciso sulle forti criticità che, puntualmente, si traducono in piene, allagamenti, danni ai terreni vicini".

Di chi sono le responsabilità?
Chi farà la manutenzione del ponte vecchio?
Il sindaco di Cellino e di Castellalto, fu la risposta del primo cittadino Vincenzo Di Marco.
I soldi saranno stati accantonati sul bilancio?
Indecisioni subito sedate dai sei milioni di euro dell'appalto.

Il ponte sullo stretto del Vomano era una necessità impellente per tutta la provincia di Teramo e la gara fu bandita in estate.
Si legge dalle pagine de Il Centro " Bandita la gara d'appalto per la costruzione del nuovo ponte a Castelnuovo, che verrà realizzato 900 metri più a valle di quello esistente, in corrispondenza dei nuclei industriali. L'affidamento dei lavori, che porteranno alla realizzazione di una struttura lunga 115 metri e larga 10,50, è previsto entro il 31 dicembre, mentre la gara scadrà alle 13 del 12 novembre. «La nuova opera fornirà finalmente una via di collegamento degna di questo nome e consentirà tra qualche anno di non avere più interruzioni del traffico quando il Vomano sarà in piena».

Aperture delle buste.
Vince la quarta classificata con 
un ribasso minimo.
La Cisa appalti di Castelnuovo.
Risultato sulla schedina?
Uno. 
L'Ati esclusa formata degli imprenditori Di Eleuterio e Di Sabatino attenderà il pronunciamento del Tar previsto per il mese di Marzo.
Motivazioni?
Esclusi per non aver indicato gli oneri aziendali.

Marzo 2016.
L'Avv. Angelo Raffaele Pelillo ha vinto la prima parte della battaglia legale.
La sua teoria ricorsuale è istruita sul concetto che la logica stessa di appalto concorso era basato sulla qualità del progetto e non sul applicato del risparmio.
Si legge " Considerato l’orientamento espresso da questo T.a.r. con l’ordinanza cautelare 25 febbraio 2016, n. 49, secondo la quale in materia di appalti sottosoglia comunitaria “è fortemente discutibile” che possa trovare rigida applicazione l'obbligo discendente dall’art. 87, comma 4, del d.lgs. n. 163 del 2006, che concerne la dichiarazione specifica degli oneri sostenuti per la sicurezza aziendale, “quantomeno nel senso di imporre una tale dichiarazione a pena di esclusione”;considerato, altresì, che con la recentissima pronuncia 17 marzo 2016, n.1090, il Consiglio di Stato, sezione quarta, ha rimesso in discussione il principio di diritto enunciato con la sentenza dell’Adunanza Plenaria, n. 9/2015, prospettando un contrasto dello stesso con i principi comunitari di matrice giurisprudenziale della tutela del legittimo affidamento e di certezza del diritto, dei principi di libera circolazione delle merci, di libertà di stabilimento e di libera prestazione di servizi, di cui al Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), nonché dei principi che ne derivano, come la parità di trattamento, la non discriminazione, il mutuo riconoscimento, la proporzionalità e la trasparenza; 

La sospensiva ottenuta dal dispositivo del Tar arriverà fino al 22 Giugno per l'inizio della discussione, in attesa della pronuncia del Consiglio di Stato e della Corte Europea.
Si esclude l'accordo tra le varie società con la formazione di un'associazione temporanea d'imprese.
Non parleremo del solito gioco delle tre carte degli appalti ma la lingua polemica potrebbe battere sulle logiche politiche del sindaco Di Marco ( in campagna elettorale) e della delega "scavalcata" dell'assessore Scarpantonio.
Il vero rischio?
Il nuovo ponte si potrebbe anche non fare più a favore della manutenzione del vecchio.
Il vero risparmio per le casse pubbliche.
Ma non ditelo a nessuno. 

 

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Commenti

Che fine hanno fatto il Presidente e i promotori del Comitato "Un Ponte per il Futuro - 2 ponti so' meglio di Uno", perché non si pronunciano? E il Sindaco di Castellalto "Di Marco" come mai nessun commento?
Che peccato, bisognerà attendere luglio per il pronunciamento... .... e adesso però trovare altri argomenti per la campagna elettorale!!! Alla fine, la colpa sarà sicuramente di chi ha fatto ricorso al TAR .... vedrete!!!
Hahaha il grande Sindaco Di Marco che rimane senza ponte ....
Signor Falconi lei è sempre puntuale nel riportare le notizie ma mi domando se la Guardia di Finanza nel leggerle non si insospettiscano un po' .... Spero che il Presidente Di Sabatino capisca la mediocrità che lo circonda ....
...non rileggo la parte dell'articolo dove si diceva "la prossima volta studiate"... evidentemente chi dovrebbe rimettersi a studiare sono altri, sopratutto il suo onorevole compare!!!
La propaganda e la presunzione di questi politici questa volta hanno toppato clamorosamente, ripercorrendo le tappe: il finanziamento era per sistemare il ponte attuale che da oltre 30 anni era soggetto a chiusure repentine. Purtroppo il cambio di maggioranza in Regione e in Provincia ha fatto saltare tutto e con una operazione di demagogia in cui il sindaco Di Marco è maestro si è arrivati allo slogan "due ponti sono meglio di uno", la realtà purtroppo sarà che non ne avremo nemmeno uno. La costruzione di un nuovo ponte è una vera follia, non servirà a nulla se non a consumare nuovo territorio, è indispensabile ristrutturare completamente quello attuale, l'abbiamo detto più volte con serietà nessuno ci ha ascoltato. Sia perché il vecchio ponte si è rivelata la via naturale che ha determinato lo sviluppo di Castelnuovo e della media vallata del Vomano, sia perché non dimentichiamo che a pochi km. abbiamo il ponte di Fontanelle di Atri. Perché spendere altri soldi consumare ulteriore territorio per avere 3 ponti in 4 km? Miopia pura e sperpero di denaro. E poi i soldi per gli espropri per collegare il nuovo ponte alla statale ci sono? I soldi per la manutenzione del vecchio ponte ci sono o lo chiudiamo completamente? Se consideriamo l'uno fisso in schedina con una gara in cui il sospetto di atti illegittimi secondo il TAR non è manifestamente infondato ognuno di noi ha diritto a fare le proprie deduzioni. Paolo Iachini capogruppo Gr. Consigliare rinnovamento e partecipazione al Comune di Castellalto