L'Arpagone, scusate, l'avaro era per Moliere pura e vitale letteratura.
La realtà del tirchio per antonomasia è quella figura che non spende, pur sapendo, di avere da nominato il diritto al rimborso.
Al limite si fa anticipare i soldi da dover elargire per poi essere rimborsato dall'ente.
Passaggi psicologici complessi e articolati.
La vita è diversa.
Più cruda e i cotti siamo noi, da sempre.
Era il 2010 è questa, è solo la prima puntata.
Marzo del 2010.
Il dirigente, direttore dell'Ente Parco, Marcello Maranella, ( il più prorogato nella storia delle proroghe, forse, il termine è nato con il suo servizio all'Ente) parte in missione.
Incontro regionale.
Non in Siria ma per una tratta pù comoda.
Assergi-Teramo-L'Aquila-Isola-Assergi.
Un viaggio on the road.
Si passa da Moliere a Jack Kerouac.
Siamo così.
Ora di partenza 9:00 am ora di ritorno 16:00 pm.
Parcheggio a Teramo ore 16:50 pm.
Costo 50 centesimi.
Pratica a rimborso.
O la borsa o la vita.
Chapeau.
Un signore.
Fate Vobis.
...e non finisce qui...
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Fate vobis è un'espressione scherzosa che, in un finto latino sgrammaticato (vobis è un pronome latino al dativo: "a voi", mentre fate è parola italiana cui in latino corrisponderebbe facite), invita a fare di testa propria, a regolarsi a proprio piacimento[1].
Ne è ignota l'origine, ma si tratta comunque di un'espressione entrata nell'uso già dal XIX secolo. Si ritrova, tra l'altro, nel romanzo Piccolo mondo antico di Antonio Fogazzaro del 1895.