"La bonifica di Bussi, visti i tempi biblici con cui si stanno muovendo gli enti, consisterà nel distribuire tutti i veleni lungo il fiume e poi in mare? Oppure nei nostri corpi e in quelli di animali e piante?" questa è la domanda che è lecito porsi leggendo l'esposto che già a maggio scorso il Forum H2O aveva inviato a tutti gli enti e alle Procure, Corte dei Conti compresa. Aggiunge il Forum H2O "Ricordiamo che i responsabili della contaminazione devono pulire al di là della sussistenza di reati penali o meno ma gli Enti in questi anni paiono aver dimenticato di applicare il principio "Chi inquina paga" affidandosi solo alle risultanze del procedimento penale e tralasciando quello amministrativo e in particolare, cosa che appare pazzesco, l'individuazione del responsabile della contaminazione".
A questo aggiungiamo che esiste una contaminazione diffusa, ad esempio quella del mercurio, che riguarda l'ambiente fluviale, con dati molto preoccupanti, peraltro per ora limitati alle analisi ARTA dei sedimenti del Tirino e della Foce del Pescara (a parte quelli più recenti relativi ai pesci di cui abbiamo parlato diffusamente). In questo senso la mancanza delle caratterizzazione degli invasi Enel e degli altri tratti fluviali è esiziale perché non permette di comprendere esattamente lo stato del fenomeno di contaminazione.
Nell'esposto il Forum richiama una corposa e univoca giurisprudenza che imporrebbe agli enti di procedere non solo sotto l'aspetto penale, come si è fatto (e, per quanto riguarda quello che sta emergendo su quel procedimento, stendiamo un velo pietoso in questa sede su ciò che ci appare poter definire come un vero e proprio verminaio), ma anche dal punto di vista amministrativo. Una volta individuato, il responsabile della contaminazione deve pulire, anche per quanto riguarda le contaminazioni cosiddette "storiche", al di là della rilevanza penale delle sue condotte e dell'eventuale accertamento di un danno. Questo vale per tutte le contaminazioni, comprese quelle che ora riguardano aree esterne al sito. Per far comprendere la rilevanza della questione facciamo notare che, a mero titolo di esempio, se si dimostrasse che il mercurio trovato nei sedimenti del Porto Canale di Pescara è riconducibile al sito di Bussi, il responsabile della contaminazione dovrebbe provvedere a pulire anche quelle aree. Per questo è deprimente che i comuni dell'asta del Pescara, capoluoghi compresi, siano sostanzialmente assenti nel procedimento amministrativo nonostante le conseguenze delle omissioni si ripercuotano sulle loro comunità e sui loro territori.
La cosa che appare letteralmente incredibile è che gli enti che si sono succeduti finora non hanno individuato dal punto di vista amministrativo il responsabile della contaminazione. Il Ministero dell'Ambiente in un goffo tentativo del 2013 riguardante le discariche Tremonti e 2A e 2B, è stato sonoramente bocciato dal Consiglio di Stato, a cui si era rivolta Edison, nel 2015 per la procedura non ortodossa seguita. Da allora non ci risulta che il Ministero abbia, in collaborazione con la Provincia, reiterato la procedura seguendo l'iter previsto dalla legge.
L'unica area per la quale la Provincia di Pescara, competente per legge, ha comunicato, dopo anni di insistenze da parte del Ministero, l'individuazione del responsabile della contaminazione storica e, quindi, delle opere di bonifica, è il sito di Piano d'Orta. Pare che Edison abbia subito proposto ricorso al TAR contro questo provvedimento. Questo fa comprendere che dilazionare l'identificazione del responsabile produce ritardi di anni, visto che poi di solito si finisce in liti giudiziarie che durano tantissimo tempo.
Se non si individua il responsabile della contaminazione anche dal punto di vista amministrativo non è possibile:
a)pretendere l'attuazione da parte del responsabile di tutti gli interventi di bonifica con i relativi costi;
b)agire spendendo denaro pubblico su aree private, in quanto, non potendo rivalersi in danno al proprietario inadempiente, si violerebbe il principio comunitario "Chi inquina paga".
Paradossalmente questo gioco al rinvio dell'accertamento delle responsabilità non fa altro che avvantaggiare il privato che intanto si ritrova a poter rimandare sine die l'onere economico e finanziario degli interventi. Poi, visto che stanno passando decenni, troverà paradossalmente un sito meno inquinato o aree dove è impossibile intervenire tecnicamente perché nel frattempo i contaminanti saranno dispersi nell'ambiente e nei corpi di fauna e flora.
Ovviamente il Forum H2O ha chiesto alle procure e alla Corte dei Conti di valutare l'operato dei funzionari a vario titolo coinvolti.
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