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Teramo. Ufficio Immigrazione in via Malaspina, residenti sul piede di guerra: «Qui il quartiere rischia il caos»

di Giancarlo Falconi
2 minuti

TERAMO – Quella che fino a pochi giorni fa era un’indiscrezione oggi trova conferma: l’Ufficio Immigrazione della Questura di Teramo lascerà viale Bovio e sarà trasferito in via Malaspina.
La permanenza dovrebbe durare almeno un anno, ma le previsioni più ottimistiche potrebbero presto essere superate. I lavori necessari nella sede centrale della Questura, infatti, fanno pensare a tempi ben più lunghi e non viene escluso che il periodo possa arrivare a raddoppiare.
Il problema vero, però, è un altro: via Malaspina appare, agli occhi di molti residenti, una sede difficilmente compatibile con il flusso quotidiano di utenti dell’Ufficio Immigrazione.
La strada è stretta, presenta una conformazione quasi a imbuto e dispone di spazi per la sosta estremamente limitati. Una situazione che rischia di produrre disagi pesanti in un’area residenziale già delicata sotto il profilo della viabilità.
Quanto accaduto negli anni in viale Bovio viene ricordato dagli abitanti con forte preoccupazione: persone in attesa fin dalla notte, permanenze prolungate all’esterno degli uffici, situazioni di accampamento e criticità di carattere igienico-sanitario.
Il timore è semplice: non risolvere un problema, ma trasferirlo altrove.
Sotto accusa finisce anche la scelta della sede, maturata nell’ambito di una procedura ministeriale che, secondo quanto contestato dai residenti, non avrebbe tenuto nella dovuta considerazione le caratteristiche reali della zona. Pochi parcheggi, spazi ridotti, un accesso viario limitato e un quartiere che potrebbe ritrovarsi improvvisamente a gestire centinaia di presenze.
La domanda nasce spontanea: qualcuno ha realmente verificato cosa potrebbe accadere nelle ore di maggiore afflusso?
Tra i residenti il clima si sta rapidamente surriscaldando. Si parla della costituzione di un comitato e perfino di una protesta clamorosa per chiedere alla Questura, al Ministero e alle istituzioni locali una valutazione più approfondita della scelta.
Fa rumore, nel frattempo, il silenzio del comitato di quartiere, oggi ricompreso nella nuova organizzazione delle macroaree. Nessuna presa di posizione pubblica, almeno fino a questo momento, su una vicenda che potrebbe cambiare in maniera significativa la quotidianità dell’intera zona.
Via Malaspina rischia così di diventare il prossimo fronte caldo della città.
Il trasferimento appare ormai deciso. Resta da capire se qualcuno abbia pensato seriamente a tutto ciò che accadrà fuori da quegli uffici: alle auto, alle file, alle attese, ai residenti, ai problemi igienico-sanitari e alla sicurezza di una strada che non sembra strutturata per sopportare un simile carico.
Perché spostare un problema non significa necessariamente risolverlo.

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