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Tante famiglie con pazienti affetti da demenza e dall'Alzheimer aspettano l'apertura del centro a Bivio di Bellocchio...

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Questa lettera ci ha fatto bene come tutte le lettere in cui i lettori trovano ascolto ai loro problemi.
Questa lettera la giro direttamente al mio amico, il direttore generale dell'asl di Teramo, Maurizio Di Giosia e al mio amico, il direttore sanitario dell'asl di Teramo, Maurizio Brucchi.
Il centro di bivio Bellocchio dovrebbe aprire esclusivamente come centro per le demenze, per l'Alzheimer.
Ripeto potrebbe diventare un polo di eccellenza e aiutare tante famiglie della provincia di Teramo e i pazienti in tutto il centro Italia.
La Politica sanitaria è visione d'insieme. La nostra personale promessa come quella del sindaco di Giulianova, Jwan Costantini a cui abbiamo chiesto di vigilare come prima autorità sanitaria del comune, come quella pubblica del direttore Di Giosia  è l'apertura  tra Gennaio e Febbraio 2024.
La nostra ulteriore richiesta è quella di destinare nel prossimo immediato presente a centro per la cura dell'Alzheimer ( Una ricerca dell'Institute of Health Metrics and Evaluation dell'Università di Washington pubblicata sulla rivista Lancet stima infatti che in Italia ci siano attualmente 1.487.368 persone con demenza: un numero destinato ad aumentare del 56% entro il 2050, quando le persone con demenza saranno 2.316.951.)
Noi si saremo. 

Buona lettura.

Gentilissimo Giancarlo,

ti scrivo e, consentimi il tu, per ringraziarti per aver sposato la “causa apertura centro Alzheimer di bivio Bellocchio”. I tuoi molteplici articoli, appelli, attacchi per l’assenza di risposte contro l’indifferenza di chi può, anzi deve, affrontare una problematica così onerosa nei confronti dei malati e delle famiglie coinvolte, hanno aperto una fessura di speranza abbattendo il muto dell’indifferenza.

Sei riuscito con la tua resilienza a sfondare quel muro di silenzio, così asfissiante che rischia di soffocare chi quotidianamente fa i conti con tutte le carenze che caratterizzano la gestione delle persone non autosufficienti.

C’è ancora molto da fare, il 2024 è una data, seppur vicina, molto lontana ammesso che il compromesso di aprire una struttura al 50% del suo potenziale giunga a destinazione….purtroppo i fondi spesso prendono direzioni più “proficue in termini di visibilità”….noi siamo invisibili….e spesso anche impossibilitati ad esercitare il nostro diritto al voto….

Una struttura adeguata alla gestione mirata di questi pazienti non è altro che il punto di arrivo di un percorso che inizia anni prima….e, anche qui, bisognerebbe fare molto…per semplificare tutti gli iter burocratici necessari per l’accesso alle prime cure adeguate, al riconoscimento di benefici a favore dei familiari, che dovranno nel corso degli anni, occuparsi di gestire i loro cari fino ad arrivare alla fruizione di una struttura quando il paziente non può più essere gestito in casa.

Grazie perché chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso…lei lottando con noi e per noi ci ha resi meno soli e forse possiamo aspirare ad essere vincenti nella nostra battaglia.

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